Ottantunesimo Episodio: The Sound of Muzak 5


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E così eccoci di nuovo a fare quattro chiacchiere a quattrocchi riguardo la colonna sonora di Petrified Eyes… ma non perdiamoci in ciance dato che il finale preme!

Sessantaseiesimo Episodio_ Into the Storm: è la canzone con la quale comincia l’album Nightfall in Middlearth dei Blind Guardian, album fantastico che ripercorre la vicenda elfica narrata nel Silmarillion di J.R.R Tolkien. È la canzone con la quale i Blind cominciano di solito i concerti e l’ho scelta perché riesce subito a calare il lettore nell’atmosfera della terza serie, con un attacco prepotente di chitarre e batteria supportato dalla voce “infuriata e folle” di Hansi. Gran bel pezzo.

Sessantasettesimo Episodio_ Want It All Back: Torna Yoko Kanno dalla colonna sonora di CowBoy Bebop con l’allegra Want it All Back che ha un testo che mi fa morire dalle risate in cui un tirchiaccio scalcinato parla alla propria ragazza che, a quanto pare, non è poi così tanto felice di come hanno passato il tempo insieme. Il ritmo incalzante e jazz della canzone si adattava bene al tono più divertente e cazzone dell’episodio, in fondo dopo il peso del finale di Time c’era bisogno di allentare un po’ la tensione! Incollo tutto:

You said you wanted to see Paris
So I took you to the movie
“Bonne Amie” or something French like that.

Then you said you were embarrassed
Because I never bought you jewellery.
Television shopping fixed all that.

Funny thing is that I haven’t seen you lately.
When I called your house it wasn’t you who told me
I heard it all from your dad.
I used up all my money on you, baby, now I want it back

I want it back.
I used up all my money trying to please you and I want it back.

Do you remember late last winter?
You said that you had nothing to wear.
Those fake fur pyjamas looked real nice.

I couldn’t take you to Miami
But took you to the ocean and we
Had some blue Hawaii on the beach.

Let me think.
If I add up all you owe me,
And include my time I might make it through the summer.

Sessantantottesimo Episodio_ Death Is Not the End: questa volta è Nick Cave con i suoi Bad Seeds a fare da accompagnamento alla narrazione. La canzone è una specie di ballata sulla sfiga… Quanto tutto va a scatafascio… ricorda che la morte non è la fine… che dire? Mi piace il modo ironico di prendere la questione… quindi anche questa rientra fra le canzoni “allegre”… uno spasso.

When you’re sad and when you’re lonely
And you haven’t got a friend

Just remember that death is not the end

And all that you held sacred
Falls down and does not mend

Just remember that death is not the end
Not the end, not the end
Just remember that death is not the end

When you’re standing on the crossroads
That you cannot comprehend

Just remember that death is not the end

And all your dreams have vanished
And you don’t know what’s up the bend

Just remember that death is not the end
Not the end, not the end

Sessantantanovesimo Episodio_ Reptilia: Ancora roba allegra ma con un ritmo molto più sveglio da parte degli Strokes. Il rapporto fra Noah e Coral e fra Enid e Coral continua a trasmettere in un certo senso di serenità… e la musica sottolinea il raggiungimento di un obbiettivo da parte del buon demone della Tessitrice…

Settantesimo Episodio_ La Descrizione di un attimo: questa canzone dei Tiromancino invece riporta il tono su corde più calme e riflessive. Dai flashback di Dante alla chiacchierata fra Etrom e Astea… il rapporto fra Etrom e Astea della terza serie tende a essere in tutto e per tutto simile a quello della prima… ma, alla luce di ciò che ha rivelato Time, ogni parola risulta carica di nuovi significati e nuove riflessioni da parte di chi legge…

Settantunesimo Episodio_ Inside: Questa canzone me l’ha consigliata l’editor Uo insieme a un pacchetto di altre… ricordo che fu un mio regalo per qualcosa ma non ricordo più cosa… eh già… che regalo “sontuoso” poter suggerire una canzone da inserire negli episodi di PE… sì… sono un vero rubacuori… tornando a noi, questa canzone che nel ritornello grida don’t keep it inside credo si sposi bene con la confessione di Teiris… credo riesca a esprimere il peso che la ragazza si è portata dentro per tutto questo tempo e la sensazione di liberazione che una confessione del genere porta con sé.

