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Le due navi erano in rotta di intercettazione, silenziose
nel bel mezzo della tempesta che infuriava. Ridley si alzò in cielo
levitando verso Etrom che la attendeva con la falce rivolta verso il basso.
Quando il capitano della Northern Star si sollevò dalla nave decine
e decine di lingue di energia partirono da ogni angolo dello scafo illuminato
fino a penetrarle il corpo come una gigantesca ragnatela di potere.
Nel bel mezzo di un uragano quello spettacolo sovrannaturale fece ammutolire
i due equipaggi.
I capelli della maga tornarono di un rosso fuoco e si sollevarono in aria
mentre entrambe le mani si illuminavano di una luce accecante.
Alcuni boati giganteschi arrivarono dalla costa più veloci dell'uragano,
capaci di sovrastarne la furia distruttrice.
Dante ed Eliel stavano combattendo.
Quando il demone e la maga furono ad una ventina di metri di distanza
la Northern Star emise un lamento sommesso.
«Questa nave mi ha riconosciuto... mi domando se tu invece sappia
con chi hai a che fare...» disse Etrom con voce ferma.
«Conosco la tua nave e conoscevo il suo capitano ancora prima che
mi si rivelasse... » cominciò Ridley con la propria voce...
poi il tono cambiò divenendo più basso e rimbombante di
decine di echi differenti. «Conosco te, nuova Morte perché
mi strappasti il diritto di traghettare le anime verso il regno dell'aldilà...
perché mi feristi e rubasti il metallo dell'ancora per forgiare
quella tua falce. Conosco il tuo Demone Sovrano, perché solo la
sua follia ed il suo coraggio potevano lanciarti in una impresa simile.»
Gli occhi rossi di Etrom si piantarono nelle distese verdi di Ridley.
«Se mi conosci saprai anche che se ti ho sconfitto una volta posso
farlo di nuovo.»
«Questa volta sarà diverso. Ho Ridley con me.»
La morte scoppiò in una risata divertita.
«E cosa credi che possa fare un mortale per sconfiggere un Demone
Maggiore come me?»
«Non essere troppo sicura delle tue abilità Morte. Niente
è per sempre.»
Le navi adesso erano vicinissime. I due equipaggi erano silenziosi. Le
onde continuavano a sollevare in alto gli scafi per poi farli ridiscendere
di metri e metri, il vento continuava a soffiare impazzito ed i fulmini
si schiantavano in acqua, eppure ora l'uragano era passato in secondo
piano. Era come... distante.
«Shepard! A te il comando. Noah, guida l'arrembaggio. Coral,
affido a te l'Artiglieria. Non deludetemi.» Disse nuovamente
Ridley... stavolta con la sua voce umana.
Noah aveva impugnato la katana e la spada e le teneva inclinate verso
l'esterno con un piede sulla balaustra e uno sul ponte. «Tull, Jael,
Tyron, Yugo e Rygar! Ognuno su una passerella coi vostri sette. I miei
con me. Coral fai qualcosa per le loro spade o non torceremo un osso a
quei cosi.»
Coral era apparso a mezz'aria sopra la nave per evitare gli sballottamenti
dello scafo ed attorno a se stava accumulando le energie. Alzò
in aria una mano e da essa scaturirono una quarantina di lingue di energia
che andarono a colpire le armi di ognuno della truppa di assalto rendendole
temporaneamente in grado di colpire i non morti della nave fantasma.
Shepard scrutava il vento il mare ed il cielo per capire quando e come
iniziare l'attacco.
Poi improvvisamente un fulmine cadde nei pochi metri fra le due imbarcazioni
e Noah lanciò un grido terrificante al quale seguì quello
di tutti i pirati della Northern Star.
Shepard fece per virare per avvicinarsi al vascello fantasma ma Dyon lo
precedette costringendolo a schivare l'urto fra gli scafi che sarebbe
stato di certo perdente per la mole minore della Northern Star.
I maghi della nave fantasma scagliarono la prima selva di incantesimi
sfruttando l'indecisione della fregata pirata e puntarono dritti all'artiglieria
della Northern sparsa per la nave ed incapace di schivare il colpo.
