Ottantanovesimo Episodio: Winter Mountain


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Le due navi erano in rotta di intercettazione, silenziose nel bel mezzo della tempesta che infuriava. Ridley si alzò in cielo levitando verso Etrom che la attendeva con la falce rivolta verso il basso.
Quando il capitano della Northern Star si sollevò dalla nave decine e decine di lingue di energia partirono da ogni angolo dello scafo illuminato fino a penetrarle il corpo come una gigantesca ragnatela di potere.
Nel bel mezzo di un uragano quello spettacolo sovrannaturale fece ammutolire i due equipaggi.
I capelli della maga tornarono di un rosso fuoco e si sollevarono in aria mentre entrambe le mani si illuminavano di una luce accecante.
Alcuni boati giganteschi arrivarono dalla costa più veloci dell'uragano, capaci di sovrastarne la furia distruttrice.
Dante ed Eliel stavano combattendo.
Quando il demone e la maga furono ad una ventina di metri di distanza la Northern Star emise un lamento sommesso.
«Questa nave mi ha riconosciuto... mi domando se tu invece sappia con chi hai a che fare...» disse Etrom con voce ferma.
«Conosco la tua nave e conoscevo il suo capitano ancora prima che mi si rivelasse... » cominciò Ridley con la propria voce... poi il tono cambiò divenendo più basso e rimbombante di decine di echi differenti. «Conosco te, nuova Morte perché mi strappasti il diritto di traghettare le anime verso il regno dell'aldilà... perché mi feristi e rubasti il metallo dell'ancora per forgiare quella tua falce. Conosco il tuo Demone Sovrano, perché solo la sua follia ed il suo coraggio potevano lanciarti in una impresa simile.»
Gli occhi rossi di Etrom si piantarono nelle distese verdi di Ridley. «Se mi conosci saprai anche che se ti ho sconfitto una volta posso farlo di nuovo.»
«Questa volta sarà diverso. Ho Ridley con me
La morte scoppiò in una risata divertita.
«E cosa credi che possa fare un mortale per sconfiggere un Demone Maggiore come me?»
«Non essere troppo sicura delle tue abilità Morte. Niente è per sempre
Le navi adesso erano vicinissime. I due equipaggi erano silenziosi. Le onde continuavano a sollevare in alto gli scafi per poi farli ridiscendere di metri e metri, il vento continuava a soffiare impazzito ed i fulmini si schiantavano in acqua, eppure ora l'uragano era passato in secondo piano. Era come... distante.
«Shepard! A te il comando. Noah, guida l'arrembaggio. Coral, affido a te l'Artiglieria. Non deludetemi.» Disse nuovamente Ridley... stavolta con la sua voce umana.
Noah aveva impugnato la katana e la spada e le teneva inclinate verso l'esterno con un piede sulla balaustra e uno sul ponte. «Tull, Jael, Tyron, Yugo e Rygar! Ognuno su una passerella coi vostri sette. I miei con me. Coral fai qualcosa per le loro spade o non torceremo un osso a quei cosi.»
Coral era apparso a mezz'aria sopra la nave per evitare gli sballottamenti dello scafo ed attorno a se stava accumulando le energie. Alzò in aria una mano e da essa scaturirono una quarantina di lingue di energia che andarono a colpire le armi di ognuno della truppa di assalto rendendole temporaneamente in grado di colpire i non morti della nave fantasma.
Shepard scrutava il vento il mare ed il cielo per capire quando e come iniziare l'attacco.
Poi improvvisamente un fulmine cadde nei pochi metri fra le due imbarcazioni e Noah lanciò un grido terrificante al quale seguì quello di tutti i pirati della Northern Star.
Shepard fece per virare per avvicinarsi al vascello fantasma ma Dyon lo precedette costringendolo a schivare l'urto fra gli scafi che sarebbe stato di certo perdente per la mole minore della Northern Star.
I maghi della nave fantasma scagliarono la prima selva di incantesimi sfruttando l'indecisione della fregata pirata e puntarono dritti all'artiglieria della Northern sparsa per la nave ed incapace di schivare il colpo.
