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Si svegliò in una stanza oscura
una sola sedia.
Lui era seduto. Aveva un collare di uno strano materiale. Si sentiva come
soffocare.
Provò a toglierlo. Dopo un po ci rinunciò.
La sua capacità di spostarsi nel piano negativo per teletrasportarsi
nel mondo reale era svanita.
La sedia era scomoda.
Intorno a lui era tutto molto simile agli abissi del mare. Loscurità
era quasi totale, ma se guardava il proprio corpo lo vedeva benissimo
la propria figura non illuminava ciò che aveva davanti. Si sentiva
come inghiottire da quell'oscurità che risucchiava i pochi colori
che aveva addosso, dai riflessi viola dei suoi capelli al bianco della
toga che portava sotto il mantello.
C'era inoltre una sensazione di moto perpetuo, come un movimento ondoso
o la risacca, qualcosa di lontano e distante. Qualcosa che distorceva
anche le sue percezioni. Cerano momenti in cui avvertiva caldo o
freddo, momenti in cui lassordante silenzio diveniva quasi insopportabile,
momenti nei quali i suoi occhi sembravano chiudersi anche se rimanevano
aperti. Forse era nel piano negativo ma c'era qualcosa di diverso.
Dopo un po si accorse che non era solo.
Una figura apparve da quella oscurità
in sottofondo era sicuro
di aver sentito uno stridere di pipistrelli in volo. Coral non ne vide
nemmeno uno ma era sicuro di averli sentiti.
Poi sbarrò gli occhi.
Era identico a lui. Ma cera qualcosa di diverso
qualcosa di
più femminile.
Di fronte a lui cera un altro se stesso. I capelli erano bianchi.
Completamente. Lo guardava sorridente.
Quel senso di movimento nellambiente non passò.
Le labbra erano fini e lo sguardo era lo stesso di Sierra. Uno dei particolari
che lo rendevano femminile
ma distaccato
era
unopera
darte.
Dopo un po Coral aprì bocca.
«Chi saresti tu?»
«Sono te.»
Il demone si grattò la testa.
«Domanda stupida immagino vero?»
Laltro annuì.
«Chi sono io?» domandò nuovamente sistemandosi gli
occhiali sul naso.
«Sei il me che da ora in poi rimarrà qui, segregato nella
nostra coscienza fino alla fine dei tempi
o alla nostra distruzione.»
«La cosa non mi è chiara.»
«Certo, come potrebbe? Ti spiegherò io
»
La figura era vestita di lembi
come Sierra
più coperto
di Sierra, una strana gonna lo fasciava dal bacino in giù. E non
aveva il collare.
Emanava un senso di freddo. Come se la sua materializzazione umana non
fosse perfetta
la sua carnagione era pallida, mortuaria.
«Sierra ti ha domato con un incantesimo. Ha sigillato la tua volontà
con i suoi poteri, ora al tuo posto ci sono io a governare le tue energie
e le tue azioni.»
«Una brutta situazione vero?»
«Non so
per me è una ottima situazione
certo
magari tu ci rimarrai male per un po
ma poi scomparirai del
tutto
e rimarrò solo io
il Coral di Sierra.»
«Comè possibile che sia riuscita a fare una cosa simile?»
«Sierra è un vampiro antico. Millenni fa c'era ancora qualcuna
di queste creature in giro per Aman, adesso lei è l'ultima rimasta
della sua stirpe. Migliaia di anni hanno accresciuto i poteri che acquisì
con la non morte. È una creatura della notte, le cui capacità
trascendono quelle umane e si diversificano da quelle demoniache o draconiche.
Loro sono lerrore del Mana
non sono né istintivamente
malvagi né buoni. Sono e, per loro, questa è una condanna.
»
«Lerrore del Mana
»
«La prerogativa di Sierra è il controllo della volontà.»
Le ondate di percezioni si fecero più pesanti
Coral si sentì
quasi schiacciato
tanto da distogliere lo sguardo dal suo alter
ego
dopo qualche minuto tornò in sé e le distorsioni
nellambiente cessarono.
«Dante e Noah?»
«Dante è in catene nelle segrete del castello. In questo
momento stiamo andando a ucciderlo.»
«Stiamo?»
«Si... io e te... ovvero io.»
«Ucciderlo?»
«Si
fra lui e Sierra evidentemente non correva buon sangue
non ho idea di cosa sia venuto a fare quel drago qui
»
Coral sollevò una mano verso la figura e un fascio di energia scaturì
violento.
Il Coral dai capelli bianchi ebbe solo una lieve distorsione per poi tornare
normale.
