Ottantaquattresimo Episodio: Hysteria


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Il buco aperto nella strada esplose scaraventando lontano massi grossi come esseri umani e dal suo centro emerse lentamente Shaia, le vesti stracciate e bruciate in più punti, ormai tremante d'ira.
«Lo ammetto, la vostra strategia per perdere tempo sembra aver funzionato… ma se è l'arrivo di Dante che state aspettando… sappiate che neanche lui sarà in grado di volgere le sorti dello scontro. Ora salutate i vostri corpi terreni giacché non li rivedrete mai più.»
L'elfo si lanciò all'assalto di Ridley, Coral tentò di frapporsi ma venne scaraventato via con la stessa forza che Shaia aveva usato contro Noah nello scontro passato. Era chiaro che adesso l'elfo stesse dando il meglio di sé. Di fronte a quel potere non sarebbero resistiti a lungo.
Pochi metri separavano Shaia da Ridley, ma il demone fece apparire numerosi spuntoni attorno alla ragazza facendo deviare all'ultimo l'attacco di Shaia. Coral si fece nuovamente sotto e l'allievo di Eliel lo assalì con una velocità e una tecnica fuori dal comune, il ragazzo si difese come poteva indietreggiando e parando col bastone che, più di una volta, lo salvò dalla distruzione completa. A ogni modo faticava a difendere se stesso, figurarsi se poteva difendere il suo capitano.
Ridley reclinò indietro la testa, i suoi occhi erano rigirati all'indietro e lei era ormai in trance. La sua bocca si muoveva ma le parole che risuonarono in quel momento sembrarono provenire da un'altra dimensione, rimbombavano e si rincorrevano in tutto il porto.
«Oceani di Aman, io sono il vostro spirito come voi siete il mio, piegatevi al mio potere perché io ve lo ordino
Lingue d'acqua prima sottili poi sempre più grosse iniziarono ad alzarsi dall'oceano fino a costruire delle vere e proprie colonne che sfioravano il cielo.
Shaia si abbassò sulle gambe e scattò in avanti colpendo il demone allo stomaco. Dal corpo di Coral fuoriuscì un fumo nerastro mentre la sua materializzazione umana diveniva intermittente. Era bastato un solo colpo a ridurlo in quello stato, Ridley ormai era spacciata.
«Il mio potere ora vi comanda! Io vi evoco! Nove Draghi d'Oceano
Shaia ormai liberatosi del demone si avventò su Ridley intento a non farle completare l'incantesimo. Colpì con forza il volto della ragazza ma una massa terrificante d'acqua si frappose fra i due assorbendo l'attacco. La massa d'acqua esplose in tutte le direzioni per poi riformarsi fra i due. L'elfo a poca distanza dal proprio naso vide aprirsi dalla schiuma della colonna d'acqua un occhio gigantesco che lo fissò impassibile. Poco dopo davanti a lui emerse, dall'avvolgersi continuo dell'acqua su se stessa, il volto gigantesco di un drago, che spalancò le fauci prorompendo in un grido che solo un oceano in tempesta era in grado di generare. Shaia indietreggiò di qualche passo e dal mare si alzarono altre otto colonne che assunsero le sembianze della prima creatura. Il rumore divenne assordante, di Ridley non vi era più traccia.


Noah vide alzarsi in cielo un'esplosione e poco dopo avvertì il mare cambiare in pochi istanti da completamente da calmo a mosso.
«Cazzo!» gridò lanciandosi verso il porto.