«Merda!» Gridò Coral. Non avrebbero fatto a tempo ad
alzare nuovamente gli scudi, il suo bastone sfavillò in cielo schermando
completamente l'equipaggio ma l'attacco dei non morti continuò
a crescere di intensità. Decine di fasci di energia si infrangevano
sulla luminescenza creata dal demone in una frazione di secondo. Il demone
di Cathal inspirò profondamente raccogliendo le energie.
Le due navi continuarono a muoversi l'una all'inseguimento dell'altra
superando onde di venti metri e mettendo alla prova la grandissima abilità
dei timonieri. La Northern Star era più piccola ed agile del vascello
fantasma ma era al contempo più vulnerabile nei confronti delle
gigantesche onde che spazzavano il mare. Coral attese a lanciare l'attacco
dell'artiglieria continuando a schermare la nave col potere del suo bastone.
Dopo qualche minuto fu chiaro che l'abilità di Dyon al timone della
nave fantasma superava di gran lunga quella di Shepard costretto a pilotare
in condizioni più sfavorevoli.
«Shepard! » gridò Noah «Non riusciamo ad arrembare!
Non possiamo avvicinarci abbastanza per paura di una collisione e la manovrabilità
della nave nell'uragano è troppo ridotta per affiancarli! Inventati
qualcosa!»
Shepard grondava sudore e pioggia alla ricerca disperata di un modo per
uscire dallo stallo che presto li avrebbe consegnati al nemico. Per ora
reggevano solo grazie allo scudo di Coral che stava tenendo a distanza
almeno una cinquantina di potenti maghi non morti.
Poi improvvisamente ebbe una illuminazione. «Noah! Spiega il fiocco,
voi altri reggetevi forte!»
«Il fiocco!? Ma è la vela più leggera per le manovre!
Il vento ci porterà via bompresso e albero di trinchetto in un
batter d'occhio!»
«Fa quello che ti dico Noah o il vento sarà l'ultimo dei
nostri problemi!» gridò Shepard imperioso, i capelli attaccati
alla testa e la barba grondante acqua.
Noah afferrò le due spade come racchette e saettò verso
l'albero di prua conficcandole nel legno ogni qual volta una folata di
vento o un'onda gli facevano perdere l'equilibrio. Lasciò piantata
la spada di Brynard poco sotto il pennone la vela ci roteò attorno
e poi la usò come trampolino per arrivare con un balzo sui nodi
che reggevano la vela.
Con un colpo della katana li tagliò di netto non potendo perdere
altro tempo, poi afferrò la gomena che reggeva l'estremità
più alta del fiocco, recuperò la spada di Brynard e si lasciò
cadere a peso morto verso il basso issando col proprio peso la vela posta
di taglio rispetto alle altre che si gonfiò di quel vento terribile
sbattendo via Noah per lo scossone.
Shepard virò di centottanta gradi e Dyon fece lo stesso nella direzione
opposta di modo da non permettere a Shepard di ottenere vantaggi da quella
manovra qualunque fosse il suo scopo. La velocità di manovra delle
due navi per qualche istante fu la stessa, poi il vento sul fiocco permise
a Shepard di raddoppiare la rapidità della manovra doppia e finiti
i centottanta gradi ne fece altri centottanta tornando nella posizione
di partenza in vista della poppa della vascello fantasma. A quel punto
il vento sradicò via il fiocco ed il bompresso. «Coral!»
Gridò Shepard sovrastando il boato della tempesta .«Fa saltare
quel timone!»
Gli occhiali di Coral baluginarono sinistri, poi il demone gridò
con tutto il fiato che aveva in corpo. «Artiglieria! Pronti a fare
fuoco! Mirate al timone! Finché il vascello fantasma mantiene quella
manovrabilità non riusciremo nell'arrembaggio.» In quel preciso
momento tutti i pirati dell'artiglieria iniziarono a salmodiare e gesticolare
lanciando una salva di incantesimi offensivi sul timone del pesante galeone
nemico. I maghi non morti provarono ad organizzare una difesa ma lo scudo
di Coral aumentò di intensità fino quasi a respingere gli
incantesimi offensivi.
