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Se cera un momento in cui bisognava solo aspettare
che la burrasca passasse
beh quello era il momento.
Astea
non sembrava se stesso.
Una strana aria sottile e tesa traspirava dalla sua figura curva.
Lelfa era sicura di aver conosciuto abbastanza feccia da non spaventarsi
più per così poco
ma in qualche modo era tremendamente
a disagio.
Cercò di rilassarsi ma era più difficile di quanto non credesse.
Ci volle unora
prima che quella strana atmosfera di attenuasse.
Coral apparve in una via semi deserta, di fronte a lui delle colline lontane
e dietro, lorizzonte e una foresta.
Attese un bel po, poi decise di agire.
Rivolse il palmo della mano destra verso lalto e fece apparire un
pugnale.
Sussurrò qualche parola e dal pugnale comparvero quattro demoni.
Erano del tipo più debole, demoni di basso livello dalle fattezze
orrende e dalla consistenza eterea.
Le quattro creature esitarono di fronte alla sua presenza. Poi attaccarono,
mosse dalla sua stessa volontà.
Wein e Teiris avevano ripreso linseguimento alle prime ore dellalba.
Fu circa verso mezzogiorno che il ragazzo dalle orecchie a punta percepì
qualcosa.
Le sue orecchie allungate scattarono e sfarfallarono un po, poi
il ragazzo si voltò verso Teiris.
«Teiris! Un combattimento! »
«Forse è lui! Da che parte?»
I due si lanciarono verso i suoni che per ora sentiva solo Wein.
Quando arrivarono sulla scena del combattimento videro un ragazzo giovane
che da solo combatteva contro quattro demoni inferiori.
Le creature apparivano e sparivano nel nulla, mentre il ragazzo cercava
di difendersi come poteva lanciando timidi incantesimi.
«Tsk! Non è Astea! » fece Teiris schioccando le dita
sconsolata «però non possiamo lasciare quel tipo a morire
»
«Ehm... Teiris
ma lo sai che quei cosi sono demoni? Meglio
evitare coinvolgimenti
»
La ragazza si voltò come se il suo cavaliere e protettore avesse
detto qualcosa fuori posto.
Wein afferrò il concetto allistante e si affrettò
a correggere le parole con uno smagliante sorriso.
«Scherzavo scherzavo! Aiutiamolo!!»
«Si!!»
La ragazza si voltò verso lo scontro, Wein dallaltra parte
invece digrignò i denti in un sorriso forzato mentre faceva scorrere
la sua enorme balestra dalla schiena alla spalla seguendo una guida di
legno che aveva legata sotto il vestito.
«Tieni duro amico! Arriviamo!» urlò Teiris scagliandosi
contro uno dei demoni.
«Sadaled Daramala!!» gridò mentre dalle sue
mani numerosi strali di ghiaccio si materializzavano per andare a colpire
la creatura.
Vicino alla sua testa saettarono tre quadrelli che colpirono i rimanenti
tre demoni dissolvendoli nel nulla, uno proprio mentre stava per colpire
il ragazzo.
Teiris si voltò sbigottita fissando Wein, quelli non erano attacchi
comuni se avevano dissolto tre demoni
da parte sua il ragazzo salutava
felice e compiaciuto.
«Visto che bravo?!»
Lei rispose con un gesto di vittoria dopodiché si avvicinò
al ragazzo che avevano salvato.
Era giovane, capelli corvini dai riflessi viola e mantello nero con delle
lunghe maniche che gli nascondevano le braccia e le mani, nellultimo
scontro era scivolato a terra e adesso si massaggiava la testa...
«Tutto bene piccolo??» gli disse la ragazza.
«P
pic
ehm... si
» rispose il ragazzo con
voce grata girandosi. Indossava degli occhiali da studente ed aveva una
faccia un po' imbranata.
«Oh! Ma sei più grande di quanto immaginassi!» constatò
mettendosi una mano davanti alla bocca
«E sei pure carino!»
aggiunse quasi sottovoce.
«C
cosa?»
«Niente niente!! Alzati! » Gli porse la mano.
Coral, Demone Maggiore unico sottoposto di Enid la Tessitrice d'Inganni,
si alzò in piedi.
«Grazie dellaiuto
dovete scusarmi è tutta colpa
di quel pugnale
» provò a dire indicando unarma
dallelsa intarsiata che era a terra.
«Un pugnale maledetto?» domandò la ragazza fissando
il pugnale.
