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Arrivarono di notte. Le lance dei draghi trasformati nella
loro forma naturale baluginavano alla luna piena che di tanto in tanto
veniva offuscata da qualche nuvola.
Astea roteò lalabarda e si sistemò il cappello sulla
testa per fare in modo che non gli volasse.
«Due o trecento» sussurrò fra sé e sé.
«Nonostante sappiano che gli occulti non muoveranno un dito ci vanno
pesanti» sussurrò Wein di fianco a lui.
«Già
» Astea sputò per terra.
«Hanno schermato magicamente lintero centro. Nessuno percepirà
le energie liberate qua dentro
ne tanto meno vedrà i bagliori
dello scontro. Un lavoro pulito. Devono avere qualche potente Sacerdote
dalla loro.»
«Lo senti anche tu?»
«Che cosa?»
«Il brivido dello scontro, il formicolio nelle membra, lo stomaco
che si chiude.»
«Sì, lo sento
» Wein mise mano alla mantellina
che gli circondava le spalle, attivando uno strano incantesimo. La mantellina
divenne una lunga tunica che lo fasciò, alzò un cappuccio
sulla testa dopodiché sparì nel nulla, celato dallinvisibilità
magica.
«Come ai vecchi tempi?»
«Come ai vecchi tempi. Dove sono Teiris e Manoa?»
«Sono nel municipio assieme alla popolazione. Qualora dovesse passare
qualche cugino ci penseranno loro.»
«Mi domando se saranno in grado.»
«Non sembra ma Manoa è parecchio forte. Quella sua tecnica
di combattimento la rende forte quanto un occulto.»
«E Teiris?»
«Teiris interverrà per proteggere la popolazione. I suoi
poteri sul tempo andranno più che bene
e poi, come mai ti
preoccupi tanto? Il Fante Oscuro non mi pare tipo da farsi questi problemi.»
«Sto solo pensando alla migliore strategia da adottare. Se sono
così tanti difficilmente riuscirò a bloccare tutta la loro
carica.»
Wein sorrise: «Bloccare la carica? Secondo me sarà già
un miracolo se non ti farai ridurre a pezzetti.»
«Si vedrà.»
«Ora mi allontano. Lascio tutto nelle tue mani.»
«A dopo; e datti da fare con quella balestra. Cerca di abbattere
la loro artiglieria quanto prima... potrebbe rallentarmi.»
Wein era già lontano. Astea serrò la presa sullalabarda
appoggiando il peso di ferro a terra e puntando lestremità
dellarma verso il gruppo.
Laria fresca della notte fischiava sotto le gigantesche ali del
capo del battaglione.
«Sacerdote,» parlò un drago decisamente più
piccolo che volava alla sua destra. «Sembra che si aspettassero
il nostro arrivo, non cè nessuno in giro.»
«Ci faciliteranno il compito riunendosi tutti in un unico luogo.»
Il Sacerdote si alzò alto in cielo prima di iniziare la picchiata
verso il centro.
Tutta la truppa di trecento draghi lo seguì con precisione millimetrica
lanciandosi a folle velocità verso il centro del paese, pronti
a soffiare.
«Cè una sola figura al centro della piazza, forse un
occulto del Clan di Gaul.»
«Concentrate il primo soffio su di lui, non voglio perdite.»
I movimenti delle code segnalavano in pochi istanti a tutti i draghi della
truppa gli ordini del comandante. Quando furono ormai a un centinaio di
metri di distanza, prepararono il soffio.
«Truppa pronta!»
I trecento draghi si disposero in una formazione di volo costituita da
sei file di cinquanta draghi luna.
«Inspirare: FUOCO!»
I primi cinquanta soffiarono picchiando verso la piazza mentre le altre
file si preparavano a seguirli. Poi, nel centro dello spiazzo, baluginò
una strana luce, come il movimento di unarma che si abbassava e
improvvisamente una folata di aria tagliente spaccò in due tronconi
il battaglione facendo esplodere il soffio di una decina di draghi sul
suo tragitto.
«Sacerdote, il nemico attacca con armi sconosciute!»
«Manovra evasiva, fuoco di sbarramento e attacco sui fianchi!»
La truppa si divise aggirando il centro del villaggio e preparandosi a
incrociare il nemico dai fianchi. Attaccarono di nuovo ma stavolta la
folata generò una mezzaluna di vuoto daria che fece perdere
quota ai draghi.