Gli incantesimi colpirono il timone della nave fantasma spaccandolo di
netto in un'esplosione gigantesca. Anche Dyon diede l'ordine di far alzare
il fiocco per riconquistare la manovrabilità ma era troppo tardi.
Shepard era sul fianco della nave fantasma e le prime corde iniziarono
a fare presa sullo scafo di legno apparentemente marcio della nave.
Noah tornò alla testa dei suoi sette e si lanciò all'attacco
per primo con un urlo terrificante.
«ALL'ASSALTO CIURMA! NON FATE PRIGIONIERI E LIBERIAMO I MIEI
UOMINI DAL LORO CONTRATTO CON LA MORTE!»
Il clangore delle spade, delle ossa e le urla dei guerrieri riempirono
il furore dell'uragano.
Alte in cielo Ridley ed Etrom ingaggiarono un duello all'ultimo sangue.
Il capitano della Northern Star riusciva a dimostrare una agilità
terrificante in aria producendosi in evoluzioni in grado di schivare i
continui teletrasporti di Etrom che tentava di colpirla con la falce.
«Oceani di Aman io sono il vostro spirito come voi siete il mio,
piegatevi al mio potere perché io ve lo ordino!» iniziò
a cantilenare Ridley mentre schivava in aria la falce rossa di Etrom.
«Richiedo il vostro potere affinché difendiate la vostra
più grande servitrice, la Stella del Nord che guida le vostre esistenze!»
«Sorgi, Wyrm d'Oceano!» gridò, e dalle profondità
del mare, nel bel mezzo di un uragano una colonna d'acqua del diametro
di una decina di metri salì alta verso le nuvole sparendo dentro
di esse dopo i primi cinquanta metri di cielo. I tuoni vennero sovrastati
da un ruggito terrificante che proveniva dal gigantesco volto della creatura
costituita dalla spuma di onde che ribollivano. Le nuvole una ventina
di metri più ad ovest si gonfiarono e da esse fuoriuscì
il capo della creatura rivolto verso il basso.
Etrom lanciò un fascio di energia verso la creatura che venne bucata
come normale acqua per poi riformare il proprio corpo.
Ridley intanto provò a colpirla con una lancia di ghiaccio ma la
falce la neutralizzò senza farla neanche avvicinare.
Lo Wyrm iniziò ad assalire Etrom che si teletrasportava ora per
difendersi. La creatura non era assolutamente agile ma era talmente grande
che in pochi istanti una parte del suo corpo lungo forse più di
duecento metri poteva raggiungere qualsiasi punto entro il raggio visivo
delle due combattenti. Inoltre la pioggia le nuvole ed il vento rendevano
pressoché mimetico il suo corpo ed Etrom riusciva ad accorgersi
della vicinanza della creatura solo pochi secondi prima dell'impatto.
«Come vedi adesso l'uragano fa più comodo a me che a te!»
gridò Ridley mentre la ragnatela di energia che provenivano dalla
Northern Star diveniva ancora più luminosa e forte.
La Morte continuò a schivare e colpire con la falce ma lo Wyrm
continuava ad assorbire i colpi senza sembrarne effettivamente toccato.
Sulle navi sotto di loro intanto era cominciata la battaglia.
Noah appena sul ponte trafisse uno scheletro con la katana e butto a
terra un altro con un calcio. Mulinò le armi per creare abbastanza
spazio per far arrivare i suoi, cinque o sei lance fecero per colpirlo
ma il suo drappello gli fu vicino e si chiuse a riccio difendendolo. Successivamente
anche gli altri manipoli furono sulla nave fantasma e una volta conquistata
la postazione cominciarono a combattere.
Il gruppo di Noah continuò ad avanzare verso il centro della nave
mentre le armi incantate degli assaltatori riuscivano a colpire e ferire
gli scheletri.
Quando furono nel bel mezzo del ponte dalle orbite cave del teschio di
Dyon ancora al timone fuoriuscì un fischio da far gelare il sangue
nelle vene.
«Lasciate a me Noah. E' giusto che si confronti solo con chi può
sconfiggerlo.» sibilò, ed attorno al ragazzo si ricavò
uno spazio di tre o quattro metri. Il resto del suo drappello si spostò
continuando a combattere nel tentativo di ricongiungersi a quello di Tull
in leggera difficoltà.
