Novantaquattresimo Episodio: Bloodstained Lineage


Un canto prima lontano poi sempre più deciso si spanse in quella oscurità inconoscibile e sembrava provenire dalle miriadi di luci che li circondavano.
Eliel si scagliò sulla Northern Star, ma Noah si frappose mulinando le spade. Eliel lo evitò e sembrò quasi passargli attraverso tanta era la sua abilità, ma subito dopo apparve Coral dietro Noah e, con un ampio cenno del bastone, alzò un gigantesco muro rossastro simile a una teca di vetro che fermò l'avanzata di Eliel sbattendolo lontano. Il bastone iniziò a emettere dei giganteschi fulmini rossi che andarono ad aumentare l'intensità della schermatura magica, mentre Eliel non sembrava ancora neanche affaticato.
«Qualunque cosa abbiate in mente non servirà a nulla!» gridò e fece ricadere dietro di sé le mani emettendo una gigantesca quantità di energia che sbalzò via Noah e fece esplodere il muro di Coral come uno specchio fragile.
I due combattenti finirono a terra, ma la Northern Star aveva ormai ultimato il proprio incantesimo. «La Northern Star vi chiama anime dei morti! Il potere che mi fu concesso io lo uso contro la legge e il volere del Mana, potere proibito contro potere proibito. Mana contro Mana. CONVOCAZIONE!»
Tutti quegli occhi illuminati si chiusero di botto per poi divenire decine di migliaia di scie luminose. La nave, immersa in quel panorama asettico, si illuminò di decine di riflessi e le numerose scie andarono a confluire in una imponente massa più grande della nave che acquisì pian piano delle forme umanoidi.
Dopo qualche istante la figura aveva assunto le forme di un gigantesco scheletro coperto da una antica armatura, composto da un turbinio di anime e volti che percorrevano tutta la sua superficie. C'erano draghi, elfi e anche le essenze di demoni ormai distrutti. Era come se il Mana stesso, al di là della vita, stesse prendendo forma grazie all'incantesimo della Northern Star.
Quella gigantesca manifestazione alzò una mano colossale e la fece scendere su Vir Eliel che ricevette l'impatto opponendo le braccia protese.
«Bel trucco Morte! Ma non basteranno tutte le anime del tuo oltretomba a fermare Vir Eliel!» gridò la creatura e, in un primo momento, l'immane spettro venne respinto dalla gigantesca forza di Eliel.
Devi avere un limite anche tu, Eliel!» gridò Noah facendosi di nuovo sotto, ma il Maestro lo sbatté lontano con un cenno del capo.
«Merda…» sibilò Noah disincagliandosi dalle assi rotte della nave, fece per avvicinarsi di nuovo ma barcollò non riuscendo più a reggersi in piedi. «Che diamine…»
Coral lo fermò alzando un braccio.
«Fermo Noah. Tutti i colpi che abbiamo ricevuto iniziano a farsi sentire… per quanto quell'armatura sia potente, non potrà mai schermarti completamente dalle energie di Eliel… e anche… i miei poteri sono al limite.»
«Puttanate!» gridò. Il ragazzo si scagliò nuovamente contro Eliel, allora il maestro con uno scatto di muscoli poderoso alzò in aria la gigantesca mano dello scheletro creato dalla Northern Star che arretrò come sbilanciato, il Maestro evitò le lame di Noah divenute man mano più lente e deboli e arrivò a toccarlo col palmo della mano sul torace all'altezza del cuore. Noah lo fissò non sentendo alcun dolore, ma a quel punto Eliel ruotò il palmo in senso antiorario e il volto di Noah si trasfiguro in una maschera puro dolore. Tutte le vene del suo corpo sembrarono sul punto di esplodere, come se la sua circolazione sanguigna fosse stata invertita, poi il ragazzo crollò a terra tramortito.
«NOAH!» gridò la Northern Star con la voce di Ridley.
