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Una timida melodia di violino risuonava quella sera sulla
nave. Dante era di vedetta in cima allalbero maestro.
«Davvero hai vissuto tutte queste cose??» Domandò entusiasta
Teiris
«Ehm
beh si
credo sia il mio mestiere
» rispose
Coral un po imbarazzato
«Secondo me sono tutte balle
» apostrofò da lontano
Wein, era sdraiato con una paglia fra i denti, le braccia incrociate dietro
la testa. Stavano facendo una pausa
e quei due ancora non avevano
smesso di chiacchierare
«Ehi amico? Tu che la conosci bene
in che cosa ho sbagliato
con lei?»
domandò il ragazzo dalle orecchie a punta al somaro.
Lanimale lo guardò e sospirò.
«Esattamente cosa conosci di Astea tu che sei uno storico?»
domandò dun tratto Teiris.
«Ecco
non so nulla di Astea
il suo nome è famoso
ma in pratica non esistono notizie realmente fondate su di lui
anzi
ti dirò di più
avevo anche iniziato a dubitare che
questo personaggio esistesse davvero
»
«Si, ma qualcosa saprai
»
«Beh si
gli Ingram di Shaen erano due
probabilmente
un uomo e una donna
»
Teiris aguzzò lo sguardo
«Già
erano in due ma credo fossero fratello e sorella
si
dice che abbiano compiuto grandi imprese insieme
» proseguì
« tutto però circondato da leggenda, come la leggenda della
Collina d'Acciaio... o il massacro di Samirien e qualcos'altro di più
piccolo... altro non saprei... comunque tutti avvenimenti risalenti a
circa trecento anni fa...»
«Veramente strano vero? Li conoscono tutti ma nessuno sa qualcosa
di loro
solo qualche leggenda
per di più così
antica...»
Wein si alzò in piedi.
«Riprendiamo il viaggio?»
«Ehm
beh si
andiamo
» disse Coral tirandosi
in piedi.
Teiris fece per alzarsi ma si fermò a riflettere
«E
tu Wein? Non ne sai nulla di Astea?? Sembri pieno di risorse
»
Wein scrollò le spalle.
«Mai sentito.»
«Bene gentaglia io non piaccio a voi e voi non piacete a me ma ogni
tanto dovrò pure parlarvi no? Merda, vomiterei loceano se
potessi evitarlo!»
«Andiamo buffone! Sei la nostra mascotte!!» gridò qualcuno
dalle retrovie.
«SEEEEEEEEEE!! » risposero gli altri in coro.
«Ti ho sentito Tull! Brutta sgualdrina ubriacona che non sei altro!»
«BWHAHAHAHAHAHAH!!» rispose di nuovo in coro lequipaggio.
Ridley ridacchiava cercando di mantenere un po' di contegno.
«Ah, mi fate schifo! Puzzate così tanto dalcool che
non posso più fumare quando ci siete voi in giro! Ubriachi come
siete sicuramente non avrete visto il nuovo arrivato vero??»
Altre risate e rumore di boccali
«sii labbiamo visto
Noah! Ma è un uomo o una donna!??»
«BWHAHAHAHAHAH!!» Altre grasse risate
Ridley ebbe un tic al sopracciglio. Anche Dante ebbe un tic al sopracciglio
destro
appollaiato di vedetta in cima allalbero.
«Non lo so e non lo voglio sapere!!» rispose Noah suscitando
un altro coro di schiamazzi...
Dante mosse lentamente il capo scrocchiando il collo
«Ma ora è uno dei nostri!» proseguì Noah «vedete?
È quel corvaccio che sta strimpellando quel mandolino lassù!»
Lequipaggio tirò il naso allinsù e qualcuno
andò lungo disteso
ce ne fu addirittura uno che cadde in
mare
«NON E UN MANDOLINO E IO SONO UN DRAGO MASCHIO!!»
gridò Dante dallalto.
«Certo certo! Avanti suonaci qualcosa zietta!!!» gridò
uno che prese ad arrampicarsi sullalbero per andare a dare il benvenuto..