Il collare si strinse sul collo del demone seduto. Gli mancò il
fiato gli sembrò di soffocare ma poi quella sensazione sparì;
era un demone, non poteva soffocare, era solo dolore e paura.
«Non puoi farmi nulla mi dispiace. Siamo nella nostra testa.»
Coral serrò i denti
poi pensò a unaltra domanda
«Hai detto che stiamo andando a uccidere Dante. Perché tocca
a noi ucciderlo? Non può farlo da sola?»
«Non lo so. Tocca a noi e basta.»
«Non mi sembri il tipo che si fa troppe domande
»
«Anche tu con Enid non è che ne facessi
»
«Enid
non ti importa nulla di lei?»
«Lei non conta nulla per noi adesso.»
Coral si sistemò sulla sedia. Faceva fatica a muoversi.
«Noah?»
«Noah ha avuto un attacco durante il combattimento
non è
riuscito nemmeno ad alzare una spada
e daltra parte nelle
sue condizioni non avrebbe comunque avuto speranza
senza contare
che è umano.»
«Perché Dante ci ha portati qui?»
«Sperava che tu e Noah bastaste per placare lira di Sierra.
Si sbagliava.»
«Noah è morto?»
«Non ancora
Sierra l'ha reso un suo schiavo, un ghoul.»
«Ghoul? Non sono non-morti?»
«Non è esatto. Come ti ho detto Sierra è un vampiro.
Il sangue dei vampiri è in grado di generare un legame di fedeltà
incondizionata fra il signore e un umano
il ghoul. Lei gli ha fatto
bere il proprio sangue e ora Noah è un altro suo burattino. Un
suo ghoul.»
«Interessante
non cera nulla di tutto ciò nella
libreria della isola di Cathal
»
«S'impara fino alla bara
»
«Tsk! Appropriato.»
«I vampiri trascendono la scrittura in questo mondo. Semplicemente...
sono stati.» Continuò il Coral di Sierra.
«Tu sei un suo Ghoul?»
«No, io sono il suo servitore prediletto. I demoni non possono essere
resi ghoul. Senza contare che il sangue dei vampiri è pericoloso
per tutte quelle creature che non sono uomini. Il nostro è un patto
che si regge su un incantesimo.»
«Così io e Noah siamo al suo servizio e Dante è moribondo
in una segreta?»
«Moribondo
è il termine giusto. Sierra ha continuato
a infierire su di lui
credevo che lo avrebbe ammazzato lì
sul posto
poi però ha detto ad alcuni dei suoi servitori
di portarlo via.»
«Mi sorprende che labbia battuto così facilmente.»
«Lha colto di sprovvista
con i suoi poteri mentali e
poi lha colpito. Dante ha tirato troppo la corda presentandosi così
dopo lo smacco delle due donne. Senza dimenticare che siamo nel territorio
di Sierra
»
Unaltra distorsione nello spazio
Passata.
«Le due donne? Le ha uccise lui?»
«No, lha fatto Sierra. Dante seducendo quelle due donne che
erano due ghoul di Sierra ha chiaramente fatto uno sgarbo alla mia padrona.»
«I ghoul hanno una loro volontà.»
«Si
ma è debole
più bevono il sangue del
vampiro e più essa si affievolisce, fino a renderli interamente
dipendenti dal loro sire.»
«Dante
»
Il Coral dai capelli bianchi si mosse verso Coral per poi girare intorno
alla sua sedia.
«Come ti senti adesso?»
«Scomodo. La sedia è scomoda.»
Gli si fermò davanti e poi lo baciò. Le sue dita affusolate
salirono dietro la nuca del demone seduto per accarezzarla. Lui non fece
una mossa.
Quando il Coral di Sierra si allontanò la sua espressione era seccata.
Tolse le mani dal volto del demone come se fossero una vecchia ragnatela.
Coral aveva le labbra serrate.
«Che ti piglia?» disse il demone seduto.
«Non fare caso al mio aspetto ambiguo
in fondo non sono uomo
né più né meno di quanto lo sia tu
ovvero zero.»
«Sta di fatto che hai provato a darmi un bacio.»
«Humpf
» la figura dai capelli bianchi riprese a girare
intorno alla sedia.
Ancora una distorsione, più forte delle ultime. Durò più
a lungo.
«Ad ogni modo per la sedia scomoda
ci farai labitudine
e poi un demone se ne frega se una sedia è scomoda o meno.»
«E se io provassi a ribellarmi contro di te?»
«Ci hai già provato e hai visto i risultati. I poteri di
Sierra non sono così facili da arginare. Io sono come te
in più ho i poteri del suo collare. Non hai speranze.»