Vir Eliel rise con una punta di nervosismo «Ve l'avevo detto! Nulla può sconfiggermi a questo mondo! Neanch-» ma le parole gli si fermarono in gola. Dal basso, Noah lo aveva passato da parte a parte con una delle sue due katane. Sorrideva anche se le sue iridi erano scomparse e sembrava svenuto.
«DANNATO ESSERE UMANO!» gridò Eliel. Sfilò dal proprio corpo la katana e l'ex-re che rotolò via riverso.
Lo scheletro tornò alla carica con entrambe le mani ed Eliel si trovò nuovamente a fronteggiare quelle enormi energie, le luci continuavano ad affluire rendendo la creatura sempre più abberrante e mostruosa.
«Non… mi avrete… non… mi sconfiggerete mai… in questo modo…»
Coral fece per attaccarlo di nuovo ma poi, finalmente, un barlume di speranza si dipinse sul suo volto.
Dietro Eliel, oltre la prua… si intravedeva la fine di quell'interminabile cunicolo… una specie di gorgo luminoso, inoltre la toga di Eliel era macchiata in due punti… mentre Noah lo aveva colpito una sola volta.


I colpi di Astea erano i tuoni di una tempesta e il terremoto della terra, le correnti dell'oceano e la luce ardente del sole. Ma nonostante liberasse ogni volta tutto quel potere, la sua tecnica sopraffina lo manteneva perfettamente in linea con i movimenti di Dante. Il Messaggero era divenuto una scia oscura dalla quale scaturivano bagliori e schianti terrificanti, e Dante sembrava capace di combattere con quella furia distruttrice, incredibilmente vicina ai limiti supremi che il Mana aveva posto su quella terra. Il Drago Occulto divenne sempre più concentrato e, dopo il primo momento passato sulla difensiva, iniziò a controbattere, ma il corpo di Astea si muoveva con una naturalezza disarmante. Sembrava che ogni più piccolo movimento del corpo di Dante gli concedesse così tante informazioni sull'attacco che stava per essere portato, da rendere facile evitarlo. Era capace di prevedere ogni mossa grazie al più piccolo alito di vento o cambiamento di temperatura. Il suo intero corpo leggeva ogni informazione di quello scontro e lo faceva agire di conseguenza. Le mani di Dante divennero prima quattro, poi otto, poi un numero imprecisato e Astea continuò a difendere muovendosi in un ampio circolo. I due erano poco distinguibili ormai in quella battaglia furiosa. Ogni qual volta l'alabarda infiammata dal potere del Messaggero sfiorava le mani di Dante, il Santuario tremava e si lamentava, e la polvere e i detriti volavano a centinaia di metri di distanza fino a schiantarsi sull'enorme muro che circondava l'intero ambiente.
Dante provò una spazzata, Astea fece una capriola indietro e poi affondò con l'alabarda ma Dante si alzò in un volteggio meraviglioso in cui il suo volto rimase a pochi centimetri dall'arma e il resto del corpo ruotò attorno a esso. Poi di nuovo scontri e colpi sovrumani, e l'intensità continuava a crescere. Gli assalti di Astea venivano accompagnati da un fiume di energia ogni qual volta venivano bloccati, mentre le azioni chirurgiche di Dante producevano tanti piccoli bagliori accompagnati da boati assordanti.
L'alabarda di Astea iniziò a divenire incandescente e rossastra tanto da far fumare le stesse mani del ragazzo.


La luce alla fine del tunnel. Un gorgo dalla luminescenza azzurra illuminava la fine di quello spazio immerso nell'oscurità che la Northern Star stava ormai attraversando da tempo. Finalmente Eliel capì cosa stesse realmente accadendo. Non lo avevano portato in quel luogo solo perché potessero essere avvantaggiati nello scontro… ma in realtà lo stavano accompagnando effettivamente all'aldilà per lasciarcelo… anche senza bisogno di sconfiggerlo fino in fondo.