«Che feccia nauseabonda
non credevo che Ridley si circondasse
di gente del genere
» mormorò Dante mentre metteva via
il violino
poi qualcosa sui suoi occhiali tondi scintillò.
«Una nave! È un vascello di Ithos!!» gridò dallalto.
Poi, in una manciata di secondi, quello che riuscì a vedere da
lì ebbe dellincredibile.
Quella sudicia massa di ubriaconi volgari e disgustosi si trasformò
in un equipaggio affiatato e competente.
Ridley fece apparire magicamente in mano un cannocchiale e dopo aver sbirciato
un po prese fiato e gridò.
«Barra a dritta! Spiegare le vele, Shepard, al timone. Noah, guiderai
larrembaggio. Tutti gli altri ai posti di combattimento!»
Sembravano uno stormo di uccelli in volo sincronizzato, in pochi istanti
il ponte si svuotò di bottiglie, barili e gente ubriaca, tutti
erano lucidi e pronti, le vele si gonfiarono raccogliendo la brezza serale,
Shepard al timone con una manovra spericolata virò di novanta gradi,
Ridley richiamò i suoi poteri e scatenò contro le vele una
folata di vento che fece ondeggiare Dante con tutto lalbero.
«Noah! Stregoni?» domandò la donna.
Il ragazzo aguzzò la vista
dove Ridley era arrivata col cannocchiale
lui arrivava senza aiuti
«Sembra di no
sembra anche abbastanza vuota!»
Dante guardò in basso e poi verso la nave
come diavolo faceva
Noah a vedere fin laggiù??
Mise mano al cannocchiale
dopo qualche istante Ridley lanciò
in aria un globo di luce, la nave era ridotta a un rudere
due alberi
erano spezzati
un tempo doveva essere stata una grande nave
le vele erano strappate e non sembrava esserci nessuno a bordo
«Sembra deserta!» gridò.
Un brusio prese a serpeggiare fra i membri dellequipaggio
che rimasero comunque concentrati.
Shepard guardò Ridley.
«Capitano
»
«Capo
potrebbe essere la nave fantasma di cui si fa un gran
rumore da queste parti
» disse Noah grattandosi la cicatrice
sotto il mento.
La ragazza sorrise «una nave fantasma
»
passarono alcuni istanti.
«Aggiriamo lostacolo, non andremo allarrembaggio per
ora
»
La nave iniziò le manovre ma improvvisamente Dante e Noah gridarono
insieme «È sparita!!»
Ridley si voltò verso la nave ma il globo di luce venne dissolto.
Il mare prese a ribollire di strane creature, ombre e figure allungate
scorrevano poco sotto il pelo dellacqua
e una strana nebbia
si diffuse tutto a un tratto.
Le voci dellequipaggio si fecero più forti per poi cessare
del tutto.
Ridley si voltò di scatto e vide la nave fantasma riapparire dal
nulla a babordo per puntare dritta verso di lei, pronta a speronare.
«Merda!» gridò Ridley «Shepard!! A babordo!!»
« È impazzita!» sibilò Dante, «dobbiamo
virare per schivarla non andarle incontro!»
Shepard non se lo fece dire due volte e puntò verso la nave.
Nei pochi istanti di manovra in cui le due navi si avvicinarono scese
un silenzio di morte sulla Northern Star. Gli sguardi impauriti dellequipaggio
fissarono le orbite vuote della nave apparire dal nulla e svanire portando
con loro chissà quali segreti. Gli alberi rotti, nessuno al timone
eppure si muoveva
Il rumore del mare, le onde sulle due chiglie
e il lamentarsi delle
vele e del legno. Le due navi si oltrepassarono passando a non più
di qualche centimetro luna dallaltra.
Loscurità della nave fantasma sembrò indebolirsi per
un attimo
«Shepard! Barra a dritta Usai! Lascia due mani di terzaroli!»
Ma la nave fantasma dopo aver mancato la collisione riapparve di lato
alla Northern Star e, come tante dita, numerosi ponti l'afferrarono. Ancora
nessuno allinterno della nave.
