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Petrified Eyes The Director's Cut!!
HAHA!
HA HA HA HA!
Eccomi qua con uno speciale veramente fico e completamente innovativo!
Il Director's Cut! Due, dico DUE scene intere, tagliate da Petrified Eyes
TIME!
Noah: Ma è completamente idiota?
ehm... si cioè... non proprio, volevo dire, vi domanderete: Ma
come? Perché ha tagliato delle scene? Perché non le ha inserite?
E io risponderò: Perché me l'ero perse!
*SKATOMPTH GENERALE con cilindri aperti all'orizzonte*
Si insomma... praticamente ho scritto il pezzo, mi piaceva, poi l'ho perso,
mi sono dimenticato di averlo scritto e sono ripassato per quella scena
scrivendo qualcosa di completamente diverso. Il problema è che
la scena mi piaceva e non mi andava di cancellarla a cavolo... insomma...
LEGGETE OPPURE SALTATE IN BLOCCO NON ME NE FREGA NULLA!
*anf anf*
Il pezzo andava collocato grosso modo dopo che Enid ha fatto lo scherzetto
ad Astea nella camera degli specchi nel Luna Park dell'isola di Cathal...
[...]
«Non posso dirti di non andare... ma pensi sia un comportamento
maturo? Il comportamento di chi deve affrontare un peso come mai nessun
umano prima di lui? Forse dovresti imparare ad avere fiducia negli altri,
di tua sorella...»
«E di te, non è vero? »
Enid si passò una mano fra i capelli. «L'hai detto tu.»
Astea sentì la propria aura oscura crescere e riscaldarlo. In fondo
Ville era con Wein, o almeno così sperava, non le sarebbe capitato
nulla di male... e lui doveva portare a termine l'addestramento... per
poter tornare da lei e dirle finalmente "Ville io... sono cambiato,
non dovremo più vivere come abbiamo sempre fatto..."
Ville. Sono cambiato.
Si voltò e si allontanò dalla sala del trono.
«Quando riprendiamo?» chiese uscendo.
«Anche subito» sorrise lei.
Astea si fermò e nella sua mano comparve l'alabarda, dal nulla.
Enid ebbe un leggero sussulto.
«Quest'arma sembra rispondere ai miei pensieri...» disse lui.
La Tessitrice sorrise.
«L'allenamento adesso si dividerà in due parti.» comandò
lei. «Una parte, quella maggiore, continuerà lallenamento
fino a raggiungere i limiti ultimi di cui è capace il tuo corpo
privo dell'uso dei poteri che ti scorrono dentro, poteri che comunque
impregnano il tuo corpo. L'altra parte, invece, sarà usata col
contagocce, dovrai di nuovo affrontare ciò che hai al tuo interno
e tentare un contatto. Io stessa farò in modo che tu non possa
nuocere a nessuno quando sarai in quelle condizioni.»
Astea si grattò il mento. «Beh almeno questa volta mi hai
avvertito.» sibilò lui.
«Ora, indossa di nuovo la benda e preparati perché dovrai
tenerla a lungo.»
Mentre Astea velava le sue iridi castane di viola, Enid si trovò
ad ammirare l'interno di quegli occhi dove, con un po' di concentrazione,
era possibile rivedere, come in una lontana eco di un tuono, lo scontro
della Vera Guerra.
Iniziò a piovere.
«Bene Astea, ora schiva la pioggia.» rise lei.
Fine del Director's Cut.
La Tessitrice, con un sorriso sulle labbra spontaneo e un po' sorpreso,
fu la prima a prendere la parola. Davanti a lei c'era un Coral ammantato
in vesti eleganti; faceva un certo effetto vedere un ragazzo così
giovane conciato in quel modo ma, dopotutto, Coral era perfettamente a
suo agio e così l'effetto era ottimo.
«Dovevi parlarmi?»
«Beh ecco... immagino di sì...»
«E... come mai hai scelto questo posto?»
«Oh beh... non so... volevo... sì insomma... mi è
sembrata una buona idea.» si zittì.
Ma lei gli sorrise.
«Oh indubbiamente... questo è rosso di Ithos?» domandò
indicando un decanter pieno di un liquido dal colore denso e corposo.
«Sì.» sorrise lui. «Almeno su questo non ho avuto
dubbi.»