Il volto del Primo Drago Occulto si trasfigurò per la fatica mentre continuava a resistere alla spinta terrificante di tutte le anime dell'aldilà, nonostante tutti gli sforzi fatti e gli scontri sostenuti continuava ad avere un piccolo vantaggio su quella creatura primordiale.
«Coral. Abbi cura di Noah. L'entrata nell'oltretomba è ormai vicina e non riusciremo ad abbandonarcelo con le nostre sole forze.»
«Come dite?»
«Dovrò andare nell'aldilà, con lui
Coral si sistemò nervosamente gli occhiali sul volto: «Ma non erano questi gli accordi… ce ne andremo insieme di qui…»
«Era una speranza… ma ora non è più possibile…»
«E… Ridley?»
«Ridley si è affidata a me… ed è con me che verrà. Affronteremo insieme questo ultimo viaggio. Un capitano non abbandona mai la sua nave.»
La testa di Coral cominciò a lavorare al doppio della velocità. Noah era svenuto e lui doveva decidere in fretta cosa fare.
«È vero che la tecnica di Eliel permette di usare poco potere nel modo più economico possibile ma dovrà avere anche lui un limite! Non potrà resistere ancora lungo! Inoltre è ferito!»
«Sì, ma non abbastanza…»
«Non parlo solo dei nostri attacchi! La tunica è insanguinata in un punto che non abbiamo mai colpito… forse è una ferita che risale allo scontro con Dante!» gridò mentre il lamento delle anime diveniva man mano un boato più assordante.
La toga stracciata di Eliel si sollevò in ara risucchiata dalla luce in fondo al tunnel. La creatura si guardò appena indietro e, capita la situazione, continuò a resistere aumentando ancora il suo potere.
«Non sembra vicino a capitolare. Non conosco di altri modi per sconfiggerlo.»
«Sì ma perché Ridley?»
«Perché è questo il patto che abbiamo stretto. I miei poteri per la sua anima.»
Coral schivò a malapena due folate di energia scaraventategli contro da Eliel che continuava a respingere la Convocazione.
«Ridley vi ha permesso di prendervi la vostra rivincita su Etrom! Il vostro patto è estinto! Non avete più motivo di possederla!»
«Ridley mi ha chiesto di accompagnarla in quest'ultimo viaggio… e il prezzo era la sua anima. Addio» disse la nave, l'energia che circondava Ridley prese la forma umana del capitano e sembrò come strapparsi da un contatto col corpo fisico. Le spoglie di Ridley caddero a terra come un burattino cui erano stati tagliati i fili.
«Merda… »
In quel momento Noah si rialzò con le spalle curve da bestia ferita. I suoi occhi erano spariti e si reggeva a malapena in piedi… come se il suo spirito si fosse spinto oltre il corpo.
«Ferma Northern Star» parlò con una voce priva di espressione. «Se vi porterete via Ridley sarò costretto a uccidere anche voi.»
«Noah che diamine…» provò Coral ma Noah lo interruppe.
«Andiamo Coral. Se ho imparato a conoscerti, anche tu hai un ultimo asso nella manica. Dimostriamo a questa nave spocchiosa che insieme riusciremo a cavarcela.»
Il Demone tolse il mantello che venne istantaneamente risucchiato nel vortice in fondo al tunnel.
«Bene Noah. Diamoci da fare.»
«Sciocchi! Morirete anche voi!» sentenziò la nave, ma ormai i due erano decisi.
«Chissà se usando tutto il mio potere sparirò del tutto…» sibilò Coral riflettendo fra sé e sé…
«E va bene Eliel! Vediamo se resisterai anche a questo!» gridò Coral; alzò davanti a se il bastone con entrambe le mani e colpì le assi del ponte della nave. Inspiegabilmente, la sfera si ruppe in mille pezzi come se fosse stata di cristallo.
«Ora!» gridò il demone. E Noah partì alla carica.