«Le squadre uno e due attacchino da terra. Tre e quattro, artiglieria!
Tenete gli occhi aperti! Forse è un demone.»
Un centinaio di draghi scese a terra schiacciando le case attorno alla
piazza e finalmente lo videro. Un semplice uomo con unalabarda.
Il Sacerdote sbiancò in volto «Che cosa? Non è possibile!!
Sembra il Fante Oscuro! Chiamate a supporto la squadra délite!»
Un grido disumano scosse la notte mentre Astea si lanciava in corpo a
corpo contro una massa sconfinata di giganteschi draghi iniziando a danzare
fra di loro evitando qualsiasi forma di attacco.
«Perdite sostenute Sacerdote!»
«Artiglieria!»
«Ma Sacerdote! Ci sono i nostri compagni laggiù!»
«Ho detto artiglieria maledizione!»
Le squadre tre e quattro si prepararono a soffiare ma improvvisamente
una strana pioggia luminosa iniziò a cadere su di loro.
«Sacerdote lartiglieria non fa fuoco! Sembra sotto attacco!»
«Maledizione!»
La pioggia luminosa bucò le loro ali e la dura pelle di scaglie
sfasciando con facilità incredibile lo schieramento.
«Sono dardi magici!»
I draghi si dispersero cercando di riformarsi lontano da quellattacco
incredibilmente preciso e letale.
Astea staccò la testa a un altro drago mentre, attorno a lui, catene,
legacci e cinte svolazzavano impazzite nello sforzo di contenere il suo
potere.
«CORAGGIO FECCIA! NON MI AVETE ANCORA COLPITO!» gridò
scagliandosi verso un gruppo di tre draghi e colpendoli in volo con un
unico fendente. Ma dietro di loro ce ne erano altri, Astea venne bersagliato
da una pioggia di incantesimi e da numerosi soffi ma li schivò
tutti deviando qualche colpo col piatto dellarma. La sua era una
sagoma scura che lasciava una scia negli occhi degli assalitori, scivolava
come una stoffa di seta fra i draghi lasciando dietro di se morte e distruzione.
«Squadre uno e due! Forma umana! In questo modo non possiamo far
valere la superiorità numerica e, a quanto pare, quella di massa
non conta!»
Un bagliore accecante sconvolse il campo di battaglia mentre i draghi
si trasformavano in forma umana per attaccare contemporaneamente il Fante.
Ma Astea non perse colpi non venendo abbagliato e continuò a fare
a pezzi i draghi che aveva ingaggiato in combattimento ravvicinato.
«Sacerdote sono in arrivo le squadre di élite! Sono le Ali
dArgento!»
«In corpo a corpo!»
Le Ali picchiarono sul centro dello scontro ma, incredibilmente, unombra
scura e gigantesca passò davanti a loro deviando il loro percorso.
Si guardarono intorno cercando di vedere cosa li aveva attaccati, la luna
venne oscurata da una nuvola e, quando la nuvola sparì, si ritrovarono
davanti un gigantesco drago dalle piume nere che soffiò nella loro
direzione un fascio di energia abbattendo cinque di loro.
«È un Occulto! Concentrate su di lui lattacco!»
«È gigantesco!»
Il sacerdote si trasformò in forma umana e atterrò su unalta
torre del villaggio per osservare lo scontro. A terra ununica persona
stava dilaniando il suo esercito mentre, in aria, un Drago Occulto gigantesco
aveva disperso due squadre e stava tenendo testa alle Ali dArgento.
«Squadra quattro, trovate i Draghi Occulti del villaggio e distruggeteli.
Squadra Tre, supporto sulla piazza!!»
«Lo scontro è già cominciato
» sussurrò
Manoa scostando la tendina di una finestra. Numerosi bagliori rischiaravano
la notte gettando ombre lunghe su tutte le altre case.
Reldan si materializzò al centro della stanza. «Il popolo
è al sicuro nel sotterraneo del palazzo. Di sicuro ci metteranno
un bel po ad arrivare la sotto se cercheranno di soffiare dallalto.
Se invece cercheranno di entrare allora dovremo combattere, piuttosto,
siete sicure che quei vostri due amici siano in grado di combattere da
soli?»
«Astea ha detto che ce lavrebbe fatta
e con lui cè
Wein» rispose Teiris continuando a sbirciare dalla finestra.
