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Non Una volta tanto si sentiva a proprio agio fra le
ombre della stanza del padre. Perennemente avvolta nell'oscurità.
Era arrivato senza far notare la sua presenza, e suo padre, un uomo ormai
avviato verso i settant'anni non si era accorto di lui.
Rimase un po' a fissarlo.
Poi parlò.
<< Salve padre...>>
L'uomo stupito, mentre era affaccendato ad esaminare alcuni documenti
a quelle parole si girò e disse:
<< Che mi prenda un colpo, mi hai quasi spaventato... finalmente
sei venuto a farmi visita è da un po' che volevo vederti. Allora
figliolo come mai sei tornato a Praga?>> Diede una riordinata alle
carte prima di riprendere a parlare <<...forse per cacciarti nei
guai? Ho saputo della festicciola che hai organizzato a quei bastardi
delle altre famiglie e vorrei sapere come sono andate le cose... si dice
che a fare quel macello siate stati solo tu ed un altro..>>
Havel attese in silenzio per assaporare l'oscurità dell'ufficio
del padre che non gli era mai parsa così accogliente come quella
sera.
<< Sono tornato a Praga per delle questioni personali e per quanto
possa sembrare strano inizialmente non avevo intenzione di occuparmi di
Hora Zlata e gli altri... quanto al cacciarmi nei guai... io sarei più
preoccupato se fossi in te... in fondo ti sei arrugginito dall'ultima
volta... e hai perso parecchi colpi...>>
Havel passeggiò un po' per la sala.
<< Se vuoi sapere della festicciola fattelo raccontare dai superstiti...
me l'hai insegnato tu che una buona fama può aprire un sacco di
porte in questo ambiente no?>>
<< Mi hanno riferito che uno dei tre capi delle famiglie non è
stato ritrovato.. ne sai qualcosa?>> dette queste parole prese un
sigaro da un cassetto nella scrivania di fronte e cominciò a fumarlo
con sguardo pensieroso. << Mi chiedo come tu abbia fatto a sconfiggere
venti mafiosi con solamente un uomo ai tuoi ordini e per di più
venti vestiti per la festa... >> aspirò una boccata profonda,
<< ...ma dopotutto sei mio figlio e non mi stupisco più di
tanto, invece ti consiglio di fare attenzione, immagino tu non sappia
che dietro una di quelle famiglie c'era un altra persona che non si è
mai schierata in prima persona... dicono che sia molto influente e che
sia in politica e per questo non possa mostrarsi...>> dopo una lunga
pausa, riprese a fumare il sigaro e mentre il fumo cominciava a concentrarsi
sulla piccola lampada davanti alla sua faccia che illuminava i documenti
che stava esaminando.
<< Credo che questa persona non prenderà molto bene il tuo
gesto e dato che anche la polizia sta indagando sull'accaduto ti consiglio
di sparire per un po', se cercavi fama l'hai trovata,ma sappi che il tuo
gesto esporrà l'intera famiglia a sospetti ed indagini e questo
a me non va troppo a genio.>>
<< Se è di questo che ti preoccupi... se vuoi avevo già
pensato ad una soluzione... sempre che tu sia d'accordo...>>
Havel estrasse una pistola e la puntò dritta in mezzo agli occhi
del padre.
I due si fissarono per qualche momento impassibili. * Chissà se
sarò mai in grado di possedere la tua stessa freddezza... papà*
pensò fra se e se il vampiro.
Poi spostò la pistola e piantò una pallottola nella scrivania.
Dal corridoio iniziarono a venire schiamazzi e urla. Passi. Gente che
arrivava di gran carriera.
<< Se la polizia ti darà noia e verrà qualcuno a farti
domande potrai dirgli che adesso io sono un tuo avversario... e che tu
non c'entri più nulla con me. Questa è una prova che convincerà
anche i più insistenti...>>
Il vecchio boss abbozzò un sorriso. Prese le carte e cercò
di risistemarle.
Quando alzò di nuovo lo sguardo Havel era sparito.
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