I primi due colpi andarono a segno. Astea ricevette al ventre una manata di Dante mentre il drago venne ferito profondamente sul torace con un taglio che andava dalla spalla destra fino all'anca sinistra.
I due indietreggiarono affaticati. Astea tossì uno spruzzo di sangue mentre il marchio di Enid ormai indebolito procedeva a rigenerare quella terribile ferita. Il mantello di Dante invece scivolò via ormai strappato e tagliato in più punti; poi il Drago strappò via la giacca ormai ridotta a brandelli rimanendo con la sola camicia a sbuffi macchiata di sangue.
I due fissarono il pavimento come per raccogliere le forze, dopodiché si guardarono nuovamente negli occhi. E Dante vide il ruggito di Sagrath e l'urlo di Galder.
Un istante di profondo silenzio poi di nuovo l'uno contro l'altro. Nella foga dello scontro gli assalti divennero sempre più potenti e le difese sempre meno precise, perché la fatica e il dolore iniziavano ad annebbiare le menti dei due combattenti. Dopo qualche minuto erano di nuovo a terra.
Dante aveva le gambe ferite profondamente all'altezza delle cosce e graffi su tutto il corpo. Astea era stato colpito stavolta a una spalla e non riusciva più a usare l'intero braccio.
«Non male Ingram… non male…»
Astea respirava a fatica. Il colpo al ventre si faceva ancora sentire.
«Anche lei Reznor… crede che riuscirà ancora a conseguire i propri intenti in quello stato?»
Dante sorrise divertito: «Cosa vi turba Fante… vi preoccupate per me?»
«Forse… è la prima volta che affronto qualcuno come voi… e non vorrei che perdeste le motivazioni prima dello scontro finale. Sarebbe un peccato chiudere la battaglia in questo modo.»
Gli occhi di Dante avvamparono: «Non abbiate timore Ingram, » disse rialzandosi «nulla è ancora perduto… eppure… tutto lo sarà dopo questo ultimo assalto. Siete pronto a incontrare finalmente la Morte dopo tanto tempo?» così dicendo le ali fuoriuscirono dalla sua schiena per facilitarlo nei movimenti.
«Per secoli ho desiderato incontrare la Morte… venuta a portarmi via… ma questa volta… non sarà quello il mio obbiettivo.»
Astea sorrise e altro sangue gli uscì dalla bocca. Si rialzò in piedi appoggiandosi all'alabarda mentre il braccio sinistro ricadeva fermo sul corpo. Dante riconquistò faticosamente la posizione eretta. Poi una maceria dal foro al centro del santuario cadde per un centinaio di interminabili metri fino a toccare terra. Quello fu il segnale. Dante con un urlo roco e basso, Astea con un grido alto e rotto, entrambi corsero l'uno verso l'altro. Astea trascinando l'alabarda dietro di sé, Dante con le mani protese indietro parallele alle ali come due scie sfavillanti di energia.
L'impatto rischiarò a giorno l'intera Leto.


La sfera del bastone di Coral si ruppe in mille pezzi liberando tutta l'energia che vi era contenuta, che prese forma in una fiammata gigantesca di energia rossastra. Coral protese le mani verso di essa e con una ampia rotazione delle mani sembrò convogliarla in quel movimento. Le braccia del demone iniziarono a diventare intermittenti mentre il ragazzo concentrava tutte le sue energie per controllare tutto quel potere. Quando quella vampata rispose al movimento di Coral, il demone la scaraventò contro Vir Eliel in un ultimo attacco disperato. Quel fiume di energia prese la forma di un gigantesco uccello di fuoco mentre, superando Noah in velocità, colpiva Vir Eliel.
