La prima volta che ho toccato il culo ad una ragazza che non era la mia.

 

La prima volta che ho toccato il culo ad una ragazza che non era la mia.

Avete presente quelle giornate che cominciano di merda e finiscono peggio?
Beh questa non è una di quelle… in definitiva se sono ancora qui a scrivere proprio male non è andata… però… si…diciamo che è una giornata di merda in piena regola… una di quelle con quella giusta vena di assurdo da farti desiderare di immortalarla in un racconto idiota senza senso e probabilmente palloso.
Premetto che sabato sera era andato a fuoco il palazzo davanti casa mia, e che la mattina stessa un barbone sotto casa che faceva casino l’avevano caricato su una ambulanza…
Era la seconda volta che andavo a lavorare nella pizzeria “ la scaletta degli Artisti”, la trattoria dove andava a mangiare Trilussa… arrivo la già un po’ scazzato… mi domando se sto facendo la cosa giusta.. studio nel viaggio…un caldo della madonna. Arrivo la, le cose non vanno malaccio, comincio ad entrare nei ritmi degli altri… a capire cosa devo fare e quando… e osservo. E’ bello osservare le meccaniche in certi ambienti così diversi da quelli dove sei abituato a vivere…
Le cose procedono bene, a parte una smorfiosa del cazzo che mi ri da il piatto perché dice che è “riscaldato” e non fatto “alla fiamma” e a parte un orientale che è venuto a cantare o sole mio per i clienti… (il mio idolo) si insomma a parte qualche episodio gustoso come tre tedeschi ubriaconi che intonavano a me cori su PIPPO Inzaghi visto che avevano sentito Sergio, il capo, chiamarmi così.
Insomma a parte un po’ di culo, per mezzanotte mi libero. Il mio cazzo di bus parte nella sua ultima e comodissima corsa, alle 24.
Ce la faccio.
Divoro i metri che mi separano dalla fermata. Piazza Navona ancora brulica di attività, per strada ci sono macchinoni da capogiro…
Arrivo alla mia fermata. Le 24.
Che fico, ora aspetto il 628 e arrivo sotto casa. Massimo fra una mezz’ora sto a casa… e dormo… non sono stanchissimo… ma domani mi alzo alle 7.30 per andare all’università…
Wabbè.
Passa l’87. andrebbe bene anche l’87 … ma arriva più lontano… a questo punto aspetto e prendo il 628 no? Vero 628??
Vero fottuto autobus del cazzo?
Eh no, vero un cazzo! Quella merda di cassone con le ruote non si decide a passare. E’ all’incirca verso l’una di notte che nella mia testa inizia a risuonare una canzone di Claudio Bisio, o meglio, non tutta la canzone ma una sola frase. Mi pare la canzone si chiamasse Alfonso 2000. Parlava di un “flipper della nuova generazione” parlante che insultava chi ci giocava… faceva la fine di HAL in 2001 odissea nello Spazio…
Fatto sta…che le parole del flipper, scandite, dette con voce baritonale, che iniziavano a risuonare nella mia mente erano:
“ CHE GROSSA TESTA DI CAZZO”
Eh già…potevo prendere l’87… e invece no. Facciamo i fighetti che conoscono la città…e poi lo prendono nel culo.
Grazie Roma.
Venditti del cazzo.
All’una. Dopo aver camminato avanti ed indietro per un’altra ora col bottone della camicia bianca da comì che continuava a slacciarsi lasciandomi in tenuta da backstreet boys… dopo una cazzo di ora passata a dire…” eh se arriva adesso dormo 6 ore… se arriva adesso… bla bla bla…” arriva NON il 628 ma il 78 NOTTURNO.
Lo sapevo. Si va a Termini. Uno dei peggiori posti di Roma di notte.
Beh cazzo… è domenica… e poi da qualche parte ci sarà un cazzo di poliziotto non scola birre che fa il suo dovere…vero?? Vero Fottuta polizia?
Macché! Vero ‘sto pesce! Come direbbe Neppolo. Un mio amico cisalpino.
L’autobus è uno dei più pieni che io abbia mai preso nella storia. Bella merda prendere una pressa di persone all’una di notte… quasi cominciavo a stare bene… mi ci voleva un po’ di caldo e sudore.
Arrivo a Termini. Cerco un ALTRO NOTTURNO che mi porti a casa. Altrimenti da Termini ci metterei tipo quaranta minuti o anche un’ora… e poi non sarebbe la cosa più sicura del mondo farsi tutta quella strada a piedi…
Che culo mi dico, c’è!
E’ il 55 NOTTURNO… e c’è una fila della MADONNA…
“non passa?”
”oh cavolo! Ma che c’è sciopero?”
” ah io non l’ho mai vista così deserta la stazione…e sono vent’anni che ci vivo!”
e via dicendo nei discorsi della gente ad aspettare: ragazzi, ragazze…
una coppia.
Vaffanculo dov’è Emanuela? Perché non sono qui ad aspettare il bus con lei? Magari abbracciati…
…wabbè questa è un’altra storia ma quando ti rode il culo tutto fa brodo…
Le parole di Claudio Bisio diventano assordanti mentre il tempo passa e non arrivano autobus… o meglio arrivano ma sono tutti di altri numeri…
La legge di Murphy domina imperturbabile.
Ci sono tra l’altro due ubriaconi che per poco non fanno a botte… ma poi uno se ne va e l’altro rimane abbastanza tranquillo.
Finita li?
Arriva l’autobus vai a casa e ti girano le palle?
Macché. Arriva ‘sta fungia!
Mo’ viene il bello, arriva la scena alla Tarantino.
Un sudamericano scappa da un altro sudamericano… piagnucola…dice “basta basta” sembrano tutti e due ubriachi… in stato confusionale… si rincorrono come bambini… uno zoppica. L’inseguitore ha gli occhi venati di rosso…
