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Durante la notte sogno profondamente, era parecchio
che non mi capitava. Le immagini sfumano e perdono i contorni prima di
farmi piombare nel regno di tenebra. Sono in uno spazio immenso di oscurità...
e nel silenzio mi si avvicina una figura sghignazzante. Tremo, e mi dolgono
i segni del mio primo morso vicino al collo. Come ogni sera al mio risveglio.
Poi la vedo, un volto di donna dai capelli corvini, mi sorride e mi abbraccia.
Mi lascio andare al sogno, alla sua irreale realtà, ma l'abbraccio
diventa sempre più forte... ed il suo petto si gonfia di risate,
per scoppiare poi in un sibilo così forte da tagliare le orecchie.
Vengo scaraventato lontano e quando mi rialzo non c'è più
la donna di fronte a me ma c'è la morte, la mano tesa e la falce
in pugno, è gigantesca e si staglia su un incrocio di forme geometriche
sospeso su un buio fatale, che per quanto familiare mi assale e mi immobilizza.
Mentre sorride dalla sua bocca fuoriescono anime dannate che riconosco,
sono i volti delle anime che ho preso, che la mia dannazione ha richiesto
per farmi sentire meno solo, per sentirmi più umano.
Le figure che continuano a fuoriuscire dalla sua bocca mi sussurrano frasi
di sprezzo e di odio, mi sento annichilire in un vuoto oscuro, poi tutto
si dissolve e mi ritrovo in un cimitero che pare quello della magione
di Faust. Mi sento un po' sollevato ma non sono ancora libero, lei è
sempre lì con fattezze ancora diverse ed ancora terrificanti; si
copre il volto con uno straccio e mi parla, la sua voce sembra raschiare
via la pelle dal mio corpo, tirare via le ossa e precipitarle in un baratro:
Tu hai guardato
nel mio mondo, tu hai sbirciato al di là della vita e della morte,
tu pur essendo morto sei vivo e pur essendo vivo sei morto.
Sei pronto ad accettare la morte nella tua anima, sei pronto a lasciare
che del tua alito fuoriescano cadaveri in cancrena, sei pronto a riempire
la testa di visioni, di fantasmi. Le tue vittime ti reclamano, ma non
sei abbastanza forte da prendere il mio posto. Tu mi appartieni da prima
che sbirciassi nel mio mondo e se vuoi uno sguardo più profondo
del mio regno osserva bene la terza figura che si staglia sotto l'arco
dei dannati in armatura, osserva bene le sue fattezze ed osserva ancora
i tuoi amici che vagano oltre le stelle luminose, osserva pure ma sappi
che la sottile linea d'ombra che divide i due spazi segna una differenza
importante, al di sopra i morti, quelli morti veramente, quelli che ho
preso per me; al di sotto quelli che mi contattano, o i non-morti come
te.
Un sibilo mi assorda di nuovo e mentre crollo a terra cercando di risvegliarmi,
vedo la morte avvicinarsi a me, lentamente, ed ogni passo mi frantuma
le tempie fino a quando mi guarda negli occhi e per qualche attimo scorgo
una visione che già non ricordo più... o forse non voglio
ricordare.
Ricorda che
il tuo essere mi appartiene e che presto sarà mio, ricorda che
tu per quanto morto, sei ancora vivo e sarai mio...ricorda, la terza figura
sotto l'arco dei dannati in armatura.
Tutto svanisce in un secondo, ricordo di avere dei
poteri, richiamo a me le tenebre per nascondermi dallo sguardo di quella
figura, sempre più familiare e sempre più orribile. Mi sveglio
che non è ancora tramontato il sole, ed ho una fame pericolosa,
devo aver consumato molta vitae durante questo sogno.
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