Dyon attraversò i membri della propria ciurma proprio come aveva
fatto la prima volta che lo aveva visto in quella nuova forma. Scese con
lenti passi le scalette della nave ed arrivò nel mezzo dell'arena
improvvisata nello scontro. Sollevò in aria una grossa spada all'apparenza
arrugginita, e si mise in posizione di guardia.
Noah fece lo stesso incrociando i pugni sul petto.
«Quando sei cresciuto abbiamo smesso di fare a botte Noah.»
sibilò lo scheletro.
«Tu sei dimagrito troppo... non penso che sarai in grado di battermi.»
parlò Noah con un sorriso elettrizzato sul volto. Le ossa di Dyon
scricchiolarono.
«Credi che il vice di questa nave sia diventato un normale scheletro
senza acquisire poteri dal patto con la Morte? La mia forza e la mia agilità
sono sovrumane.»
«Patto? Io parlerei di maledizione. Sapevo che questo momento sarebbe
arrivato. E così non ho avuto fretta. Non mi piace che voi siate
ancora qui a vivere questa esistenza. Oggi mi occuperò di questo
ultimo problema come ultimo atto dell'ultimo Re di Tradnor.»
«Ancora il tuo senso del dovere Noah. Non ti sembra sia un po' fuori
posto? In fondo siete voi che state andando a prendere l'Artemide per
distruggere il mondo. Non dovresti forse preoccuparti dei vivi invece
che dei morti?»
I due si affrontarono a mezz'aria e i primi colpi sfavillarono in quella
notte furiosa.
«Distruggere il mondo? Ma di che diamine parli?»
«Il tuo amico Dante Reznor... perché credi che voglia l'Artemide?
E' un pazzo e potrebbe distruggere tutto quanto. Non che a noi demoni
la cosa dispiaccia... è solo che vogliamo avere la certezza che
l'Artemide venga veramente usata in questo modo, magari cominciando dai
Draghi Celesti... e l'unico modo per esserne sicuri è impadronircene.»
«Ma perché attaccarci ora? Perché non aspettare il
giorno dell'appuntamento?»
«E' semplice. In questo momento Dante combatte contro Vir Eliel.
Comunque finisca lo scontro non sarà difficile sottrargli subito
dopo le chiavi. Tutto qua. Arriveremo all'appuntamento ma saremo noi ad
avere le chiavi, non Dante.»
«Che assurdità. Dante non distruggerebbe mai questo mondo.
»
Le spade risuonarono di nuovo di colpi così forti da intorpidire
le braccia.
«Ne sei così sicuro?»
«Mai stato più serio.» Sorrise Noah. Poi i due cominciarono
a fare sul serio.
Etrom continuava ad assaltare alternativamente Ridley e lo Wyrm senza
però riuscire a dare una svolta allo scontro. Le energie utilizzate
per pilotare l'uragano l'avevano spossata e poteva combattere solo con
una parte delle sue capacità. Si avvicinò a Ridley per fare
in modo che lo Wyrm la colpisse nel tentativo di prendere lei. Ma la creatura
passò attraverso a Ridley senza sfiorarla e riuscì invece
a colpire di striscio Etrom che finì in acqua. Un istante dopo
Etrom era di nuovo in aria e la falce saettò a pochi centimetri
dal volto di Ridley tagliandole via una ciocca di netto. Fu allora che
vide che i movimenti di Ridley cercavano anche di impedire che la falce
colpisse la ragnatela di energia che la circondava. Allora stavolta mirò
direttamente alle lingue di energia. La falce fu sui filamenti ma non
riuscì a tagliarli.
Gli occhi di Etrom guizzarono sorpresi.
«Che cos'è, uno SCHERZO!?» gridò. Lo
Wyrm le fu di nuovo addosso ma lo polverizzò con una occhiata.
La creatura colossale perse l'equilibrio e cadde in acqua mentre nuove
onde e correnti ricreavano quel corpo gigantesco spalancando il cielo
verso la luna arrossata.
La figura di Etrom avvampò di una terribile energia rossastra che
poi si concentrò nella falce. La ragazza menò un secondo
fendente e stavolta la ragnatela che collegava Ridley alla Northern Star
non oppose resistenza e i filamenti più esili vennero spazzati
via dal vento disfacendosi nel nulla.