«Arrivano» sussurrò Manoa. «Sono una cinquantina
e sono abbastanza esili, probabilmente la loro artiglieria.»
«Allora colpiranno da lontano!»
«Teiris! Rallenta la loro carica, dobbiamo uscire e attaccarli in
corpo a corpo come da programma.»
«E io che devo fare?» ribatté Reldan fissando Manoa.
«Al mio segnale sali alto in cielo e utilizza i tuoi attacchi più
potenti a distanza, finita la prima ondata, termina lassalto e proteggi
Teiris.»
«Bene e che Galder ce la mandi buona.»
La truppa si draghi piegò in una lunga virata deviando verso il
municipio, un alto palazzo articolato in una decina di terrazze di legno
schiacciate, a ovest della piazza centrale. Wein li vide cambiare strategia
e provò a soffiare in quella direzione ma le Ali dArgento
gli furono addosso. Il capo della squadra lo addentò al collo e
subito dopo gli altri lo assalirono facendogli perdere quota. Dalle fauci
del drago occulto uscì un torrente di energia che disegnò
un lungo arco in cielo, la mossa gli levò di dosso un paio di draghi,
ma altri ne sopraggiunsero lacerandogli unala.
Il suo possente lamento sollevò le tegole delle case vicine mentre
si schiantava a terra demolendo un intero isolato.
«Arrivano Teiris!» gridò Manoa.
Teiris uscì dal municipio e andò a nascondersi dietro un
edificio, la chiave le brillava davanti al petto e le sue ultime parole
trasformarono larea attorno a lei rallentando il tempo e la carica
dei draghi.
Manoa saltò sul tetto di un palazzo ed il suo guerriero di energia
divenuto molto più grande del solito le comparve a fianco. Allargò
le mani in una posa di guardia e la creatura avvampò di energia
azzurrina mentre si scagliava allattacco dei primi draghi della
truppa. Lelfa inspirò profondamente disegnando in aria lenti
ed equilibrati movimenti di arti marziali, come se stesse carezzando una
piuma che le ballava davanti sospinta dai suoi stessi movimenti. Lelfo
sopra di lei colpì, col massimo della forza di cui era capace,
tutti i draghi nel proprio raggio dazione. I colpi deviavano leggermente
la carica dei draghi ancora sotto leffetto del potere di Teiris.
«Reldan!» gridò poi lelfa.
Reldan trasformato in drago passò davanti alla luna, si stabilizzò
in aria con un paio di possenti battiti dali e soffiò con
tutta la forza di cui era capace trasformando la carica dei celesti in
una cometa luminosa.
Teiris crollò a terra sfinita mentre il tempo riprendeva il suo
normale corso. Venti draghi, quelli colpiti da Manoa, piombarono improvvisamente
a terra come proiettili infuocati mentre il resto della carica di disperse
senza che i celesti riuscissero a soffiare anche solo una volta.
La truppa si divise, alcuni salirono in cielo ad affrontare Reldan mentre
altri puntarono dritti su Manoa che iniziò a sfuggire saltando
di tetto in tetto con unagilità fuori dal comune. Alle spalle
arrivò un altro drago, ma il guerriero elfico piombò dallalto
con un calcio in spaccata affossandolo nel terreno.
Reldan si librava nel cielo stellato cercando di raggiungere Teiris ma
una decina di draghi lo impegnarono in un duello aereo e, in breve tempo,
le sorti dello scontro si ribaltarono. Manoa era aggredita da ogni lato
e il guerriero che aveva creato non riusciva a star dietro a tutti gli
avversari
senza contare che quella tecnica le consumava molte energie
e di conseguenza la capacità di schivare gli attacchi.
«Merda
»
Wein piombò a terra divincolandosi per scrollarsi di dosso le Ali
dArgento. La sua coda sferzò in aria allontanando uno degli
avversari ma subito gli altri tornarono alla carica lacerando il suo manto
piumato in gigantesche ferite.
Il Drago Occulto cercò di alzarsi in volo ma venne di nuovo assalito
in massa. Posò le zampe a terra e proruppe in un ruggito terrificante
che spazzò via un paio di palazzi e i draghi che aveva attorno.
Cercò nuovamente di prendere quota, ma cinque draghi lo puntarono
in una rotta di intercettazione nel tentativo di dargli il colpo di grazia.