Il cameriere arrivò con un vino frizzante da aperitivo e con un
omaggio della casa, lasciando i menù sul tavolo.
Fra le varie portate, Coral ebbe modo di stilare un rapporto a voce molto
dettagliato di tutti gli avvenimenti che avevano avuto luogo in conseguenza
agli ultimi ordini di Enid.
Dal modo in cui aveva trovato Dante, tramite i Draghi Occulti, fino alla
dimora di Sierra.
Si soffermò in particolare su alcune figure della nave come quelle
di Noah di Tradnor e Ridley Rhian. Tutto sommato si stava dimostrando
professionale
nonostante Enid non gli avesse scollato gli occhi
di dosso per un solo secondo. Il demone era in grado di rimanere immobile
come uno splendido dipinto, con il volto leggermente inclinato e appoggiato
su una mano, per un tempo indeterminato. Aveva il potere di far perdere
di significato tutto ciò che la circondava rimanendo sola e importante
al centro del nulla. Era come se gli occhi di Coral si ritrovassero a
fissare una piccola luce nelloscurità.
Il ragazzo iniziò a perdere qualche parola durante il resoconto.
Era terribile mantenere il contegno sotto uno sguardo penetrante come
quello di un predatore.
Dopo qualche istante bevve una lunga sorsata di rosso.
Lei sorrise.
«Qualcosa non va?» domandò.
«Beh ecco
a dire la verità
credo sia colpa
o merito, dello sguardo
»
«Il mio sguardo?»
«Si
non riesco a parlare bene se mi fissate così
»
«Puoi anche cominciare ad usare il tu non mi sono mai
piaciute le formalità umane.»
«Non riesco a parlare bene se mi fissi così
capo
»
si corresse Coral.
Rifletté a lungo sul valore della riverenza. In fondo lutilizzo
del lei, del voi o del tu era un qualcosa di esclusivamente umano che
a quanto pare i demoni sembravano gradire
che voleva dire Enid con
quella frase? Che lui doveva comportarsi meno da demone?
«Stai pensando troppo per i miei gusti Coral
»
«C
come?»
«I tuoi pensieri
se io voglio, posso ascoltarli molto bene
non farti domande
ma cerca di bearti di questa splendida cena
sei riuscito dove nemmeno il Guardiano, che crede in te, aveva scommesso.
Hai dimostrato a tutti di non essere un demone qualsiasi. In pochi avrebbero
avuto la capacità di liberarsi da Sierra in quel modo
e credo
che anche Dante, che ha creduto in te e ha vinto, sia orgoglioso
in un certo senso.»
Coral sentì il mondo divenire improvvisamente privo di significato
di fronte a quelle parole. Il suo sforzo questa volta e fu uno sforzo
deciso, fu quello di tornare coi piedi per terra. Enid non se ne faceva
nulla di qualcuno che perdeva la testa per un complimento.
Il Demone Sovrano sembrò accorgersi del tentativo di Coral e sorrise
appena. Forse nemmeno Coral sarebbe stato capace di cogliere quel movimento
impercettibile e, comunque, era troppo occupato a controllarsi.
«Sappi che quanto sto per dire sarà una rarità
comunque
» Enid si bagnò le labbra nel vino, sembrava
quasi sangue fra le sue mani. «Grazie per questa splendida serata,
è stato
sì
un bel gesto da parte tua.»
Coral si versò in fretta e furia un altro bicchiere di vino. Non
sapeva bene perché e non riusciva a controllarlo, ma un fuoco era
avvampato dentro di lui, orgoglio, fierezza, felicità. Sapere che,
se solo Enid avesse voluto, avrebbe potuto sentire tutto lo metteva ancora
più in imbarazzo amplificando la sensazione.
Notò che la donna lo fissava ancora, incuriosita e, dopo un po,
non poté fare a meno di riderci su. Doveva essere proprio un grande
spettacolo. Anche Enid rise, ma come ridevano le donne di gran classe,
facendo vibrare i cuori e le menti dei presenti.
Anche lei, era proprio un grande spettacolo pensò Coral.
«Teiris!» gridò Wein.
Finalmente la vide. Poi gli scomparve davanti agli occhi.
«Ma che diavolo
»
Riprese a correre e la raggiunse poco oltre.