Ridley provò ad assalirla di nuovo ma Etrom continuò a teletrasportarsi
colpendo di volta in volta la ragnatela in altri punti.
Lo Wyrm iniziò a perdere massa ed a divenire sempre meno manovrabile
e consistente. La maga umana gridò ed i suoi capelli si sbiancarono
di nuovo mentre tentava con la propria energia di mantenere attiva l'evocazione.
Non sarebbe durata a lungo.
La vittoria di Etrom era ormai assicurata. Il demone vide un fianco scoperto
nella maga e riuscì a colpirla di striscio facendo sprizzare del
sangue sui suoi vestiti. Ridley gridò qualcosa nella tempesta facendo
illuminare il proprio sangue in quello che sembrava un incantesimo di
guarigione.
Lo Wyrm assalì di nuovo Etrom ma il demone si teletrasportò.
Quando infine poté recidere anche l'ultimo pezzo di ragnatela lo
Wyrm tremò ed iniziò a crollare. Ridley era ferita e si
reggeva il fianco, in un ultimo tentativo con le poche energie che le
erano rimaste indirizzò lo Wyrm verso Etrom che fece per teletrasportarsi.
La ragazza sorrise beffarda fuggendo da quell'ultimo disperato assalto,
ma il suo corpo rimase esattamente dov'era senza svanire nel nulla.
«Mana!» Gridò mentre la sua materializzazione non riusciva
ad abbandonare il piano materiale.
Ridley sorrise. «E' il mio sangue. Ho fatto in modo che il mio sangue
fungesse da sigillo per il tuo corpo in questo piano di esistenza. E'
vero... le mie energie sono finite... ma tu non riuscirai a resistere
all'ultimo attacco del mio Wyrm.» Etrom capì subito che anche
volando via non sarebbe riuscita ad evitare la colonna d'acqua che la
stava per colpire.
«Un pareggio?» sussurrò lanciando un ultimo sguardo
negli occhi del capitano della Northern Star.
«Le navi decideranno lo scontro.» Ribatté Ridley prima
di lasciarsi cadere svenuta in acqua.
Etrom venne colpita in pieno.
In quel momento mentre la battaglia ancora infuriava, sulla nave fra
i combattenti, ed in cielo fra le due artiglierie, una incredibile luce
rischiarò la notte. Con successive ondate provenienti dal continente
i colori dello scontro si invertirono più e più volte passando
da quelli normali ad una versione al negativo fino a spezzarsi in un miscuglio
delle due tonalità.
Coral aguzzò la vista verso Aman. «Lo scontro fra Dante ed
Eliel e terminato!» gridò « Dobbiamo prepararci all'urto!»
«Urto?» gridò Shepard dal timone. «Che tipo di
urto?»
«Peggio di quanto si possa immaginare!»
Shepard lanciò l'ultima di una lunga serie di maledizioni al cielo.
«La Northern Star non può resistere ad un'onda anomala! Finiremo
in pezzi!!»
Le due artiglierie cessarono il bombardamento. La truppa di maghi del
vascello fantasma iniziò a creare uno scudo in direzione dell'esplosione
per difendere lo scafo dall'urto. «L'unico modo di salvarci è
bucare l'onda! Concentrate tutte le forze sul fianco della nave!»
gridò Dyon. Presto all'orizzonte comparve l'onda anomala generata
da quel terribile scontro di energie. Era più alta di cinquanta
metri e la sua cima lambiva le nuvole dell'uragano striandole di mille
solchi mentre pezzi di realtà cadevano invertendo le tonalità
di colore di quello spettacolo.
«Solleviamo la nave!» gridò Coral.
«È impossibile! I nostri maghi sono esausti e solo Ridley
ha il potere per farlo! Inoltre i fulmini la ridurrebbero in cenere! »
«E va bene! vorrà dire penserò a tutto io...»
sussurrò Coral scostando con un gesto imperioso il lungo mantello.
