Ilaria Graziano Vs Francesco Forni

 

Concerto Stupendo. Il Miglior concerto acustico che ho mai sentito.
Punto non ci sarebbe altro da dire ma visto che sono chiacchierone ve lo racconto per quanto mi riesca un po' difficile trovare le parole.
Arriviamo li, io Eleonora TP (non volermene male Ele...) e Daniele la sala è minuscola, ci sono una chitarra classica e una elettrica appoggiate in un angolo, un ampli fender con qualche effetto per terra, uno sgabello.. ma cavolo è tutto troppo piccolo! E al tavolo davanti una ragazza sta finendo di cenare... non la riconosco subito... ma è lei.
Daniele è convinto che la mia birra odori di piedi. Intanto loro fanno il sound check... e già li, pippe direi.
Per fare un concerto solo voce e chitarre bisogna essere o molto, molto, molto bravi oppure molto capaci di reggere la scena... loro sono entrambi.
Ah già... la chitarra nonché voce splendida è tale Francesco Forni, un musicista spettacolare.
Il concerto inizia e lui piazza un plettro fra le tre corde più alte vicino al ponte. E io dico "ma che sta a fa??" comincia a suonare così. Le corde basse fanno il giro di basso, le altre fanno una specie di suono metallico strano, quasi delle campane in lontananza... o un qualche strumento esotico... si insomma... il plettro in mezzo alle corde è voluto per rendere un effetto incredibilmente atmosferico.
Sono allibito. Sono un chitarrista segaiolo e quando vedo queste cose rimango proprio di stucco. Tutto il concerto è easy, lui se ne sta seduto sul suo ampli fender con un che di Vincent Cassel, lei invece certe volte si piega sul suo multieffetto come una gatta a regolare qualcosa, altre volte si appoggia alla parete, altre ancora è in piedi a bucare con lo sguardo gli astanti. E come canta!
Sospiro.
D'obbligo.
Sono arrivato li come un cavolo di teenager... per me trovarmi nella stessa sala con Ilaria Graziano era come sfiorare per qualche istante un mondo che sento mio più di tanti altri che mi girano intorno... dove esiste la bella musica e il bello, l'arte e la bravura... dove gli anime non sono discriminati ed un Cowboy Bebop vale quanto un Kill Bill che a sua volta vale quanto un Padrino.
Il concerto inizia e la sua voce è inconfondibile, il timbro, la capacità di destreggiarsi sulle sue note alte come la capacità di camuffare la voce... di fingere degli effetti... e poi la scelta dei pezzi... da una Ederlezi da pelle d'oca ad una "I'm a man of constant sorrow" in omaggio ai fratelli Coen... ( e a George Clooney direi... e anche a Bob Dylan ma si mettiamocelo alla fine visto che l'ha scritta lui) insomma... e i brani da solista di Francesco... una voce spettacolare anche lui in certi momenti da Jeff Buckley. Insieme qualcosa di speciale.
Alla fine abbiamo chiacchierato... ci siamo conosciuti un po', sono tornato a casa col CD di Francesco e una foto scura con Ilaria...
...finite le parole.