«Provano larrembaggio!» gridò Ridley.
«Si ma chi!!» ribatté esasperato Noah «E come
diavolo hai fatto a schivare quella nave andandole contro??»
«Semplice! Per una nave grossa come la loro correggere la rotta
per uno speronamento non è per niente facile, tenendo conto della
velocità delle due navi ho modificato la loro rotta di collisione
con velocità doppia a quella che avrei ottenuto con una manovra
evasiva. E poi
non era questa la mossa che si sarebbero aspettati.»
«Ma chi!!»
«I fantasmi Noah!!! Ma non ci vedi??» esclamò uno dellequipaggio.
Adesso li sentiva, erano a centinaia
su quella nave.
Era sera
cera meno caldo adesso
e la foresta aveva lasciato
il passo a una serie di scoscesi crepacci.
«
ecco
attento
qua attento a dove metti i piedi
o cadrai di sotto
» continuava a dire Manoa..
«Beh tanto
anche se cado
»
«Giusto! Facciamo una prova!»
«No! Aspet-!» Manoa diede un bel calcione ad Astea che rovinò
giù nel crepaccio con un urlo soffocato dai venti che spiravano
dal basso.
Un paio dore dopo Manoa lo aveva raggiunto. Astea se ne stava seduto
a gambe conserte in fondo alla scarpata. Non un capello fuori posto
anzi
dormiva
«Astea??»
«Mmmh
si?» Il ragazzo si svegliò con un enorme
sbadiglio
«Come diavolo hai fatto a non farti nulla? Ti sarai almeno strappato
il vestito no?»
«Boh
sono cieco
non so se sono stropicciato o altro
e comunque mi hai fatto male
»
Manoa aguzzò la vista in cerca di qualche segno della caduta
«beh te lo dico io, non hai nulla
sembra che tu abbia planato
fino a qua
»
«Non sono planato
»
«Forse ti rigeneri?»
«CHI LO SA?!» Astea prese lalabarda.
«Ah la mia ALABRARDA!!»
Si era piegata ad angolo acuto nella caduta.
Toccò il manico per vedere quanto era storta
poi la raddrizzò
con le mani. Di fronte a Manoa ammutolita.
«Cosa facevi prima di diventare cieco? Il fabbro o il fenomeno da
baraccone?»
«Cercavo di sopravvivere
»
E così Enid gli aveva affidato unaltra missione. Stavolta
doveva essere più facile
per lo meno non cera di mezzo
Dante Reznor... doveva seguire Teiris Lephrea Kursh
non capiva
ancora chi fosse il tizio dalle orecchie a punta che si era presentato
come Swhishfalfe o qualcosa del genere
La ragazza era umana
ma sentiva in lei scorrere la magia a fiumi
intorno a lei cera un potenziale magico simile a una sorta di calma
prima della tempesta
come un fiume che rallenta il corso prima della
cascata
gli dava una strana sensazione. Il ragazzo invece non era
un elfo
e nemmeno un umano. Forse era un drago
la cosa che
più lo aveva stupito era il modo in cui aveva sconfitto il demone
del pugnale... aveva studiato quellespediente per farsi aiutare
e poi salvare Teiris
ma a entrambe le cose aveva pensato Wein
con poche frecce scoccate da quella balestra e alcuni movimenti aggraziati.
«Oh bello sguardo
» lo chiamò Wein, «che
ne dici di accamparsi per la notte? Più oltre cominciano le Ferite
di Sadon, una serie di crepacci e sentieri impervi
non mi
pare il caso di attraversarli di notte...»
«Uhm
beh si come volete voi Signor Swishflafe, io non sono
stanco
»
«Chiamami Wein» tagliò corto il ragazzo.
La ragazza li guardò. Dei tre il più stanco era il somaro
che non portava pesi eccessivi
«Beh credo che per il somaro i crepacci non saranno proprio una
passeggiata
meglio fermarsi qua
»
Wein prese a montare la tenda aiutato da Coral. Teiris invece era andata
a lavarsi a un ruscello poco vicino.