«Non so se sono troppo ottimista
ma finora me la sono sempre
cavata
come mai sei così sicuro?»
«Conosco me stesso. I demoni e Sierra.»
«Permettimi di contraddirti. Io... non so ancora nulla della mia
razza... e tu...» abbassò la sua voce fino a un flebile sussurro
«non sai nulla di me.» concluse tagliente.
La sedia si vaporizzò nel nulla. Coral era in piedi. Il buio inconsistente
in cui galleggiava era familiare
ma ostile. Il collare si serrò
intorno al suo collo.
«Non vuoi la sedia? Vuoi un letto?» Ribatté l'altro
per nulla impressionato.
Il collare si serrò ancora lampeggiando di energie e Coral crollò
a terra bocconi «
ci sa fare il tuo capo.»
«Enid non era un granché come capo
adesso con Sierra
abbiamo un Coral più pericoloso. Non ti sembra un salto di qualità?»
«Ma non farmi ridere
sei solo il suo schiavetto.»
«E tu non eri lo stesso con Enid?»
Il Coral dai capelli viola si fermò. Il collare si allargò
nuovamente.
«Io
non lo so.»
Coral scendeva lentamente le scale del castello di Sierra, le scale sembravano
addentrarsi fino nelle viscere della terra, come se quel castello fosse
un grosso albero corrotto che appestava il mondo.
Non cera luce.
Arrivato in fondo a un corridoio, vide la chioma di Noah campeggiare nelloscurità.
Bianchi i capelli di entrambi.
Noah era in piedi di fianco a una porta di legno con delle sbarre, era
immobile e il suo sguardo era perso in un orizzonte distante. Non era
il solito Noah...
Coral fece un cenno e il ghoul rispose annuendo.
Si spostò aprendo la porta.
Allinterno Dante era legato al muro, per le braccia. Il volto chino.
«Sei qui per uccidermi Coral?»
«Si.»
«E dovè laltro Coral?»
«E dentro di me e ci rimarrà.»
«Un vero peccato
se solo avessi avuto un po più
di fortuna..»
«Sperare nella fortuna non è da te Reznor.»
«Forse
tante cose cambiano col tempo.»
«Il tempo? Offusca ancora la tua mente? No
tu non sei cambiato,
sempre sbruffone, sempre pronto a rischiare senza sapere come andranno
le cose
»
«Te le dice Sierra queste cose? Non farmi la predica. Ricordati
che sono più vecchio di te.»
Dante... rideva.
«Ecco
prima ho visto Noah. È bello vedere come sia
ridotto.»
«Beh ma è vivo no?»
«Se quella la chiami vita. I ghoul continuano a vivere finché
il vampiro concede loro il sangue che necessitano per sostentamento. Anche
oltre i limiti di una vita mortale.»
Fu allora che anche Coral prese a sorridere nonostante il collare. «Interessante
interessante
»
«Come?»
«Si
vedi... adesso inizio a comprendere il piano di Dante
»
«Farsi ammazzare?»
«No
vedi... lui ha un asso nella manica... qualcosa che nessuno
si aspetta...»
«E cosa sarebbe?»
Ci fu una distorsione fortissima stavolta. Qualcosa che sbiadì
la figura del Coral di Sierra e modificò quella dellaltro
Coral, facendo comparire sotto i suoi vestiti sotto la pelle, intorno
a lui come ombre, delle facce straziate e mostruose
facce che esprimevano
i risultati di dolori fisici e mentali così fantasiosi e tremendamente
vari da lasciare orripilati.
«Larma sono io. Trema. Spaventati. Saranno le ultime emozioni
che proverai prima di dissolverti nel nulla.»
«Humpf! Attaccami se speri di ottenere qualcosa!»
Ma Coral non mosse un passo
semplicemente sollevò la mano
e intorno alla mano si formò una piccola distorsione
diversa
da quella dellambiente circostante. Qualcosa che stonava.
«Cosa stai facendo!?»
«Non avevi detto di conoscermi bene? A ogni modo perdonami... ma
non posso dirtelo, questo
è un segreto.»
Lo sguardo di Coral ridivenne il sorriso disteso di sempre.
Laltro Coral impallidì. Si scagliò sulla figura mentre
il collare si strinse di nuovo sul collo del prigioniero. Ma Coral semplicemente,
carezzò lincantesimo che lo sigillava.
Una piccola scarica. Poi il collare cadde a terra in pezzi insieme al
Coral dai capelli bianchi.
«Arrivo. Arrivo Dante.»
Coral sollevò la mano su Dante. Era in suo pugno e in un qualsiasi
istante avrebbe potuto ucciderlo. L'energia finì di accumularsi.