«Ehm Teiris
ferma, non usare quei poteri
mi sento tutto
un formicolio
»
La ragazza continuava a camminare e il drago prese a zompettargli intorno.
«Andiamo... Astea non è fatto per le pubbliche relazioni
non devi dare tanto peso a quello che ha detto
»
Non rispondeva.
«Magari
magari era un po giù, sai
abbiamo
parlato
»
Wein prese a camminare a testa in giù sulle mani riuscendo perfettamente
a stare al passo affrettato della ragazza.
«Dopo trecento anni siamo riusciti a parlare di nuovo
sono
cose che ti scombussolano
»
«Beh tu non sembri scombussolato per niente
» gridò
lei di botto fermandosi.
Wein si fermò su due dita per poi tornare a testa in su con una
piccola spinta.
«Beh io non lo do a vedere
se dovessi dare a vedere quello
che ho dentro tanto varrebbe suicidarsi
anzi
sai che ti dico?
Se fossi realmente coerente con me stesso, dovrei fare una roba simile
»
Teiris si bloccò a guardare il drago. Lo diceva sorridente
gioviale
ma sembrava quanto mai serio.
«Dici davvero?»
«Beh
penso di sì. Non lo faccio solo perché
so che non servirebbe a nulla. A chi servirebbe? A me no dato che sarei
morto, ad Astea nemmeno
e nemmeno a sua sorella
» aggiunse
stavolta mostrando vagamente tristezza.
«Ma
Astea
»
«Astea si sta controllando
Astea, ora come ora, non è
il Fante Oscuro semplicemente perché si era rotto le palle di esserlo...
credo.»
«Fante Oscuro?»
«Sì, andiamo... quel demone che ci ha catturato si spacciava
per il Fante Oscuro
che altri non era che Astea qualche tempo fa
non credere che adesso lui sia diventato buono e non voglia più
ammazzare la gente a caso. Sai
probabilmente va a periodi
una settimana ti prende un videogioco della Play e ci giochi fino a che
non ti diventano gli occhi rossi e-»
«Ma
perché ha così tanta rabbia dentro
e perché se vuole morire non ci riesce?»
«Può essere ucciso solo da creature immortali.»
«Ok ma i demoni? Non basterebbe provocare la persona giusta?»
«I demoni hanno ordine di non toccarlo. Ed è quello che fanno.»
«Ma allora il demone che ci ha attaccato poco tempo fa?»
«Non saprei
forse era un demone giovane e indisciplinato che
non aveva nemmeno riconosciuto Astea
oppure lo Scrittore si è
rincoglionito.»
I due guardarono in camera.
Si scossero.
«E, se ci tieni a saperlo» riprese Wein, «nemmeno il
venerabile patriarca Mustis vuole farlo fuori. Nonostante abbia sterminato
decine di interi villaggi, sono ancora dellidea che, il suo rancore
verso chi gli ha lanciato la maledizione, possa ancora essere sfruttato
a loro vantaggio
»
«Insomma
non cè nessuno che sia disposto a liberarlo
e più passa il tempo più sua sorella soffre
qualcosa
di indescrivibile
» le orecchie di Wein si abbassarono irrimediabilmente,
«ero portato a credere che non ci fosse via duscita ma
ultimamente ho cambiato idea
è per questo che sono tornato
sulle sue tracce.»
Teiris lo guardò non capendo. «Ma se hai appena detto che
solo gli immortali possono ucciderlo
io, oltre ai demoni e al patriarca
Mustis, non conosco nessun altro in grado di fare una roba simile
»
«Sì ma
forse quella maledizione può essere vinta
oppure possiamo scomodare un altro vero immortale
»
Teiris si sedette lì dovera. «Non ci capisco nulla
la situazione nel mondo sta precipitando. I Draghi Occulti sono senza
i loro sovrani, i Draghi Celesti sono ai ferri corti con loro per poter
utilizzare l'Artemide
e tutto questo perché? Perché
fiutano una nuova guerra su larga scala coi demoni
tutto
tutto
sta scivolando inevitabilmente verso la distruzione
» tolse
la sua tiara e ci giocò un po' con le mani prima di indossarla
di nuovo. «Pensavo
pensavo che Astea coi suoi poteri avesse
una qualche speranza di salvare questo mondo
ma
evidentemente
non è così
»
«Sarebbe già impossibile per lui salvare se stesso
come pensi che possa salvare il mondo?»