Wein ruggì cercando di soffiare ma non avrebbe fatto in tempo,
le zanne delle Ali dArgento luccicarono sinistre alla luce della
luna. Improvvisamente, una macchia scura piombò su di loro tranciandone
tre di netto e scaraventando lontano gli altri due.
Wein soffiò ugualmente incenerendo quattro celesti che in corpo
a corpo cercavano di stare dietro alla Fante Oscuro, Astea aumentò
ancora il ritmo dello scontro con le Ali dArgento permettendo a
Wein di riprendere quota.
Quando il drago fu di nuovo in cielo cercò altri celesti da assalire
ma rimase pietrificato.
Nella piazza dove Astea aveva combattuto giacevano i corpi riversi e straziati
di almeno due centinaia di draghi
compreso quello del sacerdote.
Uno scenario terrificante.
Dopo un paio di battiti dali, per cercare di mantenere la quota,
guardò verso il municipio dove Reldan e Manoa rispondevano come
potevano alla squadra che li attaccava.
Lanciò un ultimo sguardo ad Astea poi si diresse con un ruggito
terrificante verso il municipio.
I celesti gridarono e fuggirono teletrasportandosi via.
Lassalto era finito.
«Un momento! Chi cazzo ha detto che io voglia aiutare il dragogay!?!»
Noah si sbracciava in piedi davanti alla scrivania di Ridley. Coral col
suo bastone nuovo di zecca sedeva di lato mentre Ridley, con una mano
sotto il mento in fare riflessivo, cercava di racimolare le idee.
«Calmati Noah
nessuno ha detto che lo vuoi aiutare»
provò a ribattere Coral.
«Anche se, di fatto, è quello che hai proposto» tagliò
corto Ridley.
«Sì, ma lo faccio per la nave! Così Dante è
inutile! Cioè
più inutile del solito!»
«Beh
aveva imparato a fare bene gli antipasti in cucina»
ragionò Coral.
«Più che inutile è dannoso
se tutta la gente,
che ha dei conti in sospeso con lui, comincia a farci visita, la vedo
grigia per la Northern Star
»
«Certo! Attira più guai di un coniglio con un fiocco rosso!»
Ridley si massaggiò le tempie, Noah aveva la facoltà di
farle arrivare dei mal di testa fulminanti con le sue idiozie.
«Quindi qualè il tuo piano?» disse dopo qualche
istante.
Sid il gatto bianco che le aveva regalato Noah la puntava
da sotto la sedia. Stimò un po le distanze dopodiché
le saltò in grembo.
«Choeff!»
«Come?»
«Ehm no dicevo
» riprese Noah «secondo me il tizio
col cilindro ha bisogno di una scossa.»
«Quindi che suggerisci di fare?» domandò il capitano
della nave iniziando a grattare Sid dietro le orecchie.
«Ehm
dobbiamo fare rotta per Ithos!»
«Di nuovo?!» esclamò Ridley. Il micio sgattaiolò
sulla scrivania evitando calamai cartine e penne doca.
«Si capo!»
«È una follia. Ithos è blindata dopo quanto è
accaduto al castello di Sierra
per me non è stato difficile
tornare ma portarci dietro Dante è assurdo, i celesti, gli occulti
e forse anche i demoni,» riprese adocchiando Coral «ci cercano
in tutti i mari e tu vorresti tornare sul luogo del delitto!? È
un classico!»
«Appunto! Nessuno è mai così stupido da tornare sul
luogo del delitto!»
«Noah
credo sia il contrario, i colpevoli tornano sempre sul
luogo del delitto» commentò Coral sistemandosi gli occhiali
sul volto.
«Beh allora perché non dovremmo farlo!?»
«Perché ci abbatterebbero prima di vedere la costa! Ormai
conoscono il giochetto di Coral e non possiamo mascherare di nuovo la
nave sperando che non ci vedano!»
Coral provò ad accarezzare il micio che si irrigidì e gli
soffiò. Il demone gli lanciò una occhiataccia.
«Beh dobbiamo inventarci un modo
a costo di portarcelo a nuoto
dobbiamo tornare là.»
Sid si allontanò dal demone e puntò Noah.
«Perché Ithos è così importante?»
«Non è importante Ithos in sé
ma il suo cimitero
si dice sia fra i più antichi di Aman non è vero?»
