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Dopo qualche passo percorso nel vicolo, svanirono allinterno
di una piccola casetta.
Wein si voltò di scatto verso il legno marcio sfiorandolo con una
mano.
«Una schermatura magica
da chi abbiamo avuto il piacere di
essere salvati?»
Il vecchietto tossicchiò divertito «non vi sfugge niente
bene, meglio così.»
Le rughe e la pelle del vecchio mutarono in quella di un giovane drago
con delle lucenti ali piumate nere che uscivano dalla schiena.
«Toh guarda un compaesano
» ribatté Manoa dando
una gomitata a Wein.
«Vorrete perdonarmi per il travestimento
ma girare da Drago
Occulto in questa terra è divenuto oltremodo pericoloso
»
la figura fece apparire un piccolo globo di luce e fece strada allinterno
di una modesta casetta arredata con un tavolo e qualche sedia.
«Sedetevi
vi prego. Dopo il macello che avete combinato, i
soldati di Celestia vi cercheranno per un bel po
»
Astea si sedette in tranquillità.
«Per me non è una novità
ci sono abituato
»
«Oh avete anche voi brutti trascorsi con i Celesti?»
«Che cosa intendete con anche voi signore?» si
intromise Teiris.
«Oh
dove ho lasciato le buone maniere
vi prego di scusarmi»
il drago si inchinò in una profonda riverenza. «Il mio nome
è Reldan Fun e sono una guardia del vicino centro di Draghi Occulti,
Kajal.»
«Piacere, Wein, Teiris, Astea e Manoa» rispose Astea indicando
prima Manoa, poi se stesso, poi ancora Manoa e per ultima Teiris.
Il tipo rimase un po interdetto
poi riprese a parlare: «Se
venite da Sadon probabilmente non saprete nulla delle ultime politiche
applicate dal regno di Celestia nei confronti di noi Draghi Occulti, dico
bene?»
Teiris scosse la testa.
«Beh
i Draghi Occulti hanno perso in una sola notte quattro
dei cinque Sovrani, una specie di colpo di stato
e ovviamente lindiziato
numero uno è proprio Dante Reznor, lunico Sovrano che forse
è sopravvissuto.»
«Come diavolo può essere successa una cosa simile?»
sbottò Manoa.
«Basterebbe organizzare molto bene ogni spostamento
oppure
trovare le persone giuste
» sentenziò Astea.
Reldan rimase in silenzio per un po, finì di preparare una
bevanda per infusione e la servì ai presenti. Quando riprese la
parola il suo tono era triste e serio: «Si dice che, nelloperazione,
siano stati impiegati centinaia di assassini che non hanno lasciato traccia
»
la guardia stringeva i pugni.
«Beh
ultimamente non se la stavano passando troppo bene i
vari Sovrani
se escludiamo Lord Gaul VII, ognuno degli altri quattro
aveva le mani sporche per qualche motivo e la loro politica sullArtemide
nei riguardi del Draghi Celesti iniziava a diventare parecchio rischiosa»
ribatté Wein.
«LArtemide?» domandò Teiris. «Mi pare di
averne sentito parlare
»
Wein si preparò a fare un breve riepilogo delle puntate precedenti:
«Come sai lorigine dei Draghi Occulti si perde nei tempi della
Creazione e molte solo le leggende che la circondano. Non è un
caso che gli Occulti si dimostrarono pressoché neutrali anche nel
corso della Vera Guerra che investì tutti i popoli di Aman. Un
solo Clan degli Occulti vi partecipò, guidato da Lord Gaul II,
costituendo la truppa di punta delle forze di Galder nello scontro. LArtemide
è larma più potente che questa terra abbia mai conosciuto.
Fu creata dallo stesso Clan degli Occulti attraverso una tecnica sconosciuta
che probabilmente è da far risalire alla nostra misteriosa origine.
Fu una mossa che attirò su questo Clan, e su tutta la specie occulta,
le invidie dei cugini celesti, nonostante venisse usata in favore del
Luminoso.»
Wein posò alabarda e balestra in un angolo e si sedette ruotando
la sedia al contrario e appoggiandovisi sopra a braccia conserte.
«Quando la Vera Guerra finì il Clan guerriero rientrò
nel proprio popolo e lArtemide, visti i suoi terrificanti poteri,
fu sigillata dagli Occulti subordinando un suo eventuale riutilizzo al
volere dellintero popolo
e quindi anche dei Clan che erano
rimasti neutrali nel corso della Vera Guerra.»