«Perché non usa quello che ha per il bene di tutti? Mustis,
che ha il potere per ucciderlo, non vuole farlo? Perché non collabora?»
Wein guardò storto Teiris che si voltò. «Non provare
a dirgli una cosa simile
sarebbe capace di farti volare la testa
prima ancora che te ne accorga.»
Gli occhi di Teiris divennero liquidi «Io
non conto proprio
nulla per lui?»
Wein distolse lo sguardo «È sempre stato così
lui rimorchiava le donne
io ci provavo ma non me la davano mai
»
Teiris si voltò nuovamente senza aver capito bene quello che aveva
detto.
«Su su
» si affrettò lui a correggersi, «Astea
non credo sia luomo che fa per te. Se ci stai così male è
perché ti piace e non potevi scegliere peggio...»
«È tanto difficile per voi maschi capire quando una ragazza
vuole semplicemente bene a una persona invece che amarla?»
Wein si grattò il mento. «No beh
non è difficilissimo
il fatto è che riguardo a te sono sicuro. Tu vorresti averlo tutto
per te. Vorresti che fosse solo il tizio che va a fuoco, che mangia un
sacco e fa limbecille
ma Astea non è così
è molto di più
e tutto il resto che cè
riuscirebbe a fare impallidire persino la coscienza di un demone
»
Teiris si alzò in piedi. «Basta Wein
voglio che lui
diventi sempre come è quando è calmo. Un modo dovrà
pure esserci
Astea non mi da lidea di cercare tante alternative
a quelle che non siano una morte cruenta
»
«È quello che cercavo di spiegarti
forse un modo cè
ma ho paura che tu possa rimanere coinvolta
è per questo
che volevo dirti di abbandonare il gruppo.»
Teiris si bloccò impietrita. «Cosa?»
Ora Wein la guardava seria. Era avvolto di un'aura autorevole e forte.
La superò di qualche passo poi si voltò nella sua direzione
per continuare. «Hai capito. I tuoi poteri sono interessanti, ma
non saresti in grado di dimostrarti abbastanza pronta se ci fosse da fare
fuori qualcuno
e poi non è detto che quei poteri funzionino
su creature potenti come quelle contro cui voglio trascinare Astea
»
Teiris fissò Wein. «Stai scherzando?» si morse le labbra.
«No...» si rispose da sola.
Lo sguardo della sacerdotessa cambiò.
«Beh io me ne frego di quello che pensi tu. Ho passato la vita a
sacrificarmi per qualcosa in cui ho scoperto non valesse la pena credere.
Adesso voglio fare di testa mia.»
Teiris sorpassò Wein che si stese per terra, mise mano al banjo
e cominciò a suonare una melodia triste.
E così
Noah e Coral si ritrovarono di nuovo sul ponte. Era
mattina presto, il demone aveva il turno di pulizia, Noah invece uscì
per tuffarsi vestito in mare. Coral lo fissò sistemandosi gli occhiali
sul naso, senza capire bene. Poi corse ad affacciarsi pronto per urlare
uomo in mare, ma Noah stava nuotando come un siluro e riusciva
a reggere landatura della nave.
Dopo un po colò a picco. Coral si sporse ancora più
avanti
nulla.
Iniziò a preoccuparsi quando, avvertì un suono bagnaticcio
di gocce che cadono da capelli ormai ridivenuti nodosi per lacqua
di mare, si voltò e Noah era dietro di lui.
«Beh? Tutto a posto marmocchio?»
Coral diede qualche colpetto di tosse.
«Ehm
come va Noah?»
«Oh beh
va bene direi
non mi sono mai sentito così
»
ci pensò un po' su
«UMIDO
»
Coral tossicchiò divertito.
«Ehm
forse dovresti darti unasciugata
»
«No no! Mi piace il fresco dellacqua che evapora!»
Il demone scosse la testa. «Non morirai fra breve giusto?»
tagliò corto dopo un po'.
«No, credo di no
che palle tutti con la stessa domanda
a proposito
ho avuto modo di osservarti bene
sei un demone
giusto?»
«COME?»
«Su andiamo! Si vede lontano un miglio! Le mattine stai qua a scopettonare
e non ti ho mai visto sudare come si deve!»