Dante non esitò per un solo istante. Sollevò semplicemente
lo sguardo e cercò di leggere gli occhi del suo carnefice.
Fu in quell'istante che Coral crollò a terra, l'energia venne dissipata
e un fumo bianco e denso scaturì dal suo corpo avvolgendolo per
poi svanire nel nulla.
Il fumo portò via quellaspetto cadaverico restituendo quello
del Coral di sempre.
I due non si dissero una parola.
Dopo poco vennero interrotti da una presenza.
Era Noah.
«Guarda guarda
» sussurrò l'essere umano «chi
ammazzo per primo?» Erano occhi vacui... ma ugualmente terrificanti.
Noah si scaraventò su Coral prima che lui potesse fare nulla per
Dante. La katana per poco non gli staccò la testa di netto. Poi
la spada di Brynard e ancora la katana. Coral si scansò come meglio
poteva cercando di evitare l'aggressore.
Anche la sua capacità di teletrasportarsi in pochi istanti da un
lato all'altro della stanza serviva a poco contro la velocità e
la forza di Noah, lo spazio era troppo poco.
La prima volta che lo colpì lo addossò nel muro vicino a
Dante di un buon mezzo metro.
«Stai bene?» chiese Dante.
«Stavo meglio prima.» rispose Coral un istante prima di teletrasportarsi
per schivare un altro attacco di Noah.
Ma non era abbastanza veloce. Non era abbastanza potente... provò
a scaraventargli contro degli incantesimi ma la spada di Brynard era una
difesa formidabile. Li dissipava come bolle di sapone.
Coral non aveva armi con cui difendersi e schivare non serviva a nulla.
Provò a ripetere la tecnica di Dante che gli era riuscita sul collare
di Sierra, ma la katana di Noah gli troncò di netto una mano.
Gridò di dolore mentre un fumo nero iniziava a sprigionarsi dalla
ferita.
Si curvò, mentre Noah avanzava lentamente verso di lui.
«Si... ammazzerò prima te.»
Con una testata lo affossò nel terreno scuotendo il castello.
Il demone era a terra in una pozza di sangue e fumi neri.
«Che bello uccidere.»
Ma Coral rideva. «Aspetta a essere così contento... non sono
io il tuo avversario... almeno non lo sarò oggi.»
«Come?» chiese Noah.
«Già.» disse Dante. La mano troncata di Coral era riuscita
a distruggere le catene che lo legavano.
Mosse qualche passo per poi barcollare.
«Complimenti Coral, una sorpresa dopo l'altra... sei riuscito a
liberarti dell'incantesimo di Sierra e di te stesso in pochi attimi...
dopodiché il trucchetto della mano, non deve essere facile controllare
le proprie energie in questo modo... specialmente dopo lo sforzo che ha-»
Il Drago ammutolì.
La katana di Noah gli lambiva il collo. Noah lo fissava con occhi persi
e spietati.
«Ammazzerò prima te.»
«A...aspetta» disse Dante.
«Cosa.»
«Combattere così non sarebbe divertente.»
Noah ebbe una leggera indecisione.
«Paura di morire?»
«Non lo so... ma credo che quelle spade siano fuori posto.»
«Se scorreranno sulla tua gola saranno in perfetto ordine.»
Con la katana ancora vicina alla giugulare Dante si levò un guanto
e ci schiaffeggiò Noah.
«Bella mossa amico» disse lui.
«Idiota... ti sto sfidando.»
«E come? A pugni?»
«Proprio così.»
Lunghi istanti. Coral era a terra immobile. Cercava di guardare i due
che si fronteggiavano ma la vista andava e tornava.
«E non userai le tue diavolerie?»
«No. Sono un uomo di parola...»
«Certo... uno scherzo è uno scherzo ma qui si fa sul serio
vero?»
Noah allontanò le spade e le gettò a terra.
Dante si levò il cappotto rimanendo con un gilet nero, il cravattino
e la camicia.
«Allora?»
«Sembra divertente... comincia tu» disse Noah. «E non
farmi troppo male eh!» Sorrideva.
«Come vuoi.»
Il pugno che scagliò Dante non conteneva nessun potenziale magico,
nessuna "diavoleria" nessun trucco... ma fu qualcosa di veramente
devastante. Colpì Noah in pieno volto buttando giù una metrata
abbondante di muro e facendolo volare per altri tre o quattro metri all'interno
del corridoio.
Il drago scrollò la mano come se si fosse appena fatto male. Fece
per camminare via ma Noah si rialzò. Facendo cadere mattoni e roccia
che gli erano crollati addosso. Il suo sguardo era schizzato e folle.
«Fico...» disse lui.
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