«Posso farcela.» Ricordò l'ala Ovest del castello sull'isola
di Cathal... e capì cosa intendeva Enid quando parlava di conoscere
se stesso, la vista del passato di Enid gli aveva donato una nuova
consapevolezza della sua esistenza demoniaca. Senza sapere bene perché,
era sicuro di poter riuscire nell'impresa. Dal corpo del ragazzo e dalla
sfera di rubino del bastone iniziò a sprigionarsi un fumo denso
ed oleoso che veniva spazzato via dalle folate di vento e bucato dalla
pioggia. Il ragazzo proruppe in un urlo che aveva poco di umano e ricordava
un ruggito ferino amplificato da una caverna gigantesca. Il suo volto
si trasfigurò in un qualcosa di animalesco ed i suoi occhi di un
viola sfavillante divennero identici a quelli delle pantere. Alzò
la mano sinistra che reggeva il bastone verso il cielo e lasciò
ricadere sul fianco la destra sempre aperta. Nella sfera del bastone e
nella mano destra il fumo sprigionato iniziò a concentrarsi mentre
la voce di Coral diveniva sempre più forte e terrificante. La nave
iniziò a scricchiolare e lentamente la mano destra di Coral iniziò
a risalire verso l'alto accompagnata dalla gigantesca mole della fregata.
«Per Shagrath! La sta sollevando da solo!» Gridò Shepard
esterrefatto.
Noah avvertì con la coda dell'occhio l'avvicinarsi dell'onda e
chiamò la ritirata. «Tull, Jael, Tyron, Yugo e Rygar! Tornate
sulla Northern!»
Dyon sorrise in un ghigno terrificante. «Ve ne andate? Così
in presto?»
«Sta zitto e combatti.» Gridò Noah. Roteò l'impugnatura
sulla katana e sollevò un muro di lame che fece indietreggiare
Dyon di cinque o sei passi mentre con lo spadone deviava i colpi come
poteva.
I primi giganteschi fulmini piombarono sulla Northern Star ma dal bastone
di Coral di formò un altro terrificante scudo che protesse la fregata
iniziando a sostenere quell'assalto naturale. La seconda mano di Coral
continuava a salire come se il ragazzo stesse fisicamente sollevando lo
scafo. Il fumo prese a fuoriuscire dal corpo umano del demone come da
una roccia incandescente nel bel mezzo dell'oceano e la Northern Star
continuò a salire grondando tonnellate d'acqua.
L'onda anomala arrivò sulle navi. La Northern Star continuò
a salire forando le nuvole e attirando su di se l'intera massa statica
dell'uragano. Il vascello fantasma invece oppose la resistenza dei propri
maghi che forarono la massa d'acqua in un ultimo terrificante dispendio
di energie.
Noah fu di nuovo su Dyon. Con un ultimo colpo di katana mandò fuori
guardia la spada di Dyon e con la spada di Brynard lo passò da
parte a parte all'altezza dello sterno. Dyon espirò un fumo bluastro
piantando le sue orbite cave negli occhi di Noah. «Perderete ugualmente.
Superata l'onda anomala i nostri saranno ancora in grado di combattere
mentre i tuoi maghi capitoleranno. Con o senza quel demone.»
Ma Noah non rispose. Iniziò a gridare con tutto il fiato che aveva
in corpo mentre la spada di Brynard si illuminava di una luce bluastra
che divenne cerulea come gli occhi del comandante della truppa d'assalto
della Northern Star. I capelli del ragazzo presero a svolazzare impazziti
mentre il corpo di Dyon diveniva di ghiaccio. Poi dalla punta della spada
che fuoriusciva dalla schiena del vecchio ammiraglio un fascio di energia
andò a colpire l'onda anomala che avanzava verso il vascello.
Lo scudo dei maghi non morti iniziò a dividere le acque che avanzavano
verso di loro con una furia incredibile ma poi l'energia della spada di
Brynard trasformò quella sterminata massa d'acqua impazzita che
avanzava verso di loro in una montagna di ghiaccio.
L'incantesimo spezzò l'iceberg in due tronconi che però
spinti dall'incalzare dell'onda ricaddero a tenaglia sulla gigantesca
nave.
La Northern Star si inarcò in alto e l'albero maestro venne sradicato
via dal vento e dai fulmini. Poi il resto dell'onda anomala portò
via tutto quanto.
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