«Immagino di si
» Coral si spolverò i vestiti
ma ricadde a terra sbilanciato da una scossa di terremoto.
Teiris si abbassò per non perdere lequilibrio e sfoderò
la sua chiave doro.
Il pugnale aveva ripreso a brillare.
«Che diavolo
»
Dalla lama si materializzò stavolta qualcosa di diverso, era un
demone più grande degli altri, più tangibile e orrendo e
brandiva un'enorme ascia spuntata.
Teiris indietreggiò richiamando a sé i suoi poteri ma il
demone fu molto più veloce.
Coral si tuffò su di lei salvandola.
Il demone tornò alla carica, i due erano a terra, non avrebbero
fatto in tempo a spostarsi.
Teiris chiuse gli occhi. Coral li aprì, i suoi occhialetti baluginarono
sinistri.
La creatura caricò con velocità e potenza facendo tremare
il terreno, ma Wein comparve davanti ai due e posò agilmente una
mano sull'impugnatura dell'ascia. Non era apparso dal nulla
era
semplicemente arrivato, in una frazione di secondo.
Accompagnò il movimento dellattacco del demone con incredibile
armonia, come in un balletto e la creatura venne mandata fuori bersaglio.
Di seguito decine di quadrelli della balestra colpirono la creatura. Il
demone svanì nel nulla in un rantolo sommesso.
Il tutto successe in pochi insignificanti istanti
«Incredibile! Come hai fatto!?» esclamò Coral alzando
la testa
poi vide che era sdraiato sopra Teiris.
«Ehm
pardon
» disse mettendosi a sedere
«Figurati
mi hai salvato la vita
» rispose lei
arrossendo
Wein si voltò verso i due fissò a lungo Coral i suoi occhialetti
e gli occhi quasi chiusi, poi esclamò: «
beh
un altro cieco?»
«Ma andiamo Wein come fai a dire che è cieco non vedi che
occhi che ha??»
Disse Teiris tirando la faccia di Coral per intravedere gli occhi.
«Vedi? Si spostano seguendo il dito
»
Passava un dito davanti a Coral che lo seguiva con lo sguardo
«Ehm
infatti perché dovrei essere cieco???»
«Ah boh
forse perché va in giro con gli occhi chiusi
e un paio di occhiali da vista??»
«E così sei uno storico eh?» constatò Wein continuando
a fissare alternativamente Coral e Teiris.
«Si
vedi, prendo qua gli appunti dei miei viaggi
quel
pugnale sembrava ricollegarsi a una storia di tanti anni fa ma per poco
non distruggeva me e il mio lavoro di una vita
» Coral sfoderò
un pesante librone nero da una delle sue maniche.
«Posso vederlo??» chiese Teiris.
«Ehm
certo
»
«Wow che calligrafia! E che schizzi! Sei veramente bravo...»
Mentre Teiris continuava a sfogliare il libro con occhioni spalancati,
Wein si allungò per sbirciare allinterno
fece una faccia
da beh non cè male, le orecchie si mossero leggermente.
«Chissà se i contenuti sono degni della forma
»
concluse dopo un po.
«Ehm spero di si
anche se chi può dire cosa sia giusto
e cosa sia sbagliato?»
«Eh già
parole sante
» continuò Teiris
Il somaro e Wein si guardarono.
«Beh? Non stavi cercando quel tizio? Riprendiamo il cammino!»
«Giusto! » ricordò Teiris.
«Dove state andando?» domandò Coral.
«Seguiamo un mio amico di nome Astea
»
«Astea? Il grande Astea Ingram di Shaen? Uno dei due Ingram di Shaen??
Devo incontrarlo! Quelluomo è un pezzo di storia!! Sicuri
che sia ancora vivo? Dovrebbe avere più o meno trecento anni adesso!»
commentò entusiasta fissando prima Teiris poi Wein.
La ragazza si grattò la testa
«ma va la trecento anni!
E' un ragazzo poco più grande di te! Beh messa in questi termini
sembreresti uno di quei seguaci appiccicosi
ma daltra parte
anche io lho accalappiato per la sua fama di combattente
»
«Quindi? Lo mandiamo via??» concluse Wein
«Ma no
portiamolo con noi! E poi non vorrei che venisse di
nuovo attaccato
»
«Oh sei così gentile Teiris
»
«Ehi ci sono anche io
»
«Ah certo certo
grazie anche a te Wein Swishflafe...»
Wein si allontanò scrollando nervosamente le spalle mentre Teiris
sembrava non capire come mai il cognome le suonasse diverso dallultima
volta
Ripresero la via.