«Merda!» Gridò Coral. Non avrebbero fatto a tempo ad alzare nuovamente gli scudi, il suo bastone sfavillò in cielo schermando completamente l'equipaggio ma l'attacco dei non morti continuò a crescere di intensità. Decine di fasci di energia si infrangevano sulla luminescenza creata dal demone in una frazione di secondo. Il demone di Cathal inspirò profondamente raccogliendo le energie.
Le due navi continuarono a muoversi l'una all'inseguimento dell'altra superando onde di venti metri e mettendo alla prova la grandissima abilità dei timonieri. La Northern Star era più piccola ed agile del vascello fantasma ma era al contempo più vulnerabile nei confronti delle gigantesche onde che spazzavano il mare. Coral attese a lanciare l'attacco dell'artiglieria continuando a schermare la nave col potere del suo bastone. Dopo qualche minuto fu chiaro che l'abilità di Dyon al timone della nave fantasma superava di gran lunga quella di Shepard costretto a pilotare in condizioni più sfavorevoli.
«Shepard! » gridò Noah «Non riusciamo ad arrembare! Non possiamo avvicinarci abbastanza per paura di una collisione e la manovrabilità della nave nell'uragano è troppo ridotta per affiancarli! Inventati qualcosa!»
Shepard grondava sudore e pioggia alla ricerca disperata di un modo per uscire dallo stallo che presto li avrebbe consegnati al nemico. Per ora reggevano solo grazie allo scudo di Coral che stava tenendo a distanza almeno una cinquantina di potenti maghi non morti.
Poi improvvisamente ebbe una illuminazione. «Noah! Spiega il fiocco, voi altri reggetevi forte!»
«Il fiocco!? Ma è la vela più leggera per le manovre! Il vento ci porterà via bompresso e albero di trinchetto in un batter d'occhio!»
«Fa quello che ti dico Noah o il vento sarà l'ultimo dei nostri problemi!» gridò Shepard imperioso, i capelli attaccati alla testa e la barba grondante acqua.
Noah afferrò le due spade come racchette e saettò verso l'albero di prua conficcandole nel legno ogni qual volta una folata di vento o un'onda gli facevano perdere l'equilibrio. Lasciò piantata la spada di Brynard poco sotto il pennone la vela ci roteò attorno e poi la usò come trampolino per arrivare con un balzo sui nodi che reggevano la vela.
Con un colpo della katana li tagliò di netto non potendo perdere altro tempo, poi afferrò la gomena che reggeva l'estremità più alta del fiocco, recuperò la spada di Brynard e si lasciò cadere a peso morto verso il basso issando col proprio peso la vela posta di taglio rispetto alle altre che si gonfiò di quel vento terribile sbattendo via Noah per lo scossone.
Shepard virò di centottanta gradi e Dyon fece lo stesso nella direzione opposta di modo da non permettere a Shepard di ottenere vantaggi da quella manovra qualunque fosse il suo scopo. La velocità di manovra delle due navi per qualche istante fu la stessa, poi il vento sul fiocco permise a Shepard di raddoppiare la rapidità della manovra doppia e finiti i centottanta gradi ne fece altri centottanta tornando nella posizione di partenza in vista della poppa della vascello fantasma. A quel punto il vento sradicò via il fiocco ed il bompresso. «Coral!» Gridò Shepard sovrastando il boato della tempesta .«Fa saltare quel timone!»
Gli occhiali di Coral baluginarono sinistri, poi il demone gridò con tutto il fiato che aveva in corpo. «Artiglieria! Pronti a fare fuoco! Mirate al timone! Finché il vascello fantasma mantiene quella manovrabilità non riusciremo nell'arrembaggio.» In quel preciso momento tutti i pirati dell'artiglieria iniziarono a salmodiare e gesticolare lanciando una salva di incantesimi offensivi sul timone del pesante galeone nemico. I maghi non morti provarono ad organizzare una difesa ma lo scudo di Coral aumentò di intensità fino quasi a respingere gli incantesimi offensivi.