«Carina la ragazza vero??» iniziò Wein.
«Beh
immagino di si
» gli rispose il demone.
«Beh
non farti strane idee
lho vista prima io»
Coral guardò Wein non capendo bene a cosa si riferisse
voleva
ammazzarla e farla soffrire lui per primo? O forse portarsela a letto?
«Beh
io sono qua per Astea non per la ragazza
»
«Già... quando troveremo questo Astea
cosa intendi
fare?»
«Credo che gli farò qualche domanda per vedere se è
veramente lui
poi lo seguirò
sono personaggi come lui
che fanno la storia in questo mondo
»
«Humpf
passami quel picchetto» Coral passò a
Wein un piccolo chiodo di ferro per fissare i tiranti della tenda. «Non
credo che sarà di buon umore quando lo incontreremo
»
sussurrò fra sé e sé.
«Come??»
«Niente
parlavo da solo...»
Il silenzio era calato sulla nave con la stessa velocità di unombra
in montagna.
Poco a poco dalle nebbie sulla nave presero forma centinaia di guerrieri
scheletrici armati di tutto punto
Dante volteggiò dallalto dellalbero maestro e atterrò
sul ponte della nave come un gatto, vicino a Ridley.
«Cosa si fa capitano?» domandò sorridendo di fronte
a quello spettacolo che in qualche modo solleticava le corde del suo gusto.
«Bah
che vomito di panorama... tutti scarnificati e senza
pezzi, tutto semi distrutto
» commentò Noah a voce
alta. Dante gli lanciò una occhiata di compatimento.
«Credo che ormai siamo obbligati allo scontro
» sentenziò
la ragazza, poi alzò un braccio in direzione degli scheletri. «
Ciurma! Pronti alla battaglia!»
Un rumore di spade che si sguainavano e poi nuovamente silenzio.
«Noah
»
«Certo capo.»
«Tull, Jael, Tyron, Yugo e Rygar! Ognuno se ne prenda sette e si
disponga su ogni passerella.»
Noah prese a dare ordini con sicurezza, gli era bastata una rapida occhiata
per valutare la battaglia e iniziava a disporre i vari manipoli nei punti
più nevralgici
Lui si dispose da solo sulla passerella al centro.
«Avanti
fatevi sotto cosi dalla mascella cedevole
»
sibilò mentre la mascella di uno di quelli che aveva più
vicini scivolava via dal cranio e cadeva a terra dissolvendosi nella nebbia.
Tossicchiò.
La tensione era alle stelle quando dal timone della nave scese le scale
semidistrutte una figura più alta degli altri.
Indosso portava unarmatura con uno stemma ormai sbiadito e irriconoscibile,
una spada arrugginita dallelsa che un tempo probabilmente splendeva
di luce propria. Il tizio emanava una strana luminescenza.
«A me non li dai gli ordini Noah?» chiese Dante che era rimasto
al fianco di Ridley..
«A te no tizio col cilindro, vedo che ti sei già disposto
bene
»
Lo scheletro che sembrava il capitano della nave fantasma si fece strada
fra i suoi compari passando loro attraverso e arrivò davanti alla
passerella centrale a fronteggiare Noah.
Lex-re sguainò la katana e tenne una mano sullaltra
spada.
«Cominciamo?»
Lo scheletro sembrò avere una indecisione
«
ma tu sei Noah!?» sibilò una voce metallica
che sembrava venire da chissà quali profondità.
Noah lo fissò bene. «Possibile che
»
«Re Noah! Quanto tempo!»
«Che mi venga un colpo se tu non sei il vecchio Dyon!» esclamò
Noah passando a lunghi passi sulla passerella e arrivando sulla nave fantasma.
Tutti, scheletri e pirati si bloccarono increduli per poi abbassare le
armi.
In poco i due si abbracciarono
ehm
in effetti Noah abbracciò
la figura che si sfocò e si disfece intorno a lui per poi tornare
visibile.
