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Non avevo mai danzato in una pioggia di fuoco.
Non mi era mai capitato... in vita.
Mia madre soleva dire "se vuoi troverai una strada"... ma nemmeno
mia madre aveva mai danzato in una pioggia di fuoco.
Zlata, Zadec e Josefov del quartiere Ebraico che porta il suo stesso nome.
Tre figli di puttana dal grilletto facile.
Michele è ancora scosso.
[...]
<< Perché hai portato via Hora Zlata invece di farlo fuori?>>
Michele si guardò bene dal chiedere che fine avessero fatto gli
altri cadaveri...
Passarono alcuni minuti.
<< Havel? Mi senti??>>
<< Come?>>
<< Ti ho chiesto perché non hai ucciso Zlata mentre hai fatto
secchi gli altri due...>>
<< Beh... mi è sembrato il migliore dei presenti...>>
<< Che intendi? Vuoi chiedergli di unirsi a noi?>>
<< Oh beh... forse "chiedere" non è il termine
che si adatta di più ad un vampiro...comunque si.>>
Michele mandò giù un nodo in gola.
<< Posso chiedere spiegazioni senza correre il rischio di beccarmi
un morso sul collo??>>
Havel lo guardò e sorrise leggermente. << Eh vecchio Michele...
questo è uno dei motivi per cui ho scelto di fare di te il mio
braccio destro...>>
<< Come?>>
<< Beh... ogni tanto te ne esci con qualche stronzata del genere...
mi fai sentire come se non fossi stato mai "abbracciato"...>>
Michele si sistemò meglio sulla sedia. Lui ed Havel erano seduti
al capezzale di Zlata. Il boss malavitoso era fasciato come una mummia
ed era ancora svenuto.
Era un uomo sulla cinquantina, capelli corti e brizzolati, neri striati
di grigio. Barba aguzza e una corporatura massiccia anche se con qualche
chilo di troppo...
<< Beh... non so se Jun te ne ha già parlato... ad ogni modo
il sangue di noi vampiri fa uno strano effetto su chi lo beve, che sia
umano o cainita.>>
Michele aguzzò lo sguardo concentrandosi sull'ennesima rivelazione.
<< Se lo beve un fratello... costui inizierà ad avere un
certo legame di... dipendenza col fratello che gli ha dato il suo sangue...
se a bere il sangue è un umano, in poco tempo esso diventerà
un Ghoul...>>
Michele fece per aprire bocca snocciolando la sua profonda conoscenza
di Dungeons & Dragons ma Havel lo fermò con un gesto del capo.
<< Acquisirà dei poteri dal sangue, e rimarrà legato
per sempre ad esso. Vivrà per un sorso di vitae e ne sarà
schiavo per l'eternità.
<< E tu vorresti fare bere il tuo sangue a Zlata? Così da
farlo diventare un tuo... servo?>>
<< Si. Quest'uomo mi ha colpito... e voglio che sia mio.>>
Havel aveva sempre usato frasi ad effetto nei suoi discorsi di arringa
agli uomini... molto più di rado le usava con Michele.
Era parecchio tempo che Michele non parlava con Havel... da quel viaggio
in Cina aveva smesso di parlare con lui, e se doveva farlo, lo faceva
solo per motivi di lavoro.
Qualcosa nel suo "capo" era cambiato... ed Havel era diventato
ancora più sinistro in quei giorni di permanenza a Praga. Certo,
aveva sempre ritenuto Havel un... "tipo strano"... ma al di
la delle sconcertanti verità sul suo conto, Michele si era reso
conto che Havel era diventato più inumano... aveva paura a chiedere
cosa gli era successo... aveva paura a parlare in generale. Ora però
qualcosa lo rendeva più sciolto... sembrava che quel turbamento
in Havel fosse passato... o forse affievolito.
Il vampiro era più triste e pensieroso del solito... ma aveva un
modo di mostrare questi atteggiamenti... più umano.
Riprese la parola.
<< Da quando so che sei ...quello che sei... anche tu hai preso
a comportarti in maniera... più spontanea... non credi?>>
<< Beh... ora non ho più motivo di celare quello che sono.
La cosa ti spaventa?>>
<< All'inizio... forse, ma ora ... sono più tranquillo.>>
Havel passò una mano sulla giugulare di Zlata per verificare le
sue condizioni.
<< Posso chiederti un'altra cosa?>>
Havel acconsentì.
<< Perché non hai mai pensato di fare di me un Ghoul... oppure
un vampiro?>>
Havel sorrise. << Creare fratelli fino a poco fa mi era proibito...
e comunque non sono decisioni che si prendono su due piedi...>>
<< Ok... però... un ghoul? Da come ne parli pare che non
ti costi nulla...>>
Havel lo fissò con uno sguardo a metà fra la comprensione
e la tristezza. << Se anche tu iniziassi a far parte di questo mondo
sbagliato... credo che ogni notte diventerebbe ancora più difficile
trovare un motivo valido per ... aprire gli occhi verso questa valle di
lacrime.>>
Michele rimase immobile sulla sedia, divenuta improvvisamente scomoda.
Dopo qualche minuto fece per andarsene ma Havel lo fermò. <<
Attendi, adesso vedrai la nascita di un nuovo abominio agli occhi del
Signore...>>
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