Poi la preda si avvicina a noi…e vedo che cazzo aveva.
Una maschera di sangue.
Aveva qualcosa di rotto in faccia, il sangue era colato sulla maglia blu, ora rilucente alle luci notturne del rosso brillante del sangue fresco. Cazzo era inzuppato. Non avevo mai visto così tanto sangue in vita mia… ma la paura cominciò a salire quando il tizio per scappare dall’altro mi venne addosso e cercò di farsi scudo con noi li ad aspettare un cazzo di 55 NOTTURNO.
Notturno un par di palle.
Qui mi è venuto in mente il grande Robotex, un altro mio amico, generoso a dare una mano quanto imperterrito a perpetrare le sue “piaghe divine” .
Mancavano le cavallette e la giornata di merda sarebbe stata divinamente completa.
Un ragazzo sulla trentina, italiano che parlava Espanol, comincia a parlare al tizio incavolato che vuole picchiare l'insanguinato.
L’inseguitore ha in mano due bottiglie di birra vuote e penso le voglia spaccare in testa al Sanguoso.
Fil che cazzo fai se succede?
” e io che cazzo ne so!”
aspetto, qualcuno dice di chiamare la polizia. Quello che parla Espanol glielo dice… dopo un po’ il tizio che inseguiva il Sanguoso se ne va… con qualche minaccia… mettendosi le birre nei pantaloni, dietro, sotto la maglia, come se fossero due katane.
“ e se quello prendeva e tirava fuori una pistola od un coltello?”
Erano cazzi del tipo che parlava Espanol e di tutti noi.
La folla è una massa del cazzo informe, senza volontà e incline alla fuga. Io ne ero schifosamente parte.
L’insanguinato attraversa la strada, non ne vuole sapere di stare fermo..
Ah particolare.
Ad una trentina di metri c’è una macchina della polizia parcheggiata.
VUOTA:
Usando le parole del Grande Leboswki:
“Ma vaffanculo.”
Il Sanguoso, che poveraccio poteva anche stare li li per crepare per quello che ne sapevamo, ad un certo punto passa sopra un’altra banchina del bus ma inciampa e cade di faccia.
Fra la folla c’è sconforto, gente che si passa una mano sulla faccia.
Un po’ di ragazzi vanno ad aiutarlo… vorrei andare…
Ma non ci vado.
Ci sono altri ad andare.
“ se non ci fosse andato nessuno?”
You never know…
Che merda…
Dopo un po’ arrivano I cazzo di carabinieri, alla buonora.
3 macchine per un tizio insanguinato.
Mucchio di folla.
Dopo una cifra di tempo arriva pure l’ambulanza, fortuna che il tipo non aveva ferite ad arterie o vene sul collo sennò addio tizio Sanguoso. Probabilmente erano solo capillari. I caramba mettono i guantini bianchi di lattice. Merda io non c’avevo pensato! E se andavo li a dargli una mano?
”Bel coglione bravo Fil la fai funzionare la testa quando serve eh? Pensa a Bisio ed ad Alfonso 2000…o alle piaghe di Robotex…”
Andato via il Sanguoso in ambulanza, scatta il rappresaglione.
I caramba cominciano ad andare in giro a picchiare i sudamericani di Termini, tipo filmaccio americano, ne pigliano uno, non mi sembrava quello di prima, ma lo manganellano un po’ e lo portano via…la folla non sembrava incazzata… probabilmente era lui l’aggressore… magari aveva cambiato maglietta … o altrimenti la cosa è ancora più merda.
Indovinate un po’?
Comincio a non sentirmi bene… sto quasi per chiamare un taxi.
Ma se avessi chiamato un taxi ‘sto racconto si sarebbe intitolato “come ho speso il mio primo stipendio” e invece parla di culi come direbbe Paolo un mio amico esperto.
Eh wabbè alla fine ‘sto maledetto 55 passa.
NOTTURNO eh!
Stavolta straccia la concorrenza. Quel 55 notturno è stato di gran lunga il più pulcioso autobus pieno che io abbia mai preso… ma aveva la faccia rugosa e incattivita di un vecchio nonno buono.
Che arriva e ti porta a casa.
Cavolo, alla fine sei arrivato eh?
Salgo.
Il conducente assomiglia ad un angelo biondo del telefilm le Streghe… non chiedetemi da dove cazzo sia uscita quella somiglianza alle due di notte in me che manco me lo vedo quel telefilm…
Sopra c’è una donna che dire che è una bonazza è dire poco. Tedesca sembra un incrocio fra Helen Hiddings e la Cacciatori della pallavolo.
Parla con un olandese, in italiano. Io sono schiacciato su un palo.
Una tizia, mostruosamente meno carina della tedesca, ma comunque una bella ragazza, si deve reggere al mio palo e nel farlo mi incrina due costole e mi scartavetra un capezzolo, ma si tanto ormai!
Io invece per tenere lo zaino e controllare il portafoglio avevo giù la mano destra.
E’ stato allora che per sbaglio ogni tanto il suo culo veniva sul dorso della mia mano.
Mi sono guardato allo specchio retrovisore interno del bus. Un primo piano da Hollywood. La mia faccia che provava a fare facce da maiale… e ancora, io che ci ridevo su. Alla fine qualcosa di positivo c’era stato…

…passo il viaggio a sentire la tedesca che parla dei suoi viaggi a ponza delle sue cene di granchi e delle sue macchine tedesche…

Mentre ero a Termini ad Aspettare ho mandato un messaggio a Stefano… finiva con una cosa del genere…
Se Dio esiste ha una vena di ironia.