Coral mandò giù un malloppo in gola.
«Bleah
chissà che schifezza che hai mandato giù
non è saliva vero?»
Il ragazzo si grattò la testa «Dunque
immagino di sì
cioè
dovrei essere abbastanza verosimile
»
«Capisco
senti se tu sei qua cè un motivo vero?
Ora io non vorrei fare il superiore scassapalle ma vorrei saperlo
quanto basta per capire se devo occuparmi di te o meno
»
«O... occuparti?»
Noah sorrise sereno. «Sì ma
dai che hai capito
mica ho detto liberarmi di te ho detto occuparmi
nel senso che ti terrei docchio.» Si rabbuiò. «Non
sei un amico di Brynard vero?»
Coral scosse la testa in fretta. «No no! Ho un altro capo
»
sorrise «allora, diciamo che per adesso faccio apprendistato da
Dante, sono in cerca di unarma e devo trovare qualcosa per costruirne
una mia.»
«Tutto qua?» chiese Noah deluso.
«Beh sì
comunque sono un demone
forse dovresti
tenermi docchio lo stesso
oppure potrei averti mentito...»
Noah annuì pensoso. «Capisco
senti
e che significa
quando parli del trovare qualcosa per costruire una tua arma?»
«Beh ecco
il mio capo, deve crearmi unarma
ma ha bisogno di una base
un qualcosa di potente su cui costruirla
non deve essere una cosa facile.»
«Beh e tu standotene su questa nave che speri di trovare?»
«Boh non lo so
bottini di guerra?»
«Naah
è difficile
senza contare che quello che
si raggranella è di tutti e non sarebbe comunque solo tuo
»
«Capisco
beh sto nei pasticci
non lavevo mai vista
da questo punto di vista
o forse non era il problema principale
»
Noah si sedette a gambe incrociate sul ponte a fumare mentre Coral continuava
a lavare per terra.
Dopo un po lo bacchettò. «NON COSÌ TANTO,
CHE SCHIFO! Suda di meno!»
Coral si passò una manica del vestito sulla fronte. «O
ok!»
Passarono altri cinque minuti e Noah si batté una mano sulla fronte.
«Ma certo!»
Coral tornò per bagnare lo straccio nel secchio. «Cosa?»
«Ho trovato il modo per restituirti i favori!»
«Che favori?»
«Oh andiamo! Mi hai salvato la vita quando ero schiavo di Sierra.
Se non ci fossi stato tu avrei fatto a pezzi Dante
ok, sarebbe stato
bello, ma sarei rimasto schiavo della sventolona
e poi
mi
hai salvato anche quando il castello stava collassando ed ero ubriaco
per non parlare del fatto che senza di te non so quando sarei riuscito
a ritornare sulla nave
»
«Eh
beh, messa così, pare che io abbia fatto molto
per te
»
«Già già
e io ho trovato il modo per farti fare
l'arma!» Così dicendo estrasse da dietro la schiena il vaso-bottiglia
con dentro il sangue di Sierra.
«Arma? Ma che diavolo»
«TA-DAAN!» gridò Noah.
«Ta-daan cosa?»
«Ecco qua! Questo sangue è molto potente! È una delle
cose più potenti di questa terra! Il sangue di un vampiro antico
che è stato in grado anche di salvarmi da una malattia che nessuna
magia avrebbe mai potuto sanare! L'ultimo vampiro dei tempi antichi!»
«Ma
salvarti? Cioè
non ti serve per rimanere
vivo allora?»
«Oh via! Goccia più goccia meno non farà la differenza!
Sarà una settimana di pioggia che mi perderò!»
Noah era incontenibile quando era di buon umore e i due iniziarono a ridere
di gusto.
«Al lavoro Coral!» gridò Shepard salito sul ponte.
Il ragazzo si rimise a lavare con più forza di prima
Quando tornò dalle parti di Noah gli rivolse di nuovo la parola.
Il tizio nodoso si stava finendo la sigaretta, in pace col mondo.
«Noah
grazie
lo fai perché sono un demone e non
vuoi avere conti in sospeso con me?»
Noah per poco non perse la sigaretta di bocca.
«Che? Ma va là! Lo faccio perché sei un amico
sì insomma
un tipo a posto.»
Coral scrollò le spalle e riprese a lavare
ma era
contento.
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