Gli incantesimi colpirono il timone della nave fantasma spaccandolo di netto in un'esplosione gigantesca. Anche Dyon diede l'ordine di far alzare il fiocco per riconquistare la manovrabilità ma era troppo tardi. Shepard era sul fianco della nave fantasma e le prime corde iniziarono a fare presa sullo scafo di legno apparentemente marcio della nave.
Noah tornò alla testa dei suoi sette e si lanciò all'attacco per primo con un urlo terrificante.
«ALL'ASSALTO CIURMA! NON FATE PRIGIONIERI E LIBERIAMO I MIEI UOMINI DAL LORO CONTRATTO CON LA MORTE
Il clangore delle spade, delle ossa e le urla dei guerrieri riempirono il furore dell'uragano.

Alte in cielo Ridley ed Etrom ingaggiarono un duello all'ultimo sangue.
Il capitano della Northern Star riusciva a dimostrare una agilità terrificante in aria producendosi in evoluzioni in grado di schivare i continui teletrasporti di Etrom che tentava di colpirla con la falce.
«Oceani di Aman io sono il vostro spirito come voi siete il mio, piegatevi al mio potere perché io ve lo ordino!» iniziò a cantilenare Ridley mentre schivava in aria la falce rossa di Etrom. «Richiedo il vostro potere affinché difendiate la vostra più grande servitrice, la Stella del Nord che guida le vostre esistenze!»
«Sorgi, Wyrm d'Oceano!» gridò, e dalle profondità del mare, nel bel mezzo di un uragano una colonna d'acqua del diametro di una decina di metri salì alta verso le nuvole sparendo dentro di esse dopo i primi cinquanta metri di cielo. I tuoni vennero sovrastati da un ruggito terrificante che proveniva dal gigantesco volto della creatura costituita dalla spuma di onde che ribollivano. Le nuvole una ventina di metri più ad ovest si gonfiarono e da esse fuoriuscì il capo della creatura rivolto verso il basso.
Etrom lanciò un fascio di energia verso la creatura che venne bucata come normale acqua per poi riformare il proprio corpo.
Ridley intanto provò a colpirla con una lancia di ghiaccio ma la falce la neutralizzò senza farla neanche avvicinare.
Lo Wyrm iniziò ad assalire Etrom che si teletrasportava ora per difendersi. La creatura non era assolutamente agile ma era talmente grande che in pochi istanti una parte del suo corpo lungo forse più di duecento metri poteva raggiungere qualsiasi punto entro il raggio visivo delle due combattenti. Inoltre la pioggia le nuvole ed il vento rendevano pressoché mimetico il suo corpo ed Etrom riusciva ad accorgersi della vicinanza della creatura solo pochi secondi prima dell'impatto.
«Come vedi adesso l'uragano fa più comodo a me che a te!» gridò Ridley mentre la ragnatela di energia che provenivano dalla Northern Star diveniva ancora più luminosa e forte.
La Morte continuò a schivare e colpire con la falce ma lo Wyrm continuava ad assorbire i colpi senza sembrarne effettivamente toccato.
Sulle navi sotto di loro intanto era cominciata la battaglia.

Noah appena sul ponte trafisse uno scheletro con la katana e butto a terra un altro con un calcio. Mulinò le armi per creare abbastanza spazio per far arrivare i suoi, cinque o sei lance fecero per colpirlo ma il suo drappello gli fu vicino e si chiuse a riccio difendendolo. Successivamente anche gli altri manipoli furono sulla nave fantasma e una volta conquistata la postazione cominciarono a combattere.
Il gruppo di Noah continuò ad avanzare verso il centro della nave mentre le armi incantate degli assaltatori riuscivano a colpire e ferire gli scheletri.
Quando furono nel bel mezzo del ponte dalle orbite cave del teschio di Dyon ancora al timone fuoriuscì un fischio da far gelare il sangue nelle vene.
«Lasciate a me Noah. E' giusto che si confronti solo con chi può sconfiggerlo.» sibilò, ed attorno al ragazzo si ricavò uno spazio di tre o quattro metri. Il resto del suo drappello si spostò continuando a combattere nel tentativo di ricongiungersi a quello di Tull in leggera difficoltà.