Shaia ingaggiò un impressionante duello con le forze della natura. Salì alto in cielo e iniziò a combattere contro nove colonne d'acqua dalla forma di drago che riuscivano a scatenare la forza di un'onda anomala nello spazio di una fauce spalancata. Le sue grida e il suo potere svegliarono tutta la città.
Ogni volta che sfiorava una di quelle colonne, l'acqua esplodeva ma, poco dopo, si riformava sorretta dal terrificante potere di Ridley.
L'elfo schizzava come una scheggia impazzita colpendo e schivando con tutta l'abilità di cui era capace, ma i nove draghi continuavano a colpire come se non avvertissero minimamente i suoi assalti.
Svolazzando sul mare, a qualche centinaio di metri dalla costa, Ridley, immersa in una concentrazione profonda, governava quelle terribili energie con tutto il potere che era in grado di sprigionare. Il sudore e gli spruzzi del mare in tempesta imperlavano la sua faccia e i capelli ormai bagnati danzavano in aria impazziti.
Ogni volta che Shaia colpiva una di quelle creature, lei accusava il colpo e la perdita di energia ma sembrava capace di fare appello a una fonte inesauribile e lo scontro continuava crescendo continuamente di intensità.
«Non potrete continuare in eterno! Il vostro potere DEVE avere un limite!» gridava Shaia cercando di capire dove fosse la maga.
Coral si riprese leggermente trovandosi davanti questo spettacolo sovrannaturale. Shaia continuava a difendersi… ma dopo poco fu chiaro che neanche quell'incantesimo sarebbe stato in grado di ucciderlo. La tecnica di Shaia gli permetteva di concentrare le energie in pochissimo spazio e in pochissimi attimi, era una tecnica che permetteva di risparmiare al massimo le forze… lo sforzo di Ridley invece era incredibile e non sarebbe durato ancora a lungo.
Il demone raggiunse la maga e cercò di sommare quel poco di energie che gli erano rimaste a quelle del capitano della Northern Star. I nove draghi avvamparono di nuova forza materializzando attorno alla spuma bianca un denso fumo nerastro, ma l'elfo riuscì a resistere anche a questa nuova ondata.
La sua capacità sembrava non avere confini e, poco a poco, i Nove Draghi iniziarono a perdere potenza, quando il primo di loro venne colpito e non si riformò più Shaia intravide finalmente la luce della vittoria.
«Coraggio stregone! È tutta qui la vostra forza!?» gridò beandosi del proprio potere in grado anche di surclassare un simile spettacolo naturale. Altri due colpi e altre due colonne finirono in pezzi rovesciando un'ondata d'acqua sulla palazzata di Ithos.
Poi improvvisamente riuscì a vedere dov'era Ridley, la scorse con la coda dell'occhio e non si fece scappare l'occasione di colpire la fonte di tutto.
Saettò verso di lei polverizzando altri due Draghi d'Oceano nello slancio e giunse finalmente a portata di attacco. Chiuse il pugno destro concentrando su di esso tutta l'energia di cui era capace e colpì con la sicurezza di chi ha già vinto.
L'esplosione fu gigantesca, le onde scrosciarono nel porto polverizzando le navi ormeggiate e superando di venti metri i palazzi del porto.
Quando la luce dell'esplosione si fu man mano diradata, il sorriso di Shaia si mutò in un'espressione di sgomento.
Una mano esile e aggraziata aveva bloccato il suo pugno e adesso lo stringeva con una forza sovrannaturale.
Davanti a lui l'esile figura scura di Lord Dante Reznor emergeva dai flutti ancora impazziti come uno spirito vendicatore.
Ridley e Coral erano stati inghiottiti dai flutti e adesso solo il Sovrano dei Draghi Occulti si ergeva come avversario di Shaia. I suoi occhiali baluginarono sinistri nella notte, poi il drago spostò lo sguardo negli occhi di Shaia e l'elfo intravide in esso una gigantesca forza d'animo. Capace di far vacillare la sua volontà e fermezza. Cercò di ritirare il pugno ma Dante non glielo permise.
«Se è me che volevate, potevate anche evitare di creare tutti questi disturbi a questa povera città.» sussurrò Reznor con un tono di voce così caldo e profondo da far gelare il sangue nelle vene di Shaia. Scorse poi la paura nei suoi occhi e tutto ciò non fece altro che accrescere la sua sicurezza.
«C… come…» Shaia perse la calma, cercò di liberarsi come se scosso da spasimi e la sua espressione così sicura divenne una maschera di terrore.
«Maestro!» gridò scorgendo negli occhi di Dante la stessa espressione di Vir Eliel, la sicurezza del potere e della saggezza di una creatura millenaria capace di compiere qualsiasi impresa.
Dante lasciò andare il pugno.
«Ora arriveranno i celesti e non voglio che mi trovino qui. Ci incontreremo fra una settimana al Santuario dell'Artemide se sarete così gentile da accettare il mio invito… altrimenti sparite per sempre dalla mia vita e non fatevi più rivedere. È un avvertimento.»
Shaia crollò in ginocchio sempre sospeso a mezz'aria e alzò il capo verso la sovrastante figura di Reznor spazzato dai flutti di un mare in tempesta.
Dante si guardò intorno.
Noah sotto di lui teneva Ridley a galla sorridendo con l'espressione di chi incontra di nuovo un amico dopo anni di lontananza.
«Che coatto…» commentò.
Dante cercò anche Coral con una occhiata, poi guardò Noah.
«Il demone? Ah boh… ma tanto non ha bisogno di respirare… quando tornerà utilizzabile credo che risalirà da noi… non credi?»
Dante si concentrò un attimo.
«Ha appena abbandonato questo luogo. Credo sia tornato dal suo creatore.»
«È morto?»
«No. È tornato per fare rapporto.»
Con un elegante gesto della mano e un inchino profondo, Dante si congedò da Ithos portando con sé gli altri due membri dell'equipaggio.
«I miei omaggi, Sierra.»

You fool yourself
You rose so high, you were bound to fall
Longing for the truth, you lived a lie… Reznor

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