Davanti Teiris e Coral, dietro Wein e il somaro che li guardavano in cagnesco.
«Ehi
ehi
Manoa??»
«Manoa??»
Lelfa si svegliò di nuovo col faccione di Astea davanti.
Ebbe prima limpulso di fuggire ma vide subito che la faccia di Astea
era rassicurante
«Ehm
si?»
«Ti sei ubriacata
e poi hai dormito
»
«Uhm
scusa non me ne ero accorta
»
Alla fine sera addormentata davvero
che imbarazzo.
«Non credi sia il caso di dirmi perché mi cercavi e mi hai
salvato adesso?? »
«Ecco Astea
noi abbiamo bisogno di te, la situazione è
instabile, i demoni stanno tramando qualcosa di grosso e tu sei fra i
pochi che possano combattere alla pari contro di loro.»
«Tu non sei un drago vero?» chiese il ragazzo.
«No
sono unelfa
»
«Già
lavevo avvertito, non puoi sapere. Probabilmente
nessuno lo sa tranne qualche drago veramente in alto
»
«Cosa ci sarebbe da sapere??»
«La mia storia.»
I due stettero a fissarsi per molto
anche se fissare
per Astea forse non era il termine più indicato... il suo volto
era serio, gli occhi fissi su un punto imprecisato. Quasi addolorati.
«Cosa ti hanno fatto i draghi?»
«Non ho intenzione di raccontare la mia storia.»
«Non sei intenzionato a essere dei nostri? E poi non ti ho ancora
detto per chi lavoro
»
«Draghi, demoni, esseri umani
li odio tutti.» sussurrò
Astea «che tu lavori per draghi di ogni specie, demoni o umani,
non ha importanza. Nulla ha importanza, ti basti sapere che non ho interessi
a rimanere su questa terra né tanto meno ad aiutarla.»
Manoa si tirò su da sdraiata e si mise in ginocchio davanti a lui.
Una fitta di mal di testa la fece un po ondeggiare
poi gli
si avvicinò e gli diede un bacio sulla guancia.
«Scusa per prima
forse
forse sono stata brusca
magari non avevi intenzione di fare
quello che abbiamo fatto
»
«Ehm non parliamo più di quella storia ok?? » La faccia
di Astea era ritornata idiota e con la bavetta
«Ehm
» Manoa diede qualche colpetto di tosse voltandosi.
Lorecchino a forma di croce scintillò.
«Cosa erano quelle catene e corde di prima? Anche quando le ho tolte
si sono riformate magicamente
»
«Ehm
»
«Ho capito
non ne vuoi parlare vero?»
«Hanno due funzioni principali
e una è quella di rendermi
pressoché immortale.»
Manoa si bloccò.
«Cosa?»
«Mi hai sentito.»
«Co
comè possibile essere immortali
tu sembri
umano
ti ferisci come gli umani
»
«Non cè modo in cui io possa essere ucciso da creature
mortali
» replicò lui.
«Ci provo da anni a farmi giustiziare ma non cè stato
verso credimi
» sorrideva amaramente. «Ho provocato potenti
maghi, sfidato a duello grandi guerrieri
sovrani leggendari di sperduti
regni del nord, ma non cè stato nulla da fare
in definitiva
sentire il terrore serpeggiare fra i paesani di un villaggio di bigotti
forse è il passatempo più divertente
i loro sospiri
quando per qualche strano motivo NON muoio
»
«Che strano
certo
sei cieco
ma insomma... si vive
tranquillamente anche così... non riesco a vedere come un ragazzo
giovane come te possa desiderare la morte
»
«Giovane? E chi ti ha detto che sono giovane
»
Manoa continuò a fissarlo. Attentamente.
«Non dimostri di più di una ventina danni
venticinque
a essere larghi di manica
»
«Non ci sei nemmeno vicina
» Astea si alzò e fece
per andarsene. «Anche se il mio corpo smise di invecchiare a quell'età.»
«Bene
se non hai altro da dirmi io andrei... non sono fatto
per stare con la gente
» prima o poi avrei rovinato anche quellaltra
ragazza
Manoa provò a trattenerlo ma si guardò bene dal toccarlo
di nuovo. Lui riprese a parlare.
«Scusa per la mia reazione di prima
ma sai
i draghi
non li posso sopportare
davvero.»