Dyon attraversò i membri della propria ciurma proprio come aveva fatto la prima volta che lo aveva visto in quella nuova forma. Scese con lenti passi le scalette della nave ed arrivò nel mezzo dell'arena improvvisata nello scontro. Sollevò in aria una grossa spada all'apparenza arrugginita, e si mise in posizione di guardia.
Noah fece lo stesso incrociando i pugni sul petto.
«Quando sei cresciuto abbiamo smesso di fare a botte Noah.» sibilò lo scheletro.
«Tu sei dimagrito troppo... non penso che sarai in grado di battermi.» parlò Noah con un sorriso elettrizzato sul volto. Le ossa di Dyon scricchiolarono.
«Credi che il vice di questa nave sia diventato un normale scheletro senza acquisire poteri dal patto con la Morte? La mia forza e la mia agilità sono sovrumane.»
«Patto? Io parlerei di maledizione. Sapevo che questo momento sarebbe arrivato. E così non ho avuto fretta. Non mi piace che voi siate ancora qui a vivere questa esistenza. Oggi mi occuperò di questo ultimo problema come ultimo atto dell'ultimo Re di Tradnor.»
«Ancora il tuo senso del dovere Noah. Non ti sembra sia un po' fuori posto? In fondo siete voi che state andando a prendere l'Artemide per distruggere il mondo. Non dovresti forse preoccuparti dei vivi invece che dei morti?»
I due si affrontarono a mezz'aria e i primi colpi sfavillarono in quella notte furiosa.
«Distruggere il mondo? Ma di che diamine parli?»
«Il tuo amico Dante Reznor... perché credi che voglia l'Artemide? E' un pazzo e potrebbe distruggere tutto quanto. Non che a noi demoni la cosa dispiaccia... è solo che vogliamo avere la certezza che l'Artemide venga veramente usata in questo modo, magari cominciando dai Draghi Celesti... e l'unico modo per esserne sicuri è impadronircene.»
«Ma perché attaccarci ora? Perché non aspettare il giorno dell'appuntamento?»
«E' semplice. In questo momento Dante combatte contro Vir Eliel. Comunque finisca lo scontro non sarà difficile sottrargli subito dopo le chiavi. Tutto qua. Arriveremo all'appuntamento ma saremo noi ad avere le chiavi, non Dante.»
«Che assurdità. Dante non distruggerebbe mai questo mondo. »
Le spade risuonarono di nuovo di colpi così forti da intorpidire le braccia.
«Ne sei così sicuro?»
«Mai stato più serio.» Sorrise Noah. Poi i due cominciarono a fare sul serio.

Etrom continuava ad assaltare alternativamente Ridley e lo Wyrm senza però riuscire a dare una svolta allo scontro. Le energie utilizzate per pilotare l'uragano l'avevano spossata e poteva combattere solo con una parte delle sue capacità. Si avvicinò a Ridley per fare in modo che lo Wyrm la colpisse nel tentativo di prendere lei. Ma la creatura passò attraverso a Ridley senza sfiorarla e riuscì invece a colpire di striscio Etrom che finì in acqua. Un istante dopo Etrom era di nuovo in aria e la falce saettò a pochi centimetri dal volto di Ridley tagliandole via una ciocca di netto. Fu allora che vide che i movimenti di Ridley cercavano anche di impedire che la falce colpisse la ragnatela di energia che la circondava. Allora stavolta mirò direttamente alle lingue di energia. La falce fu sui filamenti ma non riuscì a tagliarli.
Gli occhi di Etrom guizzarono sorpresi.
«Che cos'è, uno SCHERZO!?» gridò. Lo Wyrm le fu di nuovo addosso ma lo polverizzò con una occhiata. La creatura colossale perse l'equilibrio e cadde in acqua mentre nuove onde e correnti ricreavano quel corpo gigantesco spalancando il cielo verso la luna arrossata.
La figura di Etrom avvampò di una terribile energia rossastra che poi si concentrò nella falce. La ragazza menò un secondo fendente e stavolta la ragnatela che collegava Ridley alla Northern Star non oppose resistenza e i filamenti più esili vennero spazzati via dal vento disfacendosi nel nulla.
