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« Ciao ma allora vado! » Salutò
una bambina di sei anni dai lunghi capelli castani mentre imboccava la
porta di casa. Indossava un grembiule bianco e portava sulle spalle una
cartella di Barbie
il nuovissimo modello auto-indossante con il
dispositivo di schermo al plasma in caso di pioggia.
« Ciao Kat!» Salutò la madre al quale fece eco una
voce calda e melodiosa.
« Arrivederci Katherine.» Disse la voce accompagnando la chiusura
della porta scorrevole. Si chiuse con un leggero risucchio daria
mentre la luce della serratura, scattò da verde a rossa.
« Da dove cominciamo oggi Signora White? »
« Oh, quante volte ti ho detto di chiamarmi mamma
Signora White mi fa sembrare tanto vecchia ed è un nome troppo
lungo
» Ribatté la donna mentre passava dallingresso
al soggiorno.
La luce allingresso si abbassò gradatamente fino a far piombare
lambiente nella penombra, mentre il soggiorno si illuminò
a giorno.
« Ehm
oggi ho un po di mal di testa
potresti abbassare
un po le luci?» Chiese la donna dopo qualche attimo di pausa.
Le luci si abbassarono leggermente assumendo una colorazione azzurrina.
« I miei dati dicono che il colore azzurro è rilassante
specialmente
in caso di fotofobia a causa di emicrania
» Analizzò
la voce melodiosa; aveva leggermente abbassato il tono
come se non
volesse dare fastidio.
« Ehm
» disse la donna un po imbarazzata
«
grazie
va bene così.»
Era una donna sulla trentina, capelli lunghi castani
qualche ruga
vicino agli occhi, ma una pelle ancora morbida e giovane
di colore
latteo. Gli occhi erano di un nero denso e profondo.
Improvvisamente una massa di un liquido marrone spumeggiante invase la
stanza allagandola fino ad una trentina di centimetri daltezza.
Un gruppo di ragazzi armati di tavola da Surf e di caratteristiche bottiglie
di vetro irruppero con londa e si misero a sedere a terra a ridere
come pazzi e per metà immersi nel liquido.
« E stata londa più grande della storia! »
disse entusiasta uno dei due.
Una ragazza in bikini dalle curve perfette bevve un sorso dalla bottiglia
e disse: « Certo! È la superonda di premi Coca-Cola che arriverà
a casa di tutti quelli che consegneranno dodicimila punti di acquisto
allinterfaccia-cucina!»
I ragazzi scomparvero e lallagamento venne risucchiato da un logo
rosso che apparve nel centro della stanza con la scritta Always
Coca-Cola, accompagnata da un breve gingle.
« Per favore MBI potresti bloccare le prossime pubblicità?
Sai
il mal di testa.»
« Certamente mamma, provvederò a bloccare i prossimi
virtua-spot
quando vedrò che si sentirà meglio li
riabiliterò automaticamente
» La voce prese qualche
secondo di pausa poi continuò
« mamma
potresti
trovarmi un nome al posto di MBI?»
«
un nome?»
« Beh si
MBI mi fa sentire così inumana
»
La donna si abbandonò su un divano termico ed iniziò a massaggiarsi
le tempie
« Che ne pensi di Mara? » Disse la donna, il divano assunse
la forma di una sdraio ergonomica con un poggiatesta dotato di un piccolo
emettitore di onde beta a bassa frequenza particolarmente indicate per
il mal di testa.
« E un nome bellissimo, grazie.» Rispose la voce di
donna.
« Vedi
devi scusarmi ma mi sono trasferita qui da poco e non
so come trattare con voi
»
« Non vorrei risultare presuntuosa, ma sono stata programmata per
essere simile in tutto e per tutto ad una forma di vita umana femminile
ehm» si corresse
« ad una donna.»
« Si
scusami
ma ora vorrei rimanere un po da sola
potresti
»
prese una pausa cercando la parola giusta
« spegnerti?»
« Si mamma vado a dormire ci vediamo dopo
»
Rispose la donna cercando di imitare la bimba di nome Kat.
« Ciao Mara
buonanotte
»
Tirò un lungo sospiro
il mal di testa batteva e pulsava nella
sua testa.
Glielo aveva detto suo marito Kurt
era come una domestica solo che
non faceva errori
si atteneva agli ordini e non voleva stipendio
solo
manutenzione
in caso tempeste magnetiche o influenze del software
« Non mi ci abituerò mai
»
Si addormentò.
Si risvegliò sotto un immenso cielo stellato
la grandezza
di quello che aveva davanti le provocò un lieve senso di smarrimento
provò
a muoversi e subito sentì la superficie del termo-divano adattarsi
a lei per farla stare comoda
« Mara?»
« Si mamma?»
« Lhai fatto tu questo?»
« Mi sono permessa di crearle un ambiente rilassante
dai miei
dati posso affermare che lei ama il cielo stellato
»
« Si ma risvegliarmi senza un tetto non è proprio una cosa
piacevole
»
Le stelle svanirono e tornò quella tenue luce azzurrina.
La donna si districò dal termo-divano, sentì inizialmente
freddo
il divano laveva riscaldata
ma non durò
più di qualche secondo
la temperatura del soggiorno si alzò
fino a non farle sentire più quel leggero freddo
si sarebbe
riabbassata poco a poco così che lei non se ne accorgesse
Andò in cucina
era inutile pulire
Mara si puliva da
sola
come un vero essere umano.
Ormai le forme di IA erano in tutto e per tutto simili agli uomini
la
guerra su Tritone era combattuta quasi interamente da plotoni robotici
riconoscere la differenza fra loro e gli uomini era impossibile
si
tranne quando venivano feriti. Ad ogni modo loro non soffrivano
e non erano propriamente vivi come degli uomini veri
finché
le funzioni operative principali rimanevano attive continuavano a portare
avanti la loro missione di pace che avrebbe portato finalmente la stabilità
politica ed economica nel sistema solare
« Mara! Spegni subito la propaganda militare subliminale
»
« Scusa mamma ho pensato che potevo riattivare la pubblicità
stando
alle mie rilevazioni il mal di testa ti è passato no?»
« Si si
ma mi irrita che mi vengano messe in testa cose alle
quali non penserei minimamente.»
« Certamente
allora tolgo definitivamente i virtua-spot e gli
psycho-spot.»
« Te ne sarei grata.»
La donna armeggiò davanti allinterfaccia-cucina, tamburellò
su un display a cristalli liquidi per quale secondo e nel vano-materiale
apparvero due zucchine belle grandi, alcune carote, delle cipolle e del
sedano.
Prese il sedano e con un coltello affilato iniziò ad affettare
con maestria le verdure.
pazzesco
creature interamente artificiali che sono in tutto
e per tutto simili agli umani
se non le avessi viste di persona
non ci crederei
Ritrasse la mano di scatto dal tagliere e la portò alla bocca.
Si era ferita.
Non sanguinò.
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