Soft Cell

 

eccomi qua, di nuovo a raccontare delle mie fantastiche avventure nel mondo dell'altro mondo.
No, non è Harry Potter. Odio Harry Potter perché lui ha successo e me NO.
Si lo so, non è italiano quello che ho scritto, chi ha detto che io sappia scrivere meglio della Rowling? Nessuno no? Nessuno!
Tornando a me, sono stato nei pressi di Terracina da Marco Zen a studiare. Bella casa bel giardino bel bagno.
Sveglia presto per vedere Ufo Baby e quel cartone tremendosamente odioso con le donnine di facili costumi alla moda.
Colazione con caffè muffo e cornetto con nutella, poi si studia fino ad ora di pranzo. E porca troia uccidete le zanzare di Terracina, le odio.
Ho accorciato la mia vita di diversi anni a furia di sniffare zampironi ad averceli attorno manco officiassi una messa nera.
Prima di pranzo si "forgia" ... eh già, armi in lattice, una alabarda di due metri e ottantasette, quella del protagonista di una roba che scrivo, e no, non ha nulla a che vedere con l'invidia del pene. I miei personaggi hanno armi grosse perché sono divertenti e cafone.
Dopo pranzo si suona, io suono la chitarra, Marco suona la gente in giro per San Andreas. Poi si studia, si fa spesa, si viene punti dalle zanzare, si forgia. Si mangia.
Io mi leggo un libricino sugli accostamenti fra vino e cibi con frasi in latino e bon ton tagliato fino e Marco passa ruttando. Io leggo motti di Jerome mentre sorseggio Cognac e Marco passa ruttando.
Ma no, io non sono il conte. Ho fatto di molto peggio in questi cinque giorni.
Eh, chissenefrega, direte voi e io. Oh beh ma allora andatevene un po' a quel paese!
Fatto sta che siamo andati al tempio di Giove Anxur!
Stiamo studiando storia dell'architettura antica e medievale, siamo a Terracina, non possiamo fare a meno di andare a guardare uno dei monumenti più belli di tutta la Roma Repubblicana.
Ci andiamo di notte perché è più figo. Marco Zen dice che la strada per arrivare è brutta ma invece è una cazzata perché io sono abituato alle morti striscianti che si incontrano in sud tirolo.
Arriviamo al tempio e andiamo in giro. In effetti è fico, ma fortuna che c'è la luna piena sennò non avremmo visto un cavolo e ci saremmo spetasciati giù da qualche strapiombo. C'è parecchia oscurità, attivo i sensi da ragno o da scout, come preferite. Mi seccherebbe ritrovarmi di fronte a qualche sconosciuto in quella situazione. In realtà c'è un po' di brivido dell'esplorazione in tutto ciò e la cosa migliora di gran lunga la serata.
Poi i panorami.
Da sopra il promontorio, Terracina volante nel mare nero, con le barche che sono le stelle di quell'universo vuoto che sta sopra e sotto di noi.
Sediamo sul crepidoma del tempio, dove probabilmente secoli addietro c'era la sacra cella di Giove dove solo i sacerdoti potevano entrare.
Fumo la pipa.
Il tabacco è secco. Fumo male.
Decidiamo si addentrarci ancora di più nel santuario, scale oscure che portano chissà dove. Marco tentenna ma io a quel punto sono più che ben disposto a ritrovarmi un coltello nelle scapole e così mi decido a guidare la spedizione provando dei brividi di avventura ad ogni arco che apre su un ambiente immerso nell'oscurità.
E così scendiamo nella gigantesca terrazza di calcestruzzo romano a vista. Un vero prodigio della tecnica, e una perla dell'avanguardia architettonica romana del periodo.
C'è un grosso ambiente oscuro aperto su un fianco dai familiari archi romani. Le luci che illuminano quel mostro dormiente in modo che sia visibile da Terracina disegnano lingue di luce nell'oscurità più profonda. Nel fondo del tunnel un quadro.
Quando arrivo vicino vedo che è una finestra che dava sul cielo.
Sorrido.
Questo posto è meraviglioso.
Giriamo, facciamo apprezzamenti sulla qualità della costruzione, roba da architetti in pieno rundown pre esame.
Giriamo ancora un po' per il santuario finché un sibilo di serpente non mi convince a non disturbare il can che dorme. Mi blocco in pieno stile guida che conosce il posto. Pure Marco ha sentito il sibilo. Meglio fare marcia indietro. Magari nel santuario c'è anche la fossa dei serpenti dedicata a divinità ctonie... (altre cagate da esame...)meglio non finirci dentro.
Da quando in qua i cani sibilano?
Andiamo via, facciamo per risalire in macchina nel parcheggio, e passa una macchina con due coppie a bordo.
Improvvisamente la OVVIA verità. Io e Marco Zen ci siamo andati ad infrattare in quel meraviglioso luogo pomicione che è il Tempio di Giove Anxur.
E IO ERO LA DONNA!
Rido.
Discesa con qualche pezzo cafone dal lettore mp3.
Una bella serata.