Ridley provò ad assalirla di nuovo ma Etrom continuò a teletrasportarsi colpendo di volta in volta la ragnatela in altri punti.
Lo Wyrm iniziò a perdere massa ed a divenire sempre meno manovrabile e consistente. La maga umana gridò ed i suoi capelli si sbiancarono di nuovo mentre tentava con la propria energia di mantenere attiva l'evocazione. Non sarebbe durata a lungo.
La vittoria di Etrom era ormai assicurata. Il demone vide un fianco scoperto nella maga e riuscì a colpirla di striscio facendo sprizzare del sangue sui suoi vestiti. Ridley gridò qualcosa nella tempesta facendo illuminare il proprio sangue in quello che sembrava un incantesimo di guarigione.
Lo Wyrm assalì di nuovo Etrom ma il demone si teletrasportò. Quando infine poté recidere anche l'ultimo pezzo di ragnatela lo Wyrm tremò ed iniziò a crollare. Ridley era ferita e si reggeva il fianco, in un ultimo tentativo con le poche energie che le erano rimaste indirizzò lo Wyrm verso Etrom che fece per teletrasportarsi.
La ragazza sorrise beffarda fuggendo da quell'ultimo disperato assalto, ma il suo corpo rimase esattamente dov'era senza svanire nel nulla.
«Mana!» Gridò mentre la sua materializzazione non riusciva ad abbandonare il piano materiale.
Ridley sorrise. «E' il mio sangue. Ho fatto in modo che il mio sangue fungesse da sigillo per il tuo corpo in questo piano di esistenza. E' vero... le mie energie sono finite... ma tu non riuscirai a resistere all'ultimo attacco del mio Wyrm.» Etrom capì subito che anche volando via non sarebbe riuscita ad evitare la colonna d'acqua che la stava per colpire.
«Un pareggio?» sussurrò lanciando un ultimo sguardo negli occhi del capitano della Northern Star.
«Le navi decideranno lo scontro.» Ribatté Ridley prima di lasciarsi cadere svenuta in acqua.
Etrom venne colpita in pieno.

In quel momento mentre la battaglia ancora infuriava, sulla nave fra i combattenti, ed in cielo fra le due artiglierie, una incredibile luce rischiarò la notte. Con successive ondate provenienti dal continente i colori dello scontro si invertirono più e più volte passando da quelli normali ad una versione al negativo fino a spezzarsi in un miscuglio delle due tonalità.
Coral aguzzò la vista verso Aman. «Lo scontro fra Dante ed Eliel e terminato!» gridò « Dobbiamo prepararci all'urto!»
«Urto?» gridò Shepard dal timone. «Che tipo di urto?»
«Peggio di quanto si possa immaginare!»
Shepard lanciò l'ultima di una lunga serie di maledizioni al cielo. «La Northern Star non può resistere ad un'onda anomala! Finiremo in pezzi!!»
Le due artiglierie cessarono il bombardamento. La truppa di maghi del vascello fantasma iniziò a creare uno scudo in direzione dell'esplosione per difendere lo scafo dall'urto. «L'unico modo di salvarci è bucare l'onda! Concentrate tutte le forze sul fianco della nave!» gridò Dyon. Presto all'orizzonte comparve l'onda anomala generata da quel terribile scontro di energie. Era più alta di cinquanta metri e la sua cima lambiva le nuvole dell'uragano striandole di mille solchi mentre pezzi di realtà cadevano invertendo le tonalità di colore di quello spettacolo.
«Solleviamo la nave!» gridò Coral.