Teiris annuì insieme agli altri presenti, escluso Astea immerso
nel compito impegnativo di girarsi i pollici.
«I Draghi Celesti da sempre fanno la corte a questa terrificante
arma che, a loro avviso, potrebbe costituire da sola il deterrente in
grado di tagliare fuori i demoni dalla sfera di influenza di Aman. I draghi
Occulti però, coscienti dei reali pericoli che potrebbero conseguire
dal ritorno di un simile flagello, lhanno sempre difesa da qualsivoglia
interessamento, mantenendo in questo modo la pace su Aman. Ultimamente
le richieste dei Draghi Celesti sono divenute sempre più pressanti,
probabilmente perché allorizzonte si prepara un nuovo terrificante
scontro fra loro e i demoni. Una rivalità che ormai da diversi
secoli ha tagliato fuori gli umani.»
«Arriva al punto Wein, il lettore si annoia» tagliò
corto Astea.
Teiris mandò di traverso il tè mentre Wein riprendeva il
filo del discorso.
«Beh ecco
con i Clan privi di guida, ora come ora, il destino
dellArtemide non è più al sicuro come un tempo
e nel caso ci fosse Dante Reznor dietro il colpo di stato, non è
escluso che sia proprio lultimo Sovrano dei Draghi Occulti rimasto
a volerla utilizzare per chissà quale scopo.»
La guardia annuì grave: «e non è finita qua
il nostro popolo non è poi così allo sbando come si dice.
Come ha precisato precedentemente il signor Wein, i Sovrani di questa
epoca non stavano facendo esattamente opere di bene e inoltre alcuni di
loro iniziavano a rientrare nelle sfere di influenza dei celesti. La cultura
della neutralità stava lentamente svanendo dalle loro menti e,
probabilmente, il patriarca Mustis iniziava a intravedere la possibilità
di mettere le mani su questarma. Ora che la possibilità si
è allontanata, i Draghi Celesti stanno mettendo a ferro e fuoco
gli occulti per cercare di farla uscire fuori
in un modo o nellaltro.»
«Ferro e fuoco? Ma di cosa state parlando
» ribatté
Teiris.
«È semplice; Dante Reznor è scomparso ed esiste anche
la possibilità che sia morto, siamo altresì sicuri che lArtemide
è ancora al suo posto nel Santuario di Leto dove il sigillo è
ancora attivo. I celesti stanno cercando di mettere le mani sullarma
muovendo una subdola guerra ai loro cugini, distruggendo i centri e bruciando
interi territori, giustificando il tutto col pretesto di un popolo senza
sovrani nellanarchia. I Draghi Occulti non si sono mossi e non hanno
dato segni di instabilità, eppure i celesti hanno occupato le città
principali e il più piccolo sospetto è in grado di scatenare
dei veri e propri massacri, delle
pulizie etniche.»
Teiris guardò Wein cercando di leggere qualche espressione sul
volto del compagno ma non vi riuscì.
«È quello che succederà fra poco anche al mio centro
e, dopo il casino che avete combinato, direi che ora hanno anche il pretesto.
Basterà dire che hanno trovato una cellula anarchica nel nostro
villaggio
porteranno il vostro scontro alla guarnigione come inizio
delle ostilità e raderanno al suolo un altro villaggio.»
«Ma perché lo fanno?»
«Se esiste una persona che in questo momento ha il potere di rimuovere
il sigillo sullArtemide, questa è un Drago Occulto. Vogliono
scaricare il peso di questi massacri su questo manovratore dietro le quinte.
In un modo o nellaltro, dovrà muoversi presto o nellarco
di qualche anno il nostro popolo rischierà lestinzione. Ci
sono già masse di profughi che si stanno accampando attorno al
Santuario dellArtemide.»
«Non è possibile che abbiano il potere di fare tutto ciò
senza che gli altri popoli di Aman si ribellino!» sbottò
Teiris.
«E invece è possibile. I Draghi Occulti sono sempre stati
un popolo molto riservato e, per creature col potere dei Draghi Celesti,
non è difficile insabbiare ogni volta lo scempio di cui si rendono
i carnefici. Inoltre i regni umani sono spezzettati e Kalderon stessa
non è che lo spettro di quella che fu millenni fa. I demoni traggono
solo vantaggio da queste lotte intestine e si sono anche loro affacciati
in attesa di veder sbucare fuori lArtemide da qualche parte. Nessuno
muove un dito
e gli occulti, fedeli alla loro neutralità
non intendono muovere guerra ai celesti perché significherebbe
tradire se stessi e ciò in cui credono. Il clan guerriero che un
tempo faceva capo a Gaul è ormai diviso in ogni piccola città
sotto forma di servizio di guardia e da solo non è in grado di
opporsi agli eserciti dei Celesti senza affrontare un sicuro annientamento.»