Il Maestro lasciò una sola mano a combattere lo scheletro e utilizzò l'altra per fermare quella fenice di fiamme. L'impatto fu terrificante. Dalla sua bocca uscì un fumo nerastro mentre il suo intero corpo bruciava di quel potere immenso. Ma non era abbastanza, il volto del Primo Drago Occulto ormai trasfigurato in una smorfia di fatica rimase in piedi, mentre il braccio che aveva fermato quel potere ricadeva carbonizzato lungo il corpo. Ma dietro le ultime fiamme di quell'incantesimo apparve la figura di Noah. La prima katana sfavillò lucente mentre veniva bloccata dalla stessa mano che si opponeva al potere dello scheletro gigantesco. La seconda katana piombò dall'alto verso il basso sul Maestro, ma Eliel trovò ancora la forza di fermarla con il braccio ridotto a poco più di un mucchio di ossa sorrette ancora dal suo potere.
Un ghigno distorto squarciò il volto di Eliel: « Stupide creature! Nemmeno la Morte potrà strapparmi a questo mondo! Cadrete voi nell'aldilà e io fuggirò via di qui vincitore! Non avete più armi Signori!» gridò con una voce trasfigurata dallo sforzo in un sovrapporsi di echi mostruosi; ma Noah non aveva ancora finito. Lasciò andare la prima katana, portò la mano sul petto e, in un grido disumano, prese a estrarre, come dal proprio corpo, la spada di Brynard che ridivenne arma abbandonando la sua forma di armatura giusto in tempo per l'ultimo fendente del comandante della truppa d'assalto della Northern Star. L'arma sfavillò in quell'oscurità rischiarata da mille meraviglie raggiungendo alla gola la creatura più potente di Aman.


L'ultimo scontro fra Dante e Vir Eliel generò un'esplosione mai vista, capace di generare quell'onda anomala che di lì a poco avrebbe investito il vascello fantasma di Etrom e la Northern Star. Nello scontro delle due energie la mano di Eliel venne scaraventata via dal pugno chiuso di Dante, capace di comprimere ulteriormente quei poteri in un attacco ancora più letale. Vir Eliel venne colpito all'altezza del ventre, poi tutto divenne oscuro per entrambi.


Vir Eliel indietreggiò boccheggiante, mentre uno spruzzo di sangue usciva dalla sua gola e veniva subito risucchiato dal gorgo. La tunica venne definitivamente strappata via lasciandolo vestito di una toga nera completamente madida di sangue. Coral aveva visto giusto. La vecchia ferita di Vir Eliel, più profonda di quella inferta dalla katana di Noah, sembrava averlo indebolito ancor di più.
Lo scheletro finalmente ebbe la meglio e iniziò a serrarlo fra le sue mani enormi. Uno schermo circolare si generò attorno al maestro, ma lo scheletro iniziò presto ad avere la meglio mentre le sue fauci enormi si spalancavano in un ruggito di pura furia.
«Lasciatemi! Lasciatemi! Il fato di questa terra non può compiersi senza di me! Morirete comunque tutti! Tutti!» gridò Vir Eliel mentre la creatura evocata dalla Northern Star riusciva finalmente a sollevarlo.
Noah cadde a terra svenuto e le due katane vennero risucchiate dal vortice. La Northern Star guardò la scena e si ritrovò piantati addosso gli occhi di Coral. Il demone, ormai quasi invisibile, la guardava torvo.
«Sciocchi» disse la nave. «Ridley non verrà con me… ma Noah è ormai morto… sarà lui a seguirmi.»
Vir Eliel gridò ancora con tutto il fiato che aveva in corpo e, con un ultimo disperato tentativo, fece scattare all'indietro le mani polverizzando le braccia dello scheletro generato dalla Convocazione della Northern Star. Milioni di anime ridivennero scie luminose e vennero risucchiate nel gorgo. Lo scheletro rispose con un boato ancora più grande e si lanciò con tutto il corpo verso Eliel nel tentativo di portarlo con sé nell'aldilà.
L'immagine eterea di Ridley si divise in due lampi di luce. Una parte finì nello scheletro illuminandolo di una nuova energia, l'altra colpì in pieno il corpo di Ridley che sussultò convulsamente.