And if I think that I’ve been losing my way
That’s because I’m slightly blinded
And if you think that I don’t make too much sense
That’s because I’m broken minded
Don’t keep it inside
If you believe it
Don’t keep it all inside

Settantaduesimo Episodio_ Control: I Puddle of Mudd mi sono sempre stati sulle palle. Il cantante dice che scriveva musica Grunge prima che Kurt Cobain mettesse mano a una chitarra, io credo sia solo un coglione superbo e altezzoso… (beh sì, in effetti in qualcosa ci assomigliamo…) comunque la versione acustica di questa canzone è veramente bella, mentre il testo, più adeguato a una separazione, non c’azzecca granché con l’episodio. Noah inizia a indagare su qualcosa di strano mentre Dante è finito addirittura sulla sedia a rotelle… qui gatta ci cova…

Settantatreesimo Episodio_ You Fit But You Don’t Know It: Questa canzone è un vero spasso, sarà per il ritmo goffo e simpatico, sarà per la pronuncia assurda del cantante degli Streets che mi pare sia australiano… fatto sta che mi fa sbracare. L’episodio, è uno di quelli in cui non ero molto allegro quando ho cominciato a scrivere, ma lo sono diventato strada facendo, viste le gag che Astea crea durante le abluzioni… e non dimentichiamoci di Noah alle prese col Dante invalido! Bwhah!

Settantaquattresimo Episodio_ Bright Eyes: Sì… scontato… Bright Eyes… una delle canzoni per me simbolo dei Blind Guardian, non poteva non finire in una trilogia fantasy che si chiama Petrified Eyes…Il testo della canzone parla del risentimento di Mordred nei confronti del proprio destino e credo sia parecchio calzante con Astea… inoltre il nostro povero amico ritorna a vedere qualcosa dopo secoli di buio e la canzone mi sembrava proprio baciata. Molto forte dal punto di vista emotivo. Il testo è qualcosa di fenomenale.

Leave me alone
Isolation bears hope
There’s something else waiting
A promised destiny
Freezing me
I feel restless and low
These days full of sadness
How joyfully changed
Into fear
My freak show will start tonight
Don’t miss the right time

Bright eyes
Blinded by fear of life
[…]

Everything is out of control
Everything is out of control
In my future plans
Everything is out of control
No one’s left to hurt
Everything is out of control
Sorrow’s gone away

Broken memories
Walking upstairs
Step by step
I see the whole world burning
The poet dies in Neverland
How it burns

Settantacinquesimo Episodio_ Time Stands Still(At the Iron Hill): Su questa canzone ho molto da dire. Diciamo che la potenza evocativa del titolo, che si riferisce all’epico scontro raccontato nel Silmarillion di Tolkien fra Fingoflin Re degli Eldar e Morgoth Angelo Caduto Signore dell’Oscurità, è stata così grande da farmi immaginare un intero scenario effettivamente costituito di ferro (o acciaio o quello che è). Sono parecchio contento perché sapevo che era una cosa difficile da immaginare e da descrivere, ma il risultato finale mi ha soddisfatto parecchio e mi rivengono i brividi ogni volta che rileggo le prime righe con sotto la musica. Uo per altro (non so perché in vena di citazioni colte di Balzac) mi ha detto che secondo lei la descrizione di questo posto le ricorda l’animo di Ville, già che ci sto riporto la sua spiegazione: "Il punto è che Balzac, nel periodo romantico, scriveva dei racconti brevi dove tutta la natura, soprattutto il tempo e i giardini delle case, era piegata e destinata a essere lo specchio dell’anima del personaggio del momento. L’idea di un parco splendido ma privo di vita, mutamenti ed emozioni mi è sembrato un bel parallelismo per quello che, secondo me, si trova dipinto nell’anima di Ville."
Eh già… queste sono le cose che mi fanno dire ‘HA! Che figata che le cose che scrivo mettano in moto la mente di chi legge!
Fatto sta che, per citare col dovuto rispetto questa meravigliosa canzone, per altro un pezzo di grande spinta sonora molto ritmato e urlato, ho deciso di iniziare il capitolo come inizia il testo con una “traduzione libera”: La luce fallì all’alba…

Light fails at dawn
The moon is gone
And deadly the night reigns

Mentre il ritornello canta…

The Fate of us all
Lies deep in the dark
When time stands still at the iron hill

Settantaseiesimo Episodio_ The Wall of Fate: Questa canzone fa parte della colonna sonora di un videogioco di ammazzamenti su larga scala basato sull'opera epica “Il Romanzo dei Tre Regni” di Luo Guanzhong. Per quel poco che ne so, sarebbe l’equivalente dei nostri poemi epici in Cina. La colonna sonora di questo videogioco è di un hard rock zozzissimo e pompato, abbellito da suoni e rumori orientaleggianti in un mix veramente efficace. Questa canzone, in particolare, accompagna l’arrivo sul campo di battaglia di un anti-eroe imbattibile: Lu Bu, che nel gioco va evitato, dato che è praticamente impossibile da sconfiggere. La sensazione che volevo dare di Shaia in certi momenti dello scontro, era proprio questa.
È veramente troppo forte... il muro del destino?