Wein si massaggiò il mento: «Sporchi Draghi Celesti
dimmi un po Reldan
se ci hai condotti qui è perché
hai un piano vero?»
«Credo, credo che voi siate dei mercenari
il nostro centro
è molto ricco e possiamo pagare molto bene la vostra truppa per
evitare che venga annientato. È una decisione che sto prendendo
deliberatamente
senza avere laccordo del Saggio del villaggio
ma
la prendo lo stesso perché ho famiglia e amici e non voglio
che vengano sterminati per via dei giochi di potere dei celesti. Riunite
il vostro esercito e combattete contro la truppa che di qui a poco invieranno
da noi. Ve ne prego.»
«Truppa? E a chi serve una truppa. Se cè da picchiare
i celesti
basto io» sibilò Astea dalle retrovie. Aveva
alzato la testa e guardava intensamente nella direzione di Reldan.»
«Anche ammesso di riuscire a respingerli una volta torneranno
e distruggeranno ugualmente il villaggio» ribatté Wein.
«Non se la vostra diviene una azione talmente forte da ottenere
una qualche risonanza in tutta Aman
a quel punto dovranno modificare
la loro strategia, perché lo scandalo del loro operato verrà
alla luce.»
Astea era in piedi ed aveva preso lalabarda.
«Portaci al tuo villaggio
o centro come lo chiami
tu, non sono un mercenario ma ho voglia di menare la mani.»
Il centro dei Draghi Occulti era celato in una piccola valle non molto
lontana dal paese di frontiera in cui erano stati arrestati. Non era stato
un problema passare attraverso le maglie della sorveglianza Celeste grazie
alla conoscenza del territorio di Reldan.
Quando girarono lultima curva a gomito, uno spettacolo meraviglioso
si aprì di fronte agli occhi di quattro dei cinque viaggiatori.
Il villaggio dei Draghi Occulti, come le altre città dei draghi
o la capitale di Celestia, era diviso in due ordini di architettura diversa.
Ai quattro angoli della città, orientati secondo i punti cardinali,
cera quella megalitica utilizzata per le cerimonie e le funzioni
sociali di retaggio antico alle quali i draghi partecipavano nella loro
forma naturale, al centro della città, invece, cera larchitettura
a dimensione umana, abitata quotidianamente dai draghi trasformati.
Le città degli occulti venivano chiamate centri nella
loro lingua perché erano una via di mezzo fra la tipica città
umana e una più rarefatta natura abitata. Lintera valle era
la città, anche se la città di case e palazzi, come gli
umani la conoscevano, ne occupava solo il centro.
A colossali templi incassati nei monti dai quali si vedeva solo il gigantesco
ingresso, si alternava, nel mezzo dellinsediamento, un tessuto urbano
fatto di case piccole in legno.
I quattro templi megalitici si alzavano su otto colonne che culminavano
con capitelli a forma di drago e reggevano un timpano in roccia sul quale
erano raffigurate scene della misteriosa genesi dei Draghi Occulti.
LAula dellArmonia, il municipio cittadino di dimensioni umane,
dirimpetto al tempio posto a sud, era una struttura alta più di
quaranta metri e, come tutti gli altri edifici a scala umana, tutta di
legno, costruita con incastri, senza chiodi o altri sistemi. La costruzione
era sorretta da ventiquattro colonne di cui le sei centrali dorate e del
diametro di un metro decorate con motivi di drago.
I mattoni della pavimentazione, di tutte le vie della città, erano
stati cotti con olio di lino per renderli perennemente lucidi e così
la città adornata di incredibili meraviglie rifulgeva di una tenue
luminescenza al tramonto. Una sottile musica di litofoni di giada e campane
doro segnalava la fine della giornata e i draghi iniziavano a tornare
a casa, alcuni atterrando nella grossa piazza centrale al centro della
città, altri trasformandosi in prossimità dei quattro templi
e poi camminando in forma umana fino alle proprie case.
Teiris era rimasta a bocca aperta assieme al somaro. Tanto che Astea per
poco non la acciaccò nella sua marcia alla cieca.
«Beh?»
«Come beh? Tu hai mai visto un villaggio di Draghi Occulti?»
ribatté Teiris assestandogli una gomitata.