«Ah vecchio Dyon quanto tempo!!!»
«BWHAH mio re questa si che è una sorpresa! Attento!! Non
respirarmi che sono inconsistente!!»
«Oh si scusa!!» rise Noah inguainando la katana e mettendo
mano all'astuccio delle sigarette.
«Mi vuoi spiegare chi è questo tizio??» sibilò
Ridley mentre si reggeva al timone della nave aiutata da Dante
«Lui è Dyon Synolis lammiraglio della mia flotta ai
vecchi tempi! Un vecchio lupo di mare che ne ha viste tante
ancora
a caccia di calamari giganti??»
«Come no Sire!! Perdoni se ho issato la bandiera di Ithos ma la
sua non la riconosceva più nessuno!!!»
«BWHAHAH! » Scoppiarono i due a ridere insieme
«Questa è bella
» sorrise Dante.
Quella notte ci fu una grande festa su entrambe le navi... scheletri che
si ubriacavano con pirati, pirati che fumavano con gli scheletri
risse fra umani e scheletri che finivano senza morti
una strana
serata
e Noah e Dyon che andavano in giro uno col braccio sulla
spalla dellaltro, ondeggianti
mezzi ubriachi a canticchiare
vecchie canzoni sconce per le navi
La mattina seguente Manoa e Astea erano usciti dalla Ferite di Sadon e
s'incamminarono per un tratto pianeggiante in direzione del confine.
Era mezzogiorno e i due si erano fermati per orizzontarsi
beh diciamo
che Manoa si era fermata, Astea adesso era in stand by vicino a lei ed
evitava movimenti superflui, essendo ancora convinto di camminare per
sentieri impervi e scarpate.
«Manoa?»
«Aspetta ora sto cercando di capire dove siamo
» la ragazza
trafficava con strani aggeggi e mappe
«Manoa?»
«Non puoi aspettare un attimo??» ribatté stizzita.
«Manoa ho caldo
»
«Che lagna che sei
se hai fretta di morire che te ne frega
del caldo?»
«Si ma il caldo non mi uccide... mi da solo fastidio
mi brucia
»
«Ti brucia? Ok che fa caldo ma
» Improvvisamente avvertì
anche lei il calore
non era il calore del sole
era qualcosa
di più.
Spostò lentamente gli occhi notando come dal suo orecchino splendente
una lingua di raggi solari riflessi fosse andata a finire su Astea
incendiandolo.
«OH CAVOLO VAI A FUOCO!!»
«PORCO GALDER VADO A FUOCO!!» ribatté esasperato
Astea.
Senza saper bene dove andare, dimenticandosi dei presunti crepacci e di
Manoa, prese a fuggire senza mèta per la pianura come una torcia
umana col cappello in fiamme.
Manoa lo inseguì.
Lubriacatura generale si era conclusa coi primi raggi dellalba.
Gli scheletri avevano iniziato a svanire e presto sarebbe svanita anche
la nave...
Venne il momento dei saluti.
«Allora vecchio Dyon
è un addio
mi ha fatto piacere
rincontrarti
»
«Già
anche io sono stato contento sire
o forse
dovrei chiamarti Noah... non se ne parla di tornare ad essere il nostro
sovrano?»
«Io sovrano VOSTRO?? COL CAVOLO! Mi sono stancato di avere
gente sotto di me e di dare ordini!!!»
«BWHAHAHAHAHAH!» Tutti e due scoppiarono a ridere.
«Ma si tanto non avremmo potuto! Siamo sotto il comando della Morte!»
Noah sembrò non capire bene a cosa si riferisse il compagno
«Ah e che tipo è?»
«Una sventola! »
«MYUAHHAHAHAHAHAHA» ripresero i due abbracciandosi
per lultima volta.
Quando la luce arrivò anche dove erano loro, Dyon Synolis ammiraglio
della flotta reale di Tradnor svanì nella nebbia lasciando solo
Noah.
«Vecchio lupo di mare
» sospirò Noah avviandosi
verso le sue stanze.
Barcollava.
Ridley gli venne incontro.