Settantasettesimo Episodio_ Northern Star: Questa canzone diede il nome alla nave di Ridley per la sua sconfinata bellezza e perché nella mia mente è associata al viaggio. Il motivo va a scavare nel profondo del mio animo e quindi lascerò su di esso il segreto, anche perché non ve ne frega probabilmente nulla… a ogni modo, il tono lamentoso e un po’ sgraziato di quella odiosa cantante che è Courtney Love è meravigliosamente azzeccato per le scene di flashback della vita di Ridley.
E così ho provato anche a fare l’episodio horror! A me vengono i brividi ogni volta che le scritte nel diario di bordo si interrompono di botto, HA!

And I wait staring at the northern star
I’m afraid it won’t lead me anywhere
He’s so cold he will ruin the world tonight
All the angels kneel into the northern lights
Kneel into the frozen lights

Settantottesimo Episodio_ Sin City: Questo episodio cominciava con un conciliabolo di demoni. Demoni -> peccato -> Sin -> SIN CITY! In questo periodo Sin City mi aveva colpito come una manata in faccia di Vir Eliel e così decisi di inserirla a furor di popolo (perché nella mia mente abita un’intera popolazione…) in PE. Laconico.

Settantanovesimo Episodio_ The Sky Is Falling: Ricordo che con questo titolo combinai un bel casino. Mi pare di ricordare che l’avevo messo in ben DUE episodi di PE fra l’altro distanti fra loro non più di tre o quattro capitoli. Un bel casino… alla fine uno dei due cambiò nome in qualcosa che gli si addiceva maggiormente e questo si tenne il titolo che gli spettava. Questa canzone è meravigliosa e serve a rendere perfettamente l’atmosfera da sterminio di massa che i Draghi Celesti stanno mettendo in opera… lucertole bastarde…

Ottantesimo Episodio_ John the Revelator: Avete presente quella canzone che già la prima volta che la senti dici ‘UORGH! AMMAZZA CHE CAFONATA!’ Se dovessi gonfiare di botte qualcuno, o prendere la macchina e schizzare a tavoletta di notte per Roma, o provare a rimorchiarmi la femme fatale in una impresa disperata… beh metterei questa canzone! Ecco. Questo è John the Revelator. Il massacro messo in atto da Astea viene accompagnato dai bassi dei Depeche Mode in un crescendo di potenza e autocelebrazione, il brano in se parla delle strumentalizzazioni religiose di ultima generazione... tosto!


Petrified Eyes Outtakes:


74 Episodio

Teiris gli bussò sulla fronte. «C'è qualcuno qua dentro?»
«Ehm...»
«Su... che poi tu hai cominciato a parlare strano... riguardo la morte e a...» divenne rossa, «palparla...»
Astea ebbe un flash. Teiris che toccava le tette a Etrom.
«AH SÌ! Ora ricordo!!»
«SHHH!! E abbassa la voce!!» sibilò lei.
«Giusto giusto...»
«Ecco. Primo, a che ti riferivi quando parlavi della morte, e secondo, perché ho avuto la chiara sensazione che tu in quel momento mi stessi vedendo?»

Scrittore: ....................................................
*rumore di vento fra le fronde*

Noah, Dante, Coral e Ridley se ne stavano nella stanza di Ridley a fare il punto della situazione sull'invito di Shaia Limdorel.

Teiris: SCRITTORE FALLITO! NON CAMBIARE DISCORSO!
Scrittore: FA SILENZIO SCIOCCA! O mi rovinerai il mio giuoco diadico di compenetrazione di storie fatto di canti e controcanti!
Teiris: Ehm... ecco... beh...
Scrittore: Ah! Questi giovani d'oggi non hanno più rispetto per nulla! La catarsi dell'autore sospeso nel frangersi del rumore dei tasti, quasi onde di una risacca lontana, non può fermarsi per così poco...
Teiris: mi... mi scusi...


Alla prossima con il successivo e ultimo episodio di Sound of Muzak! E siamo a metà della terza serie!

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