«È impossibile! I nostri maghi sono esausti e solo Ridley ha il potere per farlo! Inoltre i fulmini la ridurrebbero in cenere! »
«E va bene! vorrà dire penserò a tutto io...» sussurrò Coral scostando con un gesto imperioso il lungo mantello. «Posso farcela.» Ricordò l'ala Ovest del castello sull'isola di Cathal... e capì cosa intendeva Enid quando parlava di “conoscere se stesso”, la vista del passato di Enid gli aveva donato una nuova consapevolezza della sua esistenza demoniaca. Senza sapere bene perché, era sicuro di poter riuscire nell'impresa. Dal corpo del ragazzo e dalla sfera di rubino del bastone iniziò a sprigionarsi un fumo denso ed oleoso che veniva spazzato via dalle folate di vento e bucato dalla pioggia. Il ragazzo proruppe in un urlo che aveva poco di umano e ricordava un ruggito ferino amplificato da una caverna gigantesca. Il suo volto si trasfigurò in un qualcosa di animalesco ed i suoi occhi di un viola sfavillante divennero identici a quelli delle pantere. Alzò la mano sinistra che reggeva il bastone verso il cielo e lasciò ricadere sul fianco la destra sempre aperta. Nella sfera del bastone e nella mano destra il fumo sprigionato iniziò a concentrarsi mentre la voce di Coral diveniva sempre più forte e terrificante. La nave iniziò a scricchiolare e lentamente la mano destra di Coral iniziò a risalire verso l'alto accompagnata dalla gigantesca mole della fregata.
«Per Shagrath! La sta sollevando da solo!» Gridò Shepard esterrefatto.

Noah avvertì con la coda dell'occhio l'avvicinarsi dell'onda e chiamò la ritirata. «Tull, Jael, Tyron, Yugo e Rygar! Tornate sulla Northern!»
Dyon sorrise in un ghigno terrificante. «Ve ne andate? Così in presto?»
«Sta zitto e combatti.» Gridò Noah. Roteò l'impugnatura sulla katana e sollevò un muro di lame che fece indietreggiare Dyon di cinque o sei passi mentre con lo spadone deviava i colpi come poteva.

I primi giganteschi fulmini piombarono sulla Northern Star ma dal bastone di Coral di formò un altro terrificante scudo che protesse la fregata iniziando a sostenere quell'assalto naturale. La seconda mano di Coral continuava a salire come se il ragazzo stesse fisicamente sollevando lo scafo. Il fumo prese a fuoriuscire dal corpo umano del demone come da una roccia incandescente nel bel mezzo dell'oceano e la Northern Star continuò a salire grondando tonnellate d'acqua.

L'onda anomala arrivò sulle navi. La Northern Star continuò a salire forando le nuvole e attirando su di se l'intera massa statica dell'uragano. Il vascello fantasma invece oppose la resistenza dei propri maghi che forarono la massa d'acqua in un ultimo terrificante dispendio di energie.
Noah fu di nuovo su Dyon. Con un ultimo colpo di katana mandò fuori guardia la spada di Dyon e con la spada di Brynard lo passò da parte a parte all'altezza dello sterno. Dyon espirò un fumo bluastro piantando le sue orbite cave negli occhi di Noah. «Perderete ugualmente. Superata l'onda anomala i nostri saranno ancora in grado di combattere mentre i tuoi maghi capitoleranno. Con o senza quel demone.»
Ma Noah non rispose. Iniziò a gridare con tutto il fiato che aveva in corpo mentre la spada di Brynard si illuminava di una luce bluastra che divenne cerulea come gli occhi del comandante della truppa d'assalto della Northern Star. I capelli del ragazzo presero a svolazzare impazziti mentre il corpo di Dyon diveniva di ghiaccio. Poi dalla punta della spada che fuoriusciva dalla schiena del vecchio ammiraglio un fascio di energia andò a colpire l'onda anomala che avanzava verso il vascello.
Lo scudo dei maghi non morti iniziò a dividere le acque che avanzavano verso di loro con una furia incredibile ma poi l'energia della spada di Brynard trasformò quella sterminata massa d'acqua impazzita che avanzava verso di loro in una montagna di ghiaccio.
L'incantesimo spezzò l'iceberg in due tronconi che però spinti dall'incalzare dell'onda ricaddero a tenaglia sulla gigantesca nave.
La Northern Star si inarcò in alto e l'albero maestro venne sradicato via dal vento e dai fulmini. Poi il resto dell'onda anomala portò via tutto quanto.

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