«Scusa tu
non sapevo nulla di te
mi sono illusa di averti
salvato la vita
ti ho trattato in maniera brusca
insomma
»
«Fa niente! Non cè modo in cui le cose possano andare
peggio, così ormai non mi lagno più delle cose della vita...
piuttosto dì ai tuoi capi che non provino più a mandarmi
loro messaggeri. La prossima volta che lo faranno li ucciderò senza
nemmeno aspettare che mi dicano il loro nome.»
Manoa deglutì.
«Addio Manoa Veda d'Uryll.»
Lelfa rimase ammutolita.
Non si sarebbe aspettata qualcosa del genere
calma, demenza
rabbia, di nuovo calma
sembrava veramente comportarsi come qualcuno
che aveva perso tutt-
Centrò in pieno il primo albero.
La ragazza si grattò nervosamente la testa
«Sicuro di non volere una mano almeno fino alluscita dalla
foresta?»
«Ehm
» Astea si strinse nelle spalle.
Nella camera di Ridley era stato portato un tavolino rotondo con due sedie.
Al centro un mazzo di fiori recuperato chissà dove in mezzo ai
Mari del Nord e due candele.
La tavola era imbandita di prelibatezze.
«Beh è un bel po che sei al mio servizio
che
ne dici di spiccicare due parole sul tuo vero passato? Niente aneddoti,
voglio la tua vera storia.»
«Oh
ma è una storia vecchia di secoli!!! Devo proprio??
» supplicò Noah.
Ridley sorrise.
«Ricordi? Non mi sono fatta loceano con la mia Northern Star
in mezzo agli iceberg per trovare un tizio poco loquace
mi avevi
promesso che dopo un anno mi avresti raccontato tutto
»
Il ragazzo sbuffò, ciccò una sigaretta e prese il vino da
aperitivo
«Prima mangiamo
»
A tavola aveva delle maniere veramente regali
Dopo un paio dore, finito di mangiare, Noah fece girare la sedia
e si sedette al contrario, appoggiandosi con le braccia sullo schienale
«È passato un annetto da quando mi hai trovato vero??»
Commentò accendendosi una sigaretta.
«Già
proprio oggi è il nostro anniversario
»
sorrise il capitano.
«Allora
hai presente il postaccio dove mi hai trovato??»
«Si
ricordo bene... sembrava una cripta
e tu stavi dentro
un ghiacciolo blu
eravamo sul lembo di terra più a nord che
si conosca, probabilmente l'estremità meridionale di una gigantesca
isola.»
«Ecco fatto
arriva il capitano dei pirati e smonta
una storia secolare di struggimenti e dolore
ghiacciolo BLU!? Quella
era una teca di ghiaccio eterno! Roba da incantesimi potenti
non
quei trucchetti da prestigiatore che fai tu
»
Ridley gli lanciò unocchiataccia «
beh non mi
sembra che tu adesso faccia la parte di quello col passato traumatico
»
«Ormai non me ne frega più nulla
insomma
non
devo essere più re, non devo più badare alla gente, ma sei
tu che badi a me
non devo più dare ordini ma eseguirli
insomma
è una pacchia
» sorrise a trentasei denti
«Cominciamo con le rivelazioni allora??»
«Già! Mai sentito parlare del Regno di Tradnor?»
Ridley scosse il capo
«forse... ma è stato tanto tempo
fa...»
«Però, sei parecchio informata! Comunque
la cripta
dove mi hai trovato era in realtà una torre
situata al confine
più a sud del mio regno, ormai tutto avvolto dai ghiacci.
«Faceva freddo
»
«Già
anche se non vedo cosa centri con la storia
»
Noah prese una pausa, si grattò il muso per ricordare, in particolare
una piccola cicatrice che aveva sotto il mento.
Soffiò via il fumo dal naso.
«Insomma era un regno ghiacciato, dalle case basse e di pietra
il castello era una meraviglia
»
«Wow racconta racconta!»
«Alte guglie
torri che sfidavano il cielo e che svanivano
nella nebbia al mattino, luce e ombra a definire pareti diafane e superfici
smaterializzate! I tramonti sul bordo del mondo
oppure i tramonti
falsi
le giornate che duravano più e più giorni
insomma
non era proprio come vivere qua giù in basso sulla
penisola
»
Ridley sorrise cercando di immaginarsi un regno del genere...
«Beh ho fatto il re finché non siamo stati attaccati da unorda
di demoni... i miei soldati erano preparati ma contro i demoni cera
poco da fare
fu una guerra lampo.»
Ridley ammutolì fissandolo con occhi a palla.
«Beh? Che ti prende ora??»
