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I bicchieri un giorno mi uccideranno. Succederà di soppiatto.
Nessuno se ne accorgerà. Finché non mi vedranno riverso
sul pavimento sporco della cucina della trattoria dove lavoro.
Ma sarà già troppo tardi. Mentre il mio sangue si mischia
ai mozziconi di sigaretta che infestano il pavimento sotto il bollitore
e i fornelli, i bicchieri uccideranno anche il capo cuoco, i camerieri,
il padrone, poi tutti i clienti.
Succederà in fretta, e governeranno tutto.
Linvasione partirà da un posto dietro piazza Navona.
Ma intanto nemmeno oggi mi uccideranno.
Li guardo. Mentre inclino il cestino di plastica dentro la lavastoviglie
gigante della trattoria. Sono messi tutti ammassati, luno vicino
allaltro. Tutti uguali, ma di dimensioni differenti. Sono tutti
capovolti.
Sembrano strani alieni dalla testa a fungo e la tunica rigonfia. Alcuni
sono più grandi. Sono i maschi. Quelli più piccoli, da vino,
sono le donne. Ogni tanto cè anche qualche bambino piccolo
che si stringe alla tunica del padre o della madre. Sono quelli da grappa.
Certe volte ci sono anche i sovrani. Sono i bicchieri verdi del gelato
larghi ed esili dalla tunica a larghe falde.
Ma quello che mi spaventa non è questo o quel bicchiere, ma la
loro vista tutti insieme.
Mi fissano, silenziosi ma carichi dodio. Sono immobili. Tremendi.
Sembrano gli abitanti di un pacifico paese, un paese dallarchitettura
bianca ed organica, modulata, sensibile. Sono scesi tutti in piazza ad
osservare il despota che li governerà col pugno di ferro, che sarei
io.
Mi odiano mi odiano.
Smetto di inclinare il cestello. Tornano normali bicchieri. Ma lo so.
Un giorno mi uccideranno.
Comincio a capire come mai al ristorante si mangia sempre bene.
Mia madre dice sempre che le cose riscaldate sono più buone di
quanto sono state fatte al momento.
Nel caso di cucine strane in genere è vero. Le zucchine ripiene
si insaporiscono di più e via dicendo.
Beh volete sapere la mia? Al ristorante si mangia bene perché è
TUTTO riscaldato.
PURE LA PASTA è riscaldata. Prima di essere scolata.
Fantastico.
E intanto il proprietario mi guarda e mi dice: << Ma il tuo amico
è alto come te?>>
E io: << Beh non proprio perché?>>
<< Tu sei troppo alto. Non puoi fare questo lavoro
non a lungo.>>
<< Cosa?>>
<< Si sei troppo alto. Il lavandino è troppo basso per te.
Ti fa male.>>
Il capo del postaccio si preoccupa per me.
Sono brave persone. E il mio amico di cui parlava era proprio Giuli. Gli
ho rimediato un posto da sguattero
Buttalo via
Finita la Route ricomincio a fare il cameriere.
La sono perfetto.
Bella presenza, sorriso smagliante e capello unto.
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