Le ferite, i colpi ricevuti e gli incantesimi finalmente fiaccarono la resistenza del Maestro di Aman. I suoi occhi rossi si guardarono attorno smarriti mentre la mole immensa della Convocazione si abbatteva verso di lui senza lasciare altre alternative che la morte.
Finalmente la foga e l'adrenalina dello scontro abbandonarono i suoi occhi e, in un istante di lucidità, il Maestro chinò il capo, sconfitto.
Cadde all'indietro, riverso a galleggiare in quell'oscurità impalpabile. Poco dopo lo scheletro lo centrò in pieno trascinandolo nel gorgo.
Coral si ritrovò improvvisamente di fronte alla realtà dei fatti: una nave che non sapeva comandare, mossa da chissà quali energie, era diretta all'imboccatura del regno dell'aldilà e lui, senza capitano né equipaggio, non aveva la benché minima idea di come uscire da quella situazione.
Si mise a sedere stremato… e guardò senza poter fare nulla quel gorgo che li stava per inghiottire tutti. La luce in fondo al tunnel.


In quell'ultimo attacco i due combattenti al Santuario di Leto si giocarono il tutto per tutto. Nello slancio della carica, Dante portò davanti a sé le braccia unendole per i polsi e Astea sollevò l'alabarda per poi farla ricadere verso il basso in un fendente definitivo.
Fu allora, in quelle frazioni di secondo precedenti all'impatto, che Dante capì che non sarebbe riuscito a contrastare il colpo di Astea.
Fu come se il tempo attorno a lui rallentasse, le forze gli vennero improvvisamente meno e l'energia che ondeggiava impazzita fra le sue mani si dissolse quasi del tutto. Vir Eliel era stato sconfitto, e lui perdeva i poteri. Era veramente solo il frutto della sua tecnica… in quel momento non provò altro che una delusione immensa per non essere riuscito a conseguire il suo proposito.
Il messaggero lo colpì in pieno torace scaricandogli addosso una colonna di energia terrificante in cui i poteri di Galder e Sagrath ribollivano e si rimestavano di continuo. Astea, atterrò con l'alabarda alta in cielo, mentre Dante si elevava consumato da quella gigantesca esplosione.
«Dante!» gridò Manoa sconvolta mentre Wein riusciva a malapena a rimettersi seduto. Etrom si rialzò in piedi appoggiandosi alla sua falce. Qualche istante dopo, il corpo di Dante ricadde a terra con uno schianto. Astea si alzò in piedi ansante. Iniziò a respirare profondamente… e poco a poco quel turbine di energie che lo circondavano iniziò a diminuire finché non si dissolse nel nulla.
«Bel colpo… Ingram di Shaen…» sussurrò Dante rialzandosi lentamente in piedi… l'immagine del Drago Occulto sembrava sfasata. Come se fossero più immagini sovrapposte e prive di una consistenza fisica vera e propria.
«Bel colpo…» continuò a sussurrare… ormai con un filo di voce. I suoi occhiali erano rotti, i suoi occhi erano opachi ma ancora lucidi… nonostante fosse ormai alla mercé del proprio avversario, si mosse lentamente verso l'Artemide.
Arrancò faticosamente verso l'arma divina di fronte allo sguardo vigile di Astea.
La mano esile del Sovrano dei Draghi Occulti arrivò quasi a sfiorare l'arma e Astea alzò l'alabarda per dargli il colpo di grazia, ma la voce di Wein lo fermò.
«Aspetta Astea… forse adesso… ho capito tutto…» disse con un filo di voce.
Dante mise finalmente le mani su quell'arma terrificante e tutto il santuario iniziò a emettere lamenti sommessi.
«Avete capito Sovrano Fantasma? E che cosa avete capito?» sussurrò Dante mentre Manoa accorreva a sorreggerlo.
«Ho capito… cosa intendevate… quando dicevate di voler porre fine a tutto.»

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