«Beh
no
mi pare di no
ho girato parecchio il mondo
ma dopo essere diventato cieco
prima cercavamo di stare alla larga
dai draghi sai comè
»
«Beh cavolo è fantastico! Ci sono quattro
»
«Sì sì bello
lo Scrittore lha già
descritto e se riappalli di nuovo i lettori co sta roba ci chiudono
la trilogia
»
Teiris rimase di nuovo imbambolata.
Astea allungò il passo raggiungendo Wein.
«Quanti ricordi eh? Quantè che non passavi da un posto
del genere?»
«Un bel po direi
ma tanto ormai nessuno sa più
chi sono
mi hai ucciso tu, ricordi?»
«Come no! Ovvio che tho fatto a pezzi.»
Wein sorrise e si issò la mantellina sul volto a mò di cappuccio,
celando il suo volto mentre Manoa camminava tranquilla vicino a Reldan.
«Sono tutti così prestanti i Draghi Occulti del Clan guerriero?»
Reldan tossicchiò imbarazzato: «Beh ecco
lei non rimane
colpita dalla città? Di solito gli elfi e gli umani che la vedono
»
«Oh via
le case possono anche aspettare
qua davanti
ho qualcosa di ben più interessante da ammirare
» disse
lanciando una occhiata di intesa al drago.
Reldan allungò il passo imbarazzato. «Siamo quasi arrivati,
si sta facendo notte.»
I quattro vennero ricevuti nellAula dellArmonia dal giudice
del villaggio che racchiudeva in se tutte le maggiori cariche civili,
sindaco, magistrato e giudice, era un vecchio drago dalla barba lunga
e dai baffetti a punta.
«Sariel Kun Evenor, il favore degli Immortali vi accompagni»
salutò Reldan producendosi in un cerimonioso inchino e facendo
segno agli altri di fare altrettanto.
«Con la benevolenza di Galder» rispose il vecchio.
«Sariel Kun, questi sono i guerrieri mercenari che voglio coinvolgere
nella difesa del paese» disse lOcculto rimettendosi in piedi.
Il vecchio drago ammiccò leggermente guardando meglio chi aveva
davanti. Indossava un cappello quadrato con delle alucce ai lati che stavano
a simboleggiare che la sua carica veniva direttamente dal cielo.
«Due mortali, unelfa e un Occulto del tuo Clan devo supporre
giacché i Draghi Occulti non combattono mai.»
Sedeva su un trono rialzato su sette appoggi con due bracieri al lato
che diffondevano nellaria una sottile essenza esotica.
«Credi che con laiuto di questi quattro tu possa fare qualcosa
contro i celesti?»
Reldan strinse i pugni di fronte alla calma ingiustificata del vecchio.
«Moriremo tutti comunque. Ma il tuo Clan è libero di provare
a proteggerci
in fondo è nel vostro sangue. Ora va. »
«Non prima di avervi detto quanto ho da dirvi. Stasera il popolo
dovrà ritirarsi sotto questo palazzo, questoggi i Draghi
Celesti hanno ottenuto il motivo per sterminarci e verranno di notte come
fanno sempre. Voi dovrete riunire il popolo nei sotterranei e rimanere
di sotto per tutta la durata dello scontro.»
Il vecchio non diede particolarmente ascolto alle parole del giovane.
Fece per liquidarlo con qualche parola ma Wein fece un passo in avanti
scoprendo il proprio volto. «Il favore degli Immortali vi accompagni
Sariel Kun Evenor, sarei grato se deste ascolto a Reldan Fun incaricato
di proteggere questo villaggio dal cielo e dallormai scomparso Lord
Gaul.»
Astea si guardò in giro avvertendo un po di tensione nellaria,
dopodiché il vecchio parlò di nuovo. «E sia, con la
benevolenza di Galder.»
I cinque si ritirarono mentre un servitore giungeva dal capo del villaggio
per ricevere disposizioni.
«Bene, ora ditemi come preferite morire
visto che non riusciremo
mai a fare fronte ai Draghi Celesti che arriveranno» disse Reldan
seduto al tavolo di una locanda. «Ancora non capisco come possiate
aver accettato la mia richiesta senza avere un esercito cui chiedere supporto
»
«Non credo che stanotte morirà qualcuno di noi
»
rispose Astea posando la sua birra. «Io non posso morire e non farò
morire gli altri. Semplice. Piuttosto mi preoccuperei per i tuoi cugini
se volete un gran bel casino stanotte è quello che otterrete.»
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