Sedicesimo Episodio: A Past and Future Secret
 


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Oh, I haven't been here for a while
in blindness and decay
the circle's been closed, now

My song of the end
I've seen it all


«Presto saremo in una città, li potrai fare come vuoi… non so esattamente cosa fai per “non vivere” ma d’altra parte non voglio nemmeno chiedertelo.»
«Grazie Manoa… credo che come prima cosa dovrò comprarmi un mantello nuovo… questo comincia a essere un po’ troppo bruciacchiato…» una mano di Astea faceva capolino da un buco aperto dalle fiamme.
«Assurdo che la luce riflessa dal mio orecchino ti abbia mandato a fuoco… di che sono fatti quei vestiti di alcool?»
«Boh! Penso però che a te vestiti d’alcool piacerebbero visto quanto bevi!»
«Oh ma a me piaci anche senza l’alcool!» sul volto di Manoa si dipinse un sorriso malizioso.
Astea tossicchiò sorridente… poi improvvisamente ebbe un fremito…
«Astea!!»
«Asteaaaaaaa!!» Era la voce di Teiris.
Il ragazzo alzò il capo guardandosi intorno come se riuscisse a vedere… e ovviamente non vedeva una mazza.
«Teiris??» disse nel nulla che lo circondava.
«Si si sono io!!!»
Manoa non riuscì a decifrare se la sua reazione fosse di felicità o sorpresa… ma in pochi instanti ebbe un altro cambiamento improvviso
«Chi c’è lì con te!?» gridò serio.
«Cosa? Ah… un amico… anzi due…» Teiris correva verso di lui.
Manoa sentì addensarsi attorno ad Astea la stessa atmosfera di prima, quella dei momenti della sua ira incontrollata… della disperazione. le fronde degli alberi presero a ondeggiare emettendo rumori sinistri, e l’erba intorno a lui prese ad appassire per diventare sterpaglia secca. Fu allora che notò che il ragazzo stringeva saldamente l’alabarda in mano.

My song of the end
I had seen it in my dreams
my song of the end
I can't stop the darkening clouds


«Finalmente ti ho ritrova-» fece per dire la sacerdotessa ma venne interrotta.
«Stanne fuori! Va via stupida! » urlò. Il suo volto era segnato di nuovo dal ghigno folle.
«Astea che ti prende…» provò a dire anche Manoa ma lui le rifilò uno sguardo che la paralizzò. Non guardava lei… ma sembrava guardarle dentro.
Il ragazzo si alzò e fece volteggiare l’alabarda.
«E così… adesso ti porti anche il suo odore dietro! Non è vero WEIN?» sibilò.
«Astea…» disse Wein fissandolo serio. Coral si fermò vicino a lui a un centinaio di metri dal ragazzo che cercavano ormai da qualche giorno.
«Cosa sei venuto a fare? Mi cercavi? Vuoi uccidermi?»
Wein scosse la testa fissando il terreno con tristezza. «Astea…»
«Non chiamarmi per nome! Uccidimi piuttosto Swiftblade!!» urlò facendo ancora volteggiare l’alabarda intorno a lui. Erano movimenti armoniosi spezzati da qualche momento di pura follia che li rendeva instabili e irregolari.
«Non lo farò.»
Fu come se una miriade di ricordi attraversasse la mente di Astea con la forza di un fiume in piena.
Il ragazzo si piegò e urlò di dolore.
Gli occhi adesso erano spalancati… l’iride ridotta un puntino, sudava.
«Uccidimi! UCCIDIMI!» gridò e si scagliò con velocità impressionante verso Wein.
Tre alberi vennero tagliati di netto nella carica. Teiris era nel mezzo.
«Levati!» gridò Wein scostando la ragazza con uno spintone. Si era mosso con una velocità impressionante per raggiungerla prima di Astea, poi il guerriero gli fu addosso.
«Uccidimi bastardo!» L’alabarda sferzò l’aria facendo saltare una ciocca dei capelli di Wein, e aprendo nel terreno dietro di lui un mostruoso solco.
«Non ci tengo!» rispose il ragazzo, ma prima di potersi allontanare venne centrato in pieno da una testata.
Wein finì a terra mentre Astea faceva calare nuovamente l’alabarda su di lui.
Ma fu Manoa a intervenire colpendolo con due calci serrati del guerriero elfico fatto d’energia.
Astea volò lontano senza riuscire a colpire Wein che rimase a terra.
«Alzati Wein… non è il momento di sonnecchiare… e tu ragazzo» comandò Manoa riferendosi poi a Coral «… dacci una mano o levati dai piedi.»
«A… Astea… che ti prende?» sussurrò Teiris, ancora a terra, scossa.
Il ragazzo si fece nuovamente sotto, Manoa si concentrò e il guerriero elfico si mise in posizione di difesa, scagliò una raffica di calci e pugni schivando l’alabarda e poi l'afferrò contrastando la presa di Astea. Vi fu un momento di stallo fra i due, poi Wein si mosse cercando di rialzarsi e la follia di Astea avvampò di nuovo. I suoi denti scricchiolarono sinistri.
In un urlo strozzato di rabbia Astea scagliò in aria il guerriero d’energia che afferrava la lama e lo polverizzò con un fendente. Manoa cadde a terra col fiatone, non riuscendo a credere a cosa aveva appena visto.
Coral scagliò un fulmine di oscurità che colpì in pieno l’arma e Astea. Ma non ebbe risultati, Astea gli rivolse contro l’alabarda e il solo spostamento d’aria lo sollevò da terra facendolo atterrare parecchi metri più indietro. Poi l’arma calò nuovamente su Wein che ancora intontito per la botta ricevuta schivò con relativa lentezza.
Il sangue colorò la terra.
Astea si voltò contro un quarto nemico di fianco a lui ma fermò l’alabarda a pochi millimetri dal collo dell’avversario.
Era Teiris.
Lei lo guardò. Gli occhi chiari di Astea zampillavano da una parte all’altra cercando di vederla senza riuscirci.
Poi abbassò l’alabarda e fece per passare oltre ma lei si frappose.
Fu allora che le mollò un ceffone col dorso della mano scagliandola a terra lunga distesa.
Fuggì.
Veloce come il vento.
A terra, di fianco a Wein, una parte del suo braccio, staccata.

My song of the end
it was nice but now it's gone
my song of the end
it was fixed the whole time
my song of the end
I saw it all

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