«Cioè
il tuo regno viene attaccato da unorda
di demoni e tu lo dici così
come nulla fosse??»
«E come dovrei dirlo?»
«NON LO SO! DIMOSTRA CHE TE NE FREGAVA QUALCOSA!!»
Sbottò Rid.
«Ma non è così! Ero stanco di fare il re!!»
«E li hai abbandonati??»
«NON LI HO ABBANDONATI DOVEVO COMUNQUE PROTEGGERE IL MIO DUE
PALLE DI POPOLO!!»La voce di Noah fece svolazzare le fiammelle
delle candele ormai ridotte a dei moccoli, mentre Ridley si aggrappava
al tavolo
«Insomma
ecco spiegato come mai sei così contento di
prendere ordini da me
a ogni modo
che demoni erano??»
«Non so che demoni erano, mica sono un mago!!
«Ma come! Ti hanno attaccato in massa! Saranno stati sicuramente
guidati da qualcuno che ne so!!»
«E aspetta, ora ci arrivo
allora
ah
ecco! Alla
fine sono dovuto scendere in campo a farli fuori io perché esercito
e generali erano tutti incapaci
e ne ho fatti fuori un bel po
così che alla fine è arrivato tipo il loro capo
»
«Ecco questa è la parte che voglio sentire meglio
avanti
racconta racconta!!» esortò Ridley sistemandosi sul letto
agitata.
Noah si grattò di nuovo la testa
«ho limpressione
che quando inizio a raccontare storie tu regredisca allo stato fetale
»
Ridley si raggomitolò nelle coperte e lo guardò storto.
«Continua ufficiale!» comandò.
Noah mandò giù un malloppo in gola.
«Era un tizio abbastanza grosso
piantato, capelli bianchi
corti dai riflessi azzurri, spallacci e avambracci... a ogni modo anche
se sembrava umano era chiaramente un travestimento del cavolo perché
era vestito troppo leggero per andarsene in giro per il mio regno... insomma...
col freddo che faceva
era un demone
»
Ridley tossicchiò incerta se essere divertita o atterrita dal racconto.
«E ti ha detto come si chiamava??»
«Boh
non ricordo esattamente
ricordo qualcosa con che
aveva a che fare con ghiaccio
"nevischio"...
"brina"
»
«Brynard il Signore dei Ghiacci! Il Demone Sovrano della Guerra!!»
«Si proprio lui!» constatò Noah sorridendo e battendo
il pugno sulla mano aperta.
erano passate lunghi minuti...
«Capitano? Che ti prende?? È parecchio tempo che stai lì
immobile senza dire una parola
e poi non stai dormendo
sei
con gli occhi aperti ridotti a un puntino e respiri a bocca aperta
»
Noah cercava di scuotere Ridley.
«TI SEI SCONTRATO CON BRYNARD E SEI ANCORA QUI PER RACCONTARLO??»
«Beh certo! Di chi ti credi che è questa spada? Dell'uomo
delle nevi??» Fece vedere a Ridley laltra spada che non sguainava
mai, quella classica non la katana.
«Vuoi dire che quella è di Brynard ??»
«Beh non è proprio quella che usa lui
però si
è sua
»
«Come diavo-»
«Zitta fammi raccontare toh!» Così dicendo passò
a Ridley degli alcolici per farla riprendere
«Allora
praticamente lho sfidato a duello per decidere
le sorti del mio regno senza altri spargimenti di sangue
solo che
ha vinto lui e il regno è stato distrutto.»
A Rid cascò la mascella.
«Cos
ma
il regno
ehm
. e
ha vinto lui
e tu sei vivo?»
«Beh si
alla fine del duello si era infervorato
ha detto
che non aveva mai incontrato un umano con riflessi e forza come li avevo
io. Ha detto che ero un mostro
»
«Ehm
e
e allora?»
«E allora mi ha proposto di diventare suo sottoposto
»
«COSA? SEI UN DEMONE??»
«NO CHE NON LO SONO! GLI HO DETTO CHE SI POTEVA ATTACCARE!!»
Nel dirlo Noah fece il gesto dellombrello con impeto teatrale
«E allora?» incalzò Rid mentre cercava d'issarsi sul
letto dal quale era caduta tirando le coperte
«E allora mi ha detto comunque che adesso lui doveva distruggere
tutto
mi ha regalato una spada forgiata da lui come ricordo del
combattimento e poi mi ha messo nella teca dicendo che prima o poi ci
saremmo rincontrati
»
Ridley era svenuta
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