WRATH

 

La residenza a Berlino di Havel era un ricco appartamento nell'unter den linden, la grossa via che dava sulla porta di Brandeburgo. Una dimora regale arredata in un elegante stile moderno dove nulla era fuori posto.
Il vampiro sedeva su una sedia di metallo fredda e silenziosa.
L'orologio segnava le due di notte.
Si alzò e si appoggiò ad un muro col capo. Poi scagliò un pugno sulla parete. L'intonaco si crepò. Prese a tirare un pugno dietro l'altro, sempre più forte finché non scaraventò i mattoni nel tramezzo nella stanza adiacente.
Si fermò. Qualcuno aveva bussato alla porta.
<< Disturbo?>> Era Michele.
Havel ritornò in se e guardò il ragazzo attraversare la porta.
<< C'è qualcosa che non va capo? >> Cominciò, poi si corresse. << Cioè volevo dire... ovviamente c'è qualcosa che non va... >>
<< Devi parlarmi di qualcosa?>> Rispose atono Havel.
<< Oh... un po' di scartoffie ed informazioni su Berlino... niente di che... tu piuttosto? Si insomma... se è lecito chiedere...>>
Il volto di Havel si rischiarò un poco. Tornò a sedersi sulla poltrona e rimase li immobile come solo un vampiro riusciva a fare, senza fare la più impercettibile mossa per alcuni minuti.
Era quasi ipnotico.
<< Certo che le cose non vanno. Sai com'è... mi avevano detto che si diventava immortali ma a quanto pare camperò meno di te...>>
Michele si grattò la testa leggermente confuso.
<< A quanto pare il mio Sire, così si chiama chi ti abbraccia, ha pensato bene di fare di me un vampiro per liberarsi di una fastidiosa maledizione che mi è stata trasmessa.>>
Michele arraffò una bottiglia di whisky dal bar della stanza e si versò un bicchiere. << E' molto grave?>>
<< Per quel che ne so i miei fratelli sono in due. E ognuno di loro sta subendo gli effetti di questa maledizione. La creatura che maledì il mio sire aveva tre personalità ed a me venne trasmessa quella di "facciata" diciamo quella del "cainita normale"...>>
Michele sorseggiò.
<< I miei fratelli stanno già sperimentando gli effetti di questa maledizione. Uno ha già perso i poteri... e presto morrà. E anche io sto perdendo i poteri... dovrei avere ancora poco meno di un anno di vita.>>
Michele sbarrò gli occhi. << Un anno? Ma è assurdo!>>
<< Non è assurdo... è tutto perfettamente reale... e non è uno scherzo. Quando ancora non avevo familiarità coi miei poteri pensavo che le mie difficoltà nell'utilizzarli dipendessero dal fatto di non aver avuto un maestro... ma ora che pian piano sto scoprendo tutte le sfumature dell'oscurità, mi accorgo anche che c'è qualcosa che le disturba... io... sto morendo. E' un discorso poco da vampiro... ma ho paura.>>
Michele scolò il resto del bicchiere poi si attaccò al collo della bottiglia per una lunga sorsata alla fine della quale inspirò profondamente.
<< Distruggere chi ha lanciato la maledizione è impossibile, liberarmi di essa anche... sembra che l'unica soluzione sia distruggere i miei fratelli ed il mio sire... nella speranza che la loro distruzione indebolisca l'efficacia della maledizione...>>
<< I tuoi fratelli?>>
<< Beh non sono fratelli nel senso stretto del termine... per me sono poco più che sconosciuti ma l'idea mi innervosisce... senza contare poi che non so cosa potrebbe accadere... in fondo.. .se fosse bastato distruggerci per annullare la maledizione il mio Sire avrebbe potuto farlo subito dopo averci abbracciato non credi?>>
Michele annuì pensieroso. << Evidentemente ha qualcos'altro in mente...>>
<< Già... è frustrante avere la possibilità di ottenere conoscenza e potere, la possibilità di avvicinarsi al significato dell'esistenza, e vedersela scivolare via fra le mani in questo modo. E'... tremendamente frustrante.>> Mollò un pugno sull'acciaio della sedia che si incurvò con un lamento sinistro.
<< Beh... la forza da vampiro ti è rimasta intatta pare...>>
Havel sorrise. << Già... non sono mai stato tipo da fare a braccio di ferro in vita... ma a quanto pare il mio sangue contiene in se di questi poteri...>>
<< Ora quali sono i tuoi piani?>> domandò il ragazzo.
<< Cercherò di rallentare gli effetti della maledizione... poi dovrò occuparmi degli ultimi problemi sorti a Praga, temo che ci sia un vampiro dietro le ritorsioni contro le quali sta combattendo Hora Zlata...>>
<< Un vamp- ehm cioè... e non hai intenzione di cercare i tuoi fratelli?>>
<< Dovrei farlo ma...>>
<< Insomma Havel... sei un mafioso... non sei tipo da piangere la morte di uno sconosciuto... che ti costa?>>
<< E' che tutto sembra già scritto. Tutto è tremendamente prefigurato... e io non sono che una pedina... c'è qualcosa che non va... forse dare la caccia ai miei fratelli è solo il piano di qualcun altro...>>
Il ragazzo incollò gli occhi al pavimento.
<< E poi non è tutto... ho dei problemi con la Morte.>>
Stavolta Michele non poté fare a meno di sorridere... dopo un po' Havel pensò alla frase che aveva detto e prese a ridere anche lui... di gusto.
<< Haha! Che c'è? Ti ha mandato in bianco l'altro ieri? Fa storie perché tieni la tavoletta del cesso alzata?>>
<< Idiota!>> Continuò a ridere Havel.
<< Beh se ci sono problemi con la morte potrai sempre fare affidamento su Michele lo Schivapallottole...per gli amici Michele!>>
Continuarono a chiacchierare per un po', ridendo e ricordando i vecchi tempi passati a Roma. Poco meno di cinque anni.
Bisognava agire... e alla svelta.