«Sì, copre unarea sconfinata» ribatté
Ridley.
«Bene
allora ci sarà anche quello che cerco.»
Sid spiccò un balzo dalla scrivania e si aggrappò con tutte
e quattro le zampe sulla casacca di Noah, rimanendo appeso come uno scalatore.
«Choeeeeeeff!»
Era notte fonda e i tre se ne stavano ancora chiusi nella stanza di Ridley
a cercare una via duscita.
«Ci sono!» gridò Noah.
«Cosa?» esclamarono gli altri due.
«E se ci arrivassimo via terra?»
Ridley scosse la testa «Sarebbe pericoloso affrontare il mare aperto
su di una scialuppa lasciando la Northern Star così tanto al largo
»
«Pericoloso ma tu sei il miglior marinaio del mondo vero?»
«Beh
si potrebbe fare ma a ogni modo, una volta a terra, raggiungere
la città ed entrare sarebbe comunque impossibile, i loro controlli
magici sono di altissimo livello» ribatté il capitano.
«Non potresti schermare la nostra presenza con un incantesimo come
hai fatto per camuffare la nave?» chiese Noah stavolta al demone.
«Beh non è la stessa cosa
al porto non si aspettavano
un trucco simile e non cerano controlli magici. Per lingresso
in città invece ce ne saranno di sicuro.»
«E non puoi schermare la schermatura?» incalzò Noah
preso dal discorso come un bambino.
«È a rischio. Di solito le schermature magiche si usano nei
confronti di chi non usa la magia per rivelarle» riprese Ridley.
«Le schermature magiche contro la magia sono poco usate perché
di solito anche lincantesimo di schermatura lascia una traccia che
un bravo mago è in grado di trovare.»
Noah si grattò la testa.
«Ci sono!» gridò Noah.
«Cosa?» esclamarono gli altri due.
«Coral! Tu puoi teletrasportarti coi tuoi poteri no?»
«Beh si
»
«E allora perché non ci porti tutti e tre di là?»
«Beh il teletrasporto per noi demoni è una cosa particolare,
praticamente noi esistiamo nel piano negativo, o piano astrale
a seconda di come lo chiami, come pura energia. Le distanze, come le conosci
qui nel piano materiale, sono diverse nel piano astrale
»
Noah lo guardò con espressione attonita.
«Testone, è come se noi nel piano materiale per attraversare
una collina dobbiamo aggirarla mentre lui può passarci attraverso
entrando in una galleria.»
«Beh? E non possiamo entrarci tutti e tre nella galleria?»
«Beh no
per un demone è facile perché, per noi,
quel luogo è come una seconda casa
portarci dentro degli
estranei è una cosa molto difficile; senza contare che Ithos è
una città molto ben schermata verso i teletrasporti demoniaci dai
tempi della Vera Guerra
» Coral posò il bastone sulle
gambe. «Mi chiedi una cosa quasi impossibile, solo i Demoni Sovrani
potrebbero esserne in grado visto che la loro confidenza col piano oscuro
è pressoché totale
e poi il problema è sempre
lo stesso. Lord Reznor non passa inosservato...»
Noah si grattò la testa «insomma, non ho capito perché,
ma non possiamo usarti vero?»
«No, credo di no
e in ogni caso una volta lì avremmo
tutti addosso perché l'utilizzo di potere verrebbe di sicuro percepito.»
Sid si era acciambellato addosso ad un paio di volumoni sulla scrivania.
Noah lo carezzava tranquillamente mentre fumava la sua centesima sigaretta.
La camera dava adesso lidea di una bisca clandestina.
«Hai detto che è complesso e che Ithos è schermata,
ma tu potresti entrarci singolarmente vero?» Domandò ancora
Noah.
«Beh, sì
non sarebbe propriamente facile ma credo di
potercela fare
»
«Perfetto
un modo per entrare ad Ithos cè.»
«Ok, ma poi come si entra in città? Dante non si regge in
piedi e non potrei nemmeno farvi entrare da dentro, la sorveglianza è
-» continuò Coral, ma Ridley li interruppe battendo una mano
sul tavolo che svegliò Sid di soprassalto.
«Trovato!» disse con una strana luce negli occhi. «Non
ci sarà bisogno né di giochetti di prestigio né di
fenomeni da baraccone, basterà usare un po di questa!»
disse battendo lindice sulla fascia che le cingeva la fronte.
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