«Sei sicuro di avermi raccontato tutta la verità? Sembravi
in buoni rapporti con quel Dyon
»
«Già
quando è morto mi sono incavolato
»
Ridley lo guardò incedere con passo insicuro sotto coperta.
Dante apparve accanto a Ridley.
«Complimenti per lequipaggio capitano
sembravano
una massa di zotici incapaci ma invece devo riconoscere che sono preparati
»
«Già
siamo una buona squadra
»
Dante poi cambiò tono per assumere quello di una richiesta formale,
«col vostro permesso ora andrei a dormire
»
«Va pure
» disse la donna «mi fa uno strano effetto
darti degli ordini
»
«E a me riceverli
a ogni modo tieni al guinzaglio il tuo giocattolo
»
«Parli di Noah? Nessuno può tenerlo al guinzaglio, nemmeno
tu.»
Dante si strinse nelle spalle sorridendo, poi fece un mezzo inchino e
girò sui tacchi.
Ridley rimase per un attimo sola sul ponte
bottiglie cartacce e
schifezze ovunque
«E ORA CHI LO PULISCE QUESTO CASINO!»
Due o tre uomini corsero verso di lei.
Si reggeva al muro per non cadere. Il corridoio lo conteneva appena in
altezza, la faccia non era delle migliori.
Quando fu a pochi passi dalla porta improvvisamente i suoi occhi zampillarono
intorno alla ricerca di qualcosa e nello stesso istante afferrò
le due spade al contrario come pugnali, le sfilò e in torsione
verso destra le conficcò nel muro alla distanza di non più
di quindici centimetri luna dallaltra.
«Chi diavolo sei?» Non vedeva nulla
ma qualcosa cera
sotto le spade
ne era certo.
«Perché ci tieni tanto a saperlo e non mi hai ucciso prima?»
«Non so
magari eri un altro tizio stupido col cilindro che
bazzicava da queste parti
che ne so io se sa rendersi invisibile
o cose simili
»
«Beh non sono un uomo come potrai capire dalla voce
»
«Già
non sembri essere lui
anche se non sono
ancora del tutto sicuro che pure LUI sia un uomo
» Noah sé
ne stette un po a riflettere, poi concluse con un sorriso «a
ogni modo avete voci differenti
»
Anche dalla voce venne qualche rumore di risa.
«Sei simpatico.»
«E tu sei vicina alla morte
»
«Credo che io possa dire lo stesso di te.»
Improvvisamente nella mente di Noah qualcosa si collegò facendosi
strada fra i neuroni ubriachi.
«Sei TU la Morte?»
Ancora un sorriso appena accennato.
«Bravo Noah.»
Il ragazzo serrò la presa sulle spade.
«Se ti uccidessi cosa succederebbe nel mondo?»
«Oh
per un po di tempo ci sarebbe un bel po di
confusione
poi il mio capo rimetterebbe a posto le cose
»
«Confusione tipo gente che viene tagliata in due ma continua a vivere??»
«Beh si
oppure gente che muore ma dopo la morte non va da
nessuna parte e inizia a vagare per il mondo
»
«Come i miei amici di prima
»
«Già
»
«Esattamente cosa vuoi da me? Insomma
se sei venuta qui vorrai
uccidermi
non credo tu abbia tempo da perdere no? Quindi forse dovrei
far scattare le spade e tagliarti la testa prima che tu inizi a svolgere
il tuo lavoro
»
«Ragionamento impeccabile
peccato che le cose a questo mondo
non vadano sempre secondo logica
a esempio tu sei un uomo ma tecnicamente
hai vissuto più di trecento anni
non ti sembrerebbe il caso
di morire??»
«Eh no cocca! Sono stato chiuso in un ghiacciolo blu per un sacco
di tempo perciò quegli anni di mezzo non fanno testo!!»
«Oh suvvia non te la prendere
non sono qui per te
sono
qui in missione ma non sei tu losservato speciale
»
«Non ero io ma volevi vedere che tipo ero
»
«Già
»
«Beh mi piacciono le persone curiose
andiamo
entra
se vuoi rimanere invisibile fai pure
magari sei brutta o mostruosa
che ne so
magari hai la bella voce ma sei tipo teschio col
cappuccio e la falce»
Etrom ridacchiò ancora.
Noah tolse le spade dal muro e le rimise nel fodero. La spada di Brynard
non aveva reagito in nessun modo. Sembrava una comunissima spada dallelsa
lavorata secondo motivi glaciali.
Quando il ragazzo fu davanti davanti alla porta della sua stanza mise
i piedi paralleli e vicini con attenzione
poi continuando a ondeggiare
inserì la chiave, la fece girare nella toppa ed entrò.
«Per Shagrath!» esclamò Etrom divenendo improvvisamente
visibile alla vista di tanta puccettolosa roseità conigliesca.
Noah si voltò di scatto sentendo lesclamazione e si ritrovò
davanti, stavolta visibile, una donna dalle superbe fattezze, appoggiata
allo stipite della porta per non cadere; era una figura dai lunghi capelli
blu che ricadevano da sotto un cappello simile a quello dei giullari,
occhi rossi come il fuoco, un fisico da capogiro ben poco vestito di fasce
e anelli viola e blu. I teschi cornuti che ornavano il cappello da giullare,
facevano da spallacci per la corta giacca che indossava e gli altri più
piccoli che ricadevano come orecchini non erano per nulla rassicuranti...
Non c'erano falci in giro anche perché in quel corridoio sarebbero
state di impaccio.
Il ragazzo ebbe un leggero tic al sopracciglio.
«Sei veramente affascinante come diceva il vecchio Dyon
»
Etrom scosse la testa
poi il ragazzo si accorse che lentità
sembrava iniziare a star male
richiuse la porta.
«Qualcosa non va?»
«Si
quella STANZA... come fai a viverci dentro?»
« È stupenda! È perfetta! La vuoi sapere una barzelletta?
Cè un coniglio rosa che saltella intorno a un buco canticchiando
ventisette! Ventisette! Ventisette!! A un certo punto gli si avvicina
una bambina dai capelli biondi e il vestito blu
» Noah serrò
le mani e strinse gli occhi per continuare la descrizione «si insomma
quella DANNATA Alice» sospirò «quella smorfiosetta
gli si avvicina e chiede perché fai così? E
così il coniglio le da un calcio e la fa cadere nel buco, lurlo
di Alice interrompe la sua cantilena fino ad uno schianto simile a una
bistecca marcia che cade dallalbero maestro sul ponte
a quel
punto il coniglietto rosa batte le sopracciglia setolose e ricomincia
a saltellare intorno al buco canticchiando: Ventotto! Ventotto ! Ventotto!!»
Noah scoppiò a ridere di una risata non del tutto normale
le iridi adesso leggermente più piccole.
Etrom si ritrovò con le spalle al muro, si era involontariamente
allontanata di qualche passo da quel tizio di un metro e novanta non propriamente
sano di mente che era riuscito a individuarla in quel posto nonostante
la sua invisibilità e che ora rideva istericamente
Abbozzò un sorriso anche lei
in fondo la barzelletta non
era male
ma che centrava Alice?
Coral aiutava Teiris a scendere per i crepacci. Wein aiutava il somaro.
Coral andava a prendere lacqua per permettere a Teiris di lavarsi.
Wein andava a preparare da bere al somaro.
Teiris si faceva raccontare le storie da Coral. Wein si lagnava col somaro.
Ma Wein aveva anche visto Coral sparire dalla circolazione quella notte...
aveva tentato nuovi approcci con la ragazza ma aveva rincontrato la chiave
doro.
Brutti tempi per Wein Swiftblade
Fu verso la sera del giorno dopo che finalmente allorizzonte scorsero
due figure. Una era inconfondibile agli occhi acuti di Wein. Era un tizio
col cappello da strega, manto nero e unalabarda gigantesca fissata
dietro la schiena. Il ragazzo